Sabato 25 maggio la Chiesa di Palermo in festa per la beatificazione di don Pino Puglisi

(23-5-2013) Centomila persone sono attese sabato a Palermo per la beatificazione di padre Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993. Tra loro 100 vescovi, 700 sacerdoti e diaconi, oltre 200 personalità del mondo istituzionale. Un afflusso straordinario, che ha comportato uno  spostamento della celebrazione dallo stadio Barbera al Foro italico, dove verrà ripresa e trasmessa su Rai 1. “Sarà un evento significativo per la nostra arcidiocesi e per l’intera Sicilia, che ci auguriamo possa essere vissuto in pienezza”, spiega il vescovo ausiliare di Palermo, monsignor Carmelo Cuttitta, a capo della macchina organizzativa.

P.Puglisi_2aVita normale di un prete straordinario. Padre Puglisi nacque nel 1937 da una famiglia modesta, ma ricca di valori. Nel 1960 venne ordinato sacerdote e dal 1970 al 1978 fu parroco a Godrano, un paesino a una quarantina di chilometri da Palermo, interessato da una feroce lotta tra due famiglie mafiose. Dal 1978 al 1990 rivestì vari incarichi, tra cui quello di responsabile del Centro regionale vocazionale; insegnò anche in diverse scuole come docente di matematica e di religione. Nel 1990 venne nominato parroco della chiesa di san Gaetano a Brancaccio, quartiere in mano alla mafia. Qui il suo apostolato si fece ancora più forte: padre Puglisi, soprannominato “3P”, non aveva paura di rivolgersi direttamente ai mafiosi, anche durante le celebrazioni religiose. Si impegnò in tutti i modi per non far cadere i ragazzi nelle spire della criminalità, facendo capire loro che esisteva un’alternativa. Nel 1993 inaugurò il centro Padre Nostro, che divenne presto un punto di riferimento per le famiglie del quartiere. Il 15 settembre 1993, giorno del suo 56esimo compleanno, venne ucciso davanti al portone di casa in perfetto stile mafioso. Nel settembre 1999 il cardinale di Palermo, Salvatore De Giorgi, ha aperto ufficialmente la sua causa di beatificazione, proclamandolo Servo di Dio. Nel 2012 Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto relativo al suo martirio (“perché ucciso in odio alla fede”) e a proclamarlo beato. Nell’aprile scorso, dopo la ricognizione canonica, le sue spoglie mortali sono state trasferite dal cimitero monumentale di sant’Orsola alla cattedrale di Palermo, dove saranno esposte alla venerazione dei fedeli.

Sacerdote fino in fondo. L’esempio di don Pino è stato ricordato in questi giorni dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco,  e dal segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, nel corso dell’assemblea generale dei vescovi a Roma. “L’intero episcopato – ha detto il card. Bagnasco nella sua prolusione – si rallegra per l’imminente beatificazione di don Pino Puglisi, grande educatore e coraggioso testimone della fede fino al sacrificio della vita”. Don Puglisi, gli ha fatto eco monsignor Crociata, “non è stato un prete antimafia, ma un prete fino in fondo. Ha tagliato le radici a quella visione della realtà così distorta da essere distruttiva della persona e della società, come purtroppo continuiamo a sperimentare ancora oggi”. In un messaggio diffuso il 23 aprile scorso, anche i vescovi di Sicilia hanno ricordato “un sacerdote che visse il suo ministero presbiterale come servizio a Dio e all’uomo. Egli attuò un apostolato di promozione umana avendo come riferimento costante l’annuncio del Vangelo”.

P.Puglisi_3La preparazione alla beatificazione. Alla beatificazione di padre Puglisi la diocesi palermitana si è preparata nelle ultime settimane con incontri che hanno coinvolto i religiosi, gli universitari, gli insegnanti di religione cattolica, le aggregazioni laicali. La celebrazione di sabato prossimo, a cui parteciperanno l’arcivescovo di Palermo, cardinale Paolo Romeo, e il suo predecessore, cardinale Salvatore De  Giorgi, sarà preceduta da due momenti comunitari: oggi, 23 maggio, un’adorazione eucaristica in tutte le parrocchie della diocesi, e domani una veglia di preghiera sul terreno dove sorgerà la nuova chiesa intitolata al martire palermitano. È soprattutto a Brancaccio che si respira forte l’attesa per la beatificazione di sabato. “Abbiamo organizzato incontri comunitari e momenti di preghiera”, racconta padre Maurizio Francoforte, parroco della chiesa di san Gaetano, guidata da padre Puglisi al momento del suo assassinio. “Per l’intera comunità e anche per me – aggiunge – sarà un giorno di grazia: sento forte la sua eredità spirituale, soprattutto nei momenti di difficoltà che inevitabilmente il nostro ministero comporta. Lo ricordo come una persona mite e semplice, capace di entrare nei cuori della gente pur senza cercare visibilità”. “Per noi che da vent’anni lavoriamo a Brancaccio – spiega Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro – sono giorni di grande festa. Chi ha conosciuto padre Puglisi, ha capito subito quanto fosse straordinario, pur nella normalità con cui operava nel quartiere. Oggi lo ricordiamo con un occhio particolare rivolto ai ragazzi per cui tanto si adoperò”. Mostre, concerti e proiezioni di filmati sono solo alcuni degli appuntamenti previsti dal Centro in queste settimane. Fra i momenti più significativi un incontro con gli studenti delle scuole, da cui scaturiranno proposte concrete per il futuro di Brancaccio.

(Fonte: SIR)

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