Santa Venera d’inverno / Acireale rende omaggio alla Patrona, rinnovando l’atto di affidamento ed il ringraziamento per le grazie ricevute

Acireale ha reso omaggio alla Patrona della città e della diocesi Santa Venera, nella ricorrenza della traslazione delle reliquie (detta anche “Santa Venera d’inverno”), che si celebra ogni anno il 14 novembre. Ricco e articolato il programma della giornata, di tipo prevalentemente religioso.

Il busto di Santa Venera portato in processione all'interno della Cattedrale
Il busto di Santa Venera portato in processione all’interno della Cattedrale

Alle 9,45 è stata aperta la cappella contenente il prezioso busto di Santa Venera, che è stato traslato sull’altare maggiore della Cattedrale per la prima celebrazione solenne della giornata, officiata dal parroco don Roberto Strano. Questa delle ore 10,30 è la celebrazione che una volta (fino ai primi anni ’60 del secolo scorso) veniva detta “delle 14 messe”, perché venivano celebrate contemporaneamente 14 messe in tutti gli altari della basilica Cattedrale, con l’aggiunta di altri due ai piedi della balaustra dell’altare maggiore. Successivamente le 14 messe vennero sostituite, per qualche anno ancora, da un’unica celebrazione con 14 sacerdoti. Allo stato attuale è la funzione riservata alla partecipazione degli alunni delle scuole acesi, che in grandissimo numero animano la celebrazione costituendo un unico grande coro che intona i canti liturgici e gli inni alla Santa Patrona.

Il Municipio illuminato a giorno per l'occasione
Il Municipio illuminato a giorno per l’occasione

La parte di maggior solennità del programma è comunque quella del pomeriggio e della sera, con la celebrazione del solenne pontificale delle 18,30, officiata dal Vescovo di Acireale insieme con i capitoli collegiali delle basiliche acesi, dei parroci e dei presbiteri della città, e del Seminario vescovile. Hanno pure concelebrato, insieme con il vescovo Raspanti, il cardinale acese Paolo Romeo (arcivescovo emerito di Palermo) e mons. Giuseppe Malandrino (vescovo emerito di Noto e già vescovo di Acireale per ben 18 anni). Vi hanno preso parte anche le autorità civili e militari – a cominciare dall’amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Roberto Barbagallo –, i rappresentanti delle confraternite cittadine e gli ordini cavallereschi. Secondo consuetudine, partecipa pure una rappresentanza dell’amministrazione di uno dei comuni della diocesi, che a turno offrono l’olio per la lampada votiva della cappella di Santa Venera. E quest’anno è stato il turno del comune di Castiglione di Sicilia, il cui sindaco, Salvatore Barbagallo, all’offertorio ha consegnato l’ampolla con l’olio nelle mani del Vescovo. Nella sua omelia, mons. Raspanti ha ricordato la figura di Santa Venera, additandola come modello, soprattutto per i giovani.

Il Vescovo pronuncia la preghiera di benedizione, ringraziamento e dedicazione davanti al Municipio
Il Vescovo pronuncia la preghiera di benedizione, ringraziamento e affidamento davanti al Municipio

Dopo la funzione religiosa, il busto argenteo della Santa Patrona, insieme con il prezioso scrigno reliquiario, è stato portato in processione in piazza Duomo, e davanti al Municipio il Vescovo ha rinnovato la preghiera di ringraziamento e di affidamento alla Santa Patrona, cogliendo anche l’occasione per benedire i locali del Municipio da poco restaurati e riaperti alla fruizione cittadina.

È seguito il tradizionale sparo dei fuochi d’artificio, dopo di che la processione è rientrata in Cattedrale per le reposizione del simulacro di Santa Venera nella cappella e la benedizione con le reliquie.

Questa ricorrenza del 14 novembre è stata collegata, negli ultimi decenni, a due eventi particolari della storia acese: il primo risale al 1941, quando, durante la seconda guerra mondiale, proprio la sera del 14 novembre, la città venne bombardata dagli aerei inglesi della Raf (l’unica volta durante tutto il conflitto); ma per fortuna, questo avvenne intorno alle ore 20, quando si erano da poco concluse le cerimonie vespertine in onore di Santa Venera e le persone avevano già fatto rientro nelle loro case, per cui, anche se i danni materiali furono notevoli, la conta dei morti e dei feriti fu fortunatamente limitata (solo 21 morti e 29 feriti), mentre le perdite sarebbero potute essere ben più gravi se la gente si fosse trovata ancora in giro per le strade. L’altro episodio è recente ed è ancora nella memoria e negli occhi di tutti, oltre che nelle situazioni contingenti ancora in atto: si tratta della disastrosa tromba d’aria che ha colpito la nostra città il 5 novembre di due anni fa, a pochi giorni di distanza dalla celebrazione autunnale in onore di Santa Venera; anche in quella occasione, in cui gli eventi naturali colpirono duramente la città sul piano materiale, non si registrarono per fortuna né morti né feriti, e ciò per una serie di concomitanze che fin da subito fece gridare al miracolo. Ecco perché risulta sempre più motivato l’atto di ringraziamento e di affidamento alla Santa Patrona.

Nino De Maria

 

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