I lavori di Santa Maria La Scala 3 / Il giovane neo scaloto parroco Mazzoli parla dei lavori di riqualificazione del borgo acese

«Tutti i lavori di miglioria a Santa Maria la Scala sono sempre visti favorevolmente». A parlare è il giovane parroco di Santa Maria la Scala Francesco Mazzoli, vice parroco della Cattedrale di Acireale, subentrato da circa un anno nella parrocchia della frazione acese. «Il progetto ideato dall’amministrazione Garozzo era molto più ampio -afferma il parroco- il porto era messo in secondo piano. Prioritarie erano la sistemazione della piazza, via Mulino, la discesa dalle Chiazzette. Oggi, però, i lavori ideati inizialmente non andranno tutti in porto. Il progetto è stato subito preso in considerazione dall’attuale sindaco, Roberto Barbagallo, il quale mi aveva detto che i lavori sarebbero stati avviati ad ottobre. Ho chiesto notizie prima di Natale ed il primo cittadino mi ha detto che c’erano stati degli ostacoli e che era dovuto andare alla Regione per fare delle modifiche al progetto per portarlo avanti perché, a livello burocratico, c’era qualche imprecisione ».

Parroco di Santa Maria La Scala, Francesco Mazzoli
Parroco di Santa Maria La Scala, Francesco Mazzoli

Il parroco afferma il suo consenso alla riqualificazione dell’area portuale, ricordando che quest’area è sempre soggetta a mareggiate e un risultato delle conseguenze di questi movimenti della massa marina sono le basole che si trovano sul fondo marino. «Più che basole, erano piuttosto delle piastrelle» afferma il parroco facendo capire che se l’intenzione di questi nuovi lavori è quella di rimettere questo tipo di “basole” sarebbe bene riprendere quelle nel fondale mentre sarebbe più giusto mettere delle vere e spesse basole. I problemi riscontati dal parroco nel borgo, invece, sono tanti: dalle buche nelle strade, fino alla potatura degli alberi che è stata fatta a gennaio ma in un modo da fargli ritenere che sarebbe stato preferibile lasciarli com’erano. Per quanto riguarda l’illuminazione dice: «vengo sempre liquidato con la frase: “È un problema di schede, l’ufficio tecnico dell’illuminazione pubblica non ha lampade per la sostituzione”.
Creare una zona di isola pedonale? Sì, secondo il parroco è possibile, a patto però che siano garantiti i parcheggi, la viabilità e il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico.
La scuola elementare? «Io utilizzo il piano terra per l’attività pastorale e questo mi è stato concesso dal Comune in quanto è un immobile appartenente al Comune stesso, mentre il piano superiore è inagibile».
Per riportare alla bellezza il borgo, a parere del parroco, occorerebbe un interesse da parte dell’amministrazione comunale e dagli abitanti della frazione, mentre per rinvigorire il turismo bisogna mettere a disposizione ciò che la frazione può offrire, a livello naturalistico, paesaggistico, l’offerta del pescato e la dimensione artigianale del pescatore. Si potrebbe fare una pesca turistica, un’area marina protetta gestita dai pescatori e dagli scaloti tutti, aumentare il turismo subacqueo, portare i turisti anche con le imbarcazioni a remi nelle grotte marine.
«Gli scaloti mi hanno fatto diventare scaloto, un “pedi salati” -dice padre Mazzoli- facendomi amare sempre più questa frazione e per questo desidero alleggerire i lavori dell’amministrazione insieme ai ragazzi della parrocchia pulendo le spiagge; però mi piacerebbe che il Comune potesse fornirmi mezzi per fare questo tipo di pulizia, che potesse aumentare i cassonetti ed i cestini per far abituare la gente che vive e che viene nel borgo a rispettare l’ambiente. Inviterei inoltre le forze dell’ordine ad una maggior vigilanza e sicurezza, sia diurna che notturna».

Ileana Bella

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