Riflessione / L’UPGC chiamata a “riscoprire” don Cristaldi e monsignor Russo

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Stand dell'UPGC

Nella storia della nostra Acireale c’è una lunga tradizione che la caratterizza: la cultura. Il fatto “culturale” ha segnato i ritmi di un cammino di formazione e di crescita che ha lasciato un segno e cerca di tenerlo desto in un tempo di consistenti cambiamenti a tutti i livelli.

La “Cultura” in Fiera è un valore che pretende di proporsi. Perché nel cuore dell’Artigianato c’è sempre l’insieme di doti e qualità alimentate da intelligenza che sta a fondamento della persona umana.

Nella Fiera dello Jonio in corso ad Acireale, lo stand dell’Upgc (Università popolare Giuseppe Cristaldi) è in Corso Savoia dinanzi al numero civico 26 e offre ai visitatori il programma di questo anno 2025/2026. E anche l’esperienza dei suoi 27 anni di attività fatta di approfondimento e di studio nelle varie discipline, ricerca e vivace vita associativa intrecciata di numerose attività artistiche diverse.Fiera Jonio stand UPGC

La Patristica tra i corsi dell’Upgc

Tra i diversi corsi da me tenuti, nel 2022 ho proposto la “Patristica” e, alla fine del corso, ho pubblicato una sintesi in un volumetto dal titolo “Le prime comunità cristiane”. Mi piace riportare un brano della “Premessa”.

”Il progetto ci ha accompagnati in uno sguardo panoramico che abbraccia un periodo fondamentale della Chiesa Cattolica: dal nucleo iniziale a Gerusalemme dopo l’ascensione di Cristo, sino alle prime invasioni barbariche e alla maestosa figura di Gregorio Magno che chiuderà il tempo della “Patristica”.

Lo scorrere della storia, segnato dalle persecuzioni e dal travaglio per raggiungere un’accoglienza dei cristiani nella convivenza civile, è percorso attraverso le testimonianze storiche e, soprattutto, leggendo gli scritti della letteratura cristiana in lingua greca e in lingua latina.

Subito dopo i testi biblici neotestamentari, vengono stesi i testi della prima “Patristica”. I “Padri della Chiesa” si introducono nel cammino della Chiesa Cattolica lasciando una testimonianza scritta di grande valore. Accompagnandola, soprattutto, con il loro credo e le loro opere. Alcuni – tra i primi – vennero definiti “apologeti”. Spendendosi per una difesa della dottrina cattolica.

Anche don Giuseppe Cristaldi tenne un corso di Patristica

Devo dire che questo “corso” nasce da una scommessa con me stesso. La nostra “Università Popolare” è nata sotto il titolo “Giuseppe Cristaldi”. Un sacerdote acese, profondo studioso, che ha anche impegnato la propria vita per comunicare dottrina a tanti credenti e a tanti alunni. Ha svolto il suo insegnamento in diverse cattedre, dall’Università Cattolica di Milano ai numerosi corsi teologici in istituzioni religiose.

don Giuseppe Cristaldi
Don Giuseppe Cristaldi

Anche per lasciare oggi un segno della sua presenza, ho pensato di ripetere quel “Corso di Patristica” impartito da lui stesso, anni fa, ad Acireale, e da me seguito con tanto interesse alla fine degli anni ’50. In questo modo, i suoi approfondimenti sull’argomento sono oggi riportati in una “Università Popolare” a lui intitolata. E, anche se risuonano come un’eco lontana, possono stimolare a una fruttuosa ricerca.

Evidentemente, il periodo della “Patristica” si muove in un panorama storico tortuoso e travagliato. Inizialmente prevale la potenza dell’Impero Romano che vivrà, in seguito, l’irruenza delle invasioni barbariche e finirà per consumare una divisione tra occidente e oriente. Ma, nell’evolversi degli avvenimenti, la Chiesa continuerà sempre a proporre unità tra le varie comunità e tra popoli diversi annunciando il Vangelo e vivendo e diffondendo fraternità. Edificando monasteri e cattedrali e accogliendo dai poveri ai potenti, dagli schiavi ai governanti.

Mi interessa precisare, quindi, che ai preziosi contenuti della “Patristica”, va unito il succedersi delle fasi di un cammino storico. Come dire che il messaggio evangelico, mantenendo l’essenza dei contenuti iniziali, si arricchisce e si adatta ai cambiamenti storici. Permane attualizzandosi. Dottrina e storia, vita cristiana e ambientazione, credo e nuovi attori si interrogano e si confrontano. Si discostano e si abbracciano in costante ricerca di una verità che va rincorsa incessantemente.

Monsignor Salvatore Russo e il suo amore per la cultura

E, in questa panoramica mi piace inserire, accanto a don Giuseppe Cristaldi, un’altra presenza di un altro studioso acese da cui ho appreso tanto amore per la storia: monsignor Salvatore Russo, vescovo. I due prestigiosi “docenti” si incrociavano e si differenziavano trasmettendo metodi e contenuti di alto profilo. Certamente mantenevano vivo il loro amore per la madre-Chiesa e si ritrovavano nello studio del pensiero e degli scritti di studiosi di tutti i tempi.

vescovo Salvatore Russo
Monsignor Salvatore Russo

Ogni giovedì mattina, per quattro anni consecutivi, mons. Russo ci guidava in un percorso di indirizzo pastorale accompagnandoci anche in una illuminata lettura del succedersi della storia.
L’Università Popolare “Giuseppe Cristaldi”, idealmente legata alla figura del dotto pensatore e dispensatore di dottrina, richiama anche la presenza del vescovo Salvatore Russo, profondo studioso di storia e di teologia. E’ importante evidenziare questo connubio. Devo dire che don Cristaldi – in piena intesa col vescovo Russo – volle farci capire il rapporto filosofia-teologia introducendo lo studio della “Patristica” nel corso teologico acese. Una visione aperta che conferiva prestigio alla scuola acese.

Altri studiosi seguirono lo stesso pensiero

L’accostamento, già ideato e incoraggiato da Clemente Alessandrino, trovò conferma in Origene che diede una svolta alla sua vita di credente in Cristo affiancando lo studio dei classici alla dottrina cristiana. L’iter sin qui tracciato venne sostenuto da San Girolamo e venne ripreso da Agostino che cercò di fondere il “pensiero” biblico con il “pensiero” speculativo. La sua forte esperienza di profondo studioso della cultura greca e latina e di innamorato dei testi biblici, segnò una sintesi che portò a una fruttuosa unità del sapere.

Altri pensatori, lungo i secoli, hanno seguito questo indirizzo condiviso da diverse scuole teologiche protestanti e anche, con qualche diffuso timore, da quelle cattoliche.
I grandi interrogativi posti dai primi filosofi raggiungono preziosi obiettivi attraverso la conoscenza della ragione umana. In questa ansia di ricerca, la Rivelazione ci accompagna nei misteri nascosti di Dio.

Papa Benedetto XVI affermerà, successivamente, lo stretto rapporto tra il pensiero antico e il cristianesimo. Il “logos”, la ragione, è fondamentale per sviluppare quella conoscenza critica che allarga il sapere e lo spinge a un continuo interrogativo. E, in questa tensione, ci si può incontrare con la Rivelazione che apre gli orizzonti della Fede facendoci incontrare con Dio.

La “novità” dell’insegnamento di don Cristaldi

Il “Pensiero”, quindi, tra le più alte doti della persona umana, nel suo cammino evolutivo, può accompagnarci nell’accostamento al mistero di Dio. Si capisce, quindi, l’importanza della “novità”, nell’insegnamento di don Cristaldi, di un supporto della filosofia per affrontare lo studio della teologia. Nel momento in cui si presagiva una svolta nei metodi e nella elaborazione dei contenuti della dottrina cattolica del dopoguerra.

Guardando il problema con gli occhi e la mentalità di oggi, si riesce a capire l’utilità e la ricchezza dello scambio tra le varie scienze. E l’importanza e la necessità di ogni approfondimento culturale per lo sviluppo della persona e della società.

Mi limito a dire che l’Università Popolare “Giuseppe Cristaldi” oggi è chiamata a continuare quell’impegno culturale che ha contraddistinto il nostro territorio”.

Antonino Leotta