Santa Venerina / Botta e risposta sull’aumento della Tari

Pubblichiamo integralmente la lettera del signor Giovanni Pennisi indirizzata al sindaco e al Consiglio comunale di Santa Venerina.

Giovanni Pennisi: “Esagerato e ingiusto il costo per le case di campagna”

“Con una serie di delibere il Consiglio comunale di Santa Venerina- Sindaco Salvatore Greco- nel giro di pochi mesi ha modificato il regolamento comunale riguardante le tariffe relative ai rifiuti solidi urbani (TARI), sia per l’anno 2021 che per l’anno 2022, triplicando le bollette a carico degli utenti cittadini e facendo ricadere il forte  rincaro dei costi al conferimento e alla mancata promessa di fondi da parte della Regione Siciliana.

Il Sindaco, nella comunicazione effettuata agli utenti in occasione della richiesta del contributo ha comunicato che malgrado la “differenziata” abbia raggiunto la quota record del 73,15%, la tariffa è aumentata perché non ha ottenuto i  promessi fondi speciali da parte della Regione Siciliana dimenticandosi però di avere utilizzato fondi a favore di una sola parte dei contribuenti la somma di euro 214,976,06, invece di distribuirla a pioggia a tutti i contribuenti e  di non aver voluto  nel contempo ampliare l’area contributiva con i  cittadini che risultano evasori oppure elusori che hanno usufruito del servizio.

In pratica, così facendo, si è aumentato il divario tra i contribuenti cittadini residenti e nel contempo si è  equiparato ingiustamente la tariffa ai cittadini non residenti togliendo loro anche il diritto di poter effettuare ufficialmente il compostaggio nel proprio terreno (art. 3) negandogli la detrazione del 30% sulla TARI.

Di fatto il Consiglio comunale ha fatto emettere dagli uffici delle bollette TARI illegittime per quanto riguarda i non residenti, in quanto non è stata fatta applicare la sentenza del Consiglio di Stato n. 4223 del 6/9/2017, e le norme del Trattato UE 2008/98/CE  che specifica “chi più inquina, più paga” di cui all’art. 19, paragrafo 2”.

Ragione vuole che i non residenti non abitando stabilmente nel comune non producono rifiuti in quantità pari o superiori ai residenti in quanto dimorano per tempi limitati o saltuari.

Inoltre il comune di Santa Venerina riveste interesse agricolo, e i cittadini residenti e non residenti  abitano saltuariamente nelle case di campagna dove non vi è un servizio completo di pulizia e le strade in genere prive di illuminazione pubblica vengono servite solo per il ritiro porta a porta dei rifiuti solidi urbani del resto in quantità esigua.

Il Consiglio Comunale non ha tenuto in nessun conto della presenza dei fabbricati cosiddetti “ rurali” ad uso abitativo con annesso terreno agricolo tenute a disposizione per le attività agricole e utilizzati solo per limitati periodi  dai residenti e dai non residenti non attuando nessuna riduzione tariffaria possibilità prevista dalle linee guida dalle vigenti disposizioni.

Il Consiglio comunale nel far politica “ paesana”  invece di incentivare i cittadini a pagare tutti la TARI in modo equo, ha fatto esattamente il contrario: ha messo in moto l’incentivo a disdire la TARI con l’abbandono delle seconde case con annessi terreni agricoli dove peraltro è minimo il rifiuto solido urbano,distaccando l’energia elettrica, l’acqua ed eliminando gli arredi rendendoli non soggetti tassabili e così operando si avrà un netto calo degli introiti dell’imposta TARI e di conseguenza un aumento delle  difficoltà da parte del Comune.
Tutto questo per non operare un’equa tariffa TARI per tutti i cittadini ma continuare ad operare assistenzialismo di massa.  Siamo a livelli di pazzia, così non si può andare avanti!
Distinti ossequi,

                                                                                   Giovanni Pennisi
                                                                        (Cittadino contribuente n. 1964) 

Ed ecco la risposta

Il sindaco Salvatore Greco: “Siamo un Comune virtuoso,
ingiuste le accuse rivolteci”Salvatore Greco

“È necessario premettere che il Comune di Santa Venerina è tra quelli in cui l’aumento della TARI è stato più contenuto. Tali aumenti riguardano, infatti, tutti i Comuni poiché provengono dall’aumento dei costi di conferimento in discarica, ovvero della “tassa” che i Comuni devono pagare per portare la spazzatura nelle discariche.
Dato che il Comune di Santa Venerina è tra i pochissimi della Provincia di Catania ad aver superato il 65% di differenziata (in zona ci fanno compagnia solo Acicastello e Acibonaccorsi) è minore il rifiuto indifferenziato che porta in discarica e meno pesano gli aumenti dei costi: insomma, il traguardo del 73,15% registrato a luglio 2022 ha giocato molto a favore dei cittadini che, con il loro impegno, lo hanno reso possibile.
Inoltre, proprio per premiare questi sforzi, l’amministrazione ha messo a bando una somma molto rilevante per prevedere dei parziali rimborsi, graduati secondo le fasce di reddito.

Tuttavia, gli incrementi ci sono perché se prima costava 130 € portare in discarica una tonnellata di indifferenziato, oggi costa più di 300 €. La Regione, secondo le competenze che le attribuisce la legge, avrebbe dovuto pensare agli impianti e alle piattaforme per smaltire: il dovere che non ha compiuto pesa ora sulle tasche dei cittadini, e la parte scomoda di esattori cattivi è lasciata ai Comuni. Questa è la verità.

A prescindere dagli aumenti generali, le norme hanno imposto anche una rimodulazione della tariffa, che contempli sia la superficie dell’immobile a cui la tassa si riferisce, sia il numero di abitanti. È vero che, dalla combinazione del nuovo regolamento che disciplina questi criteri e dall’applicazione degli sgravi e dei rimborsi, sono risultate più premiate le utenze dei residenti, ma onestamente questo non mi appare come uno scandalo giacché finisce per “tutelare” chi possiede solo una casa.

In ogni caso, siamo un’amministrazione aperta al confronto e non innamorata ad ogni costo delle proprie scelte; ed abbiamo già ripetutamente detto in ogni sede che valuteremo gli effetti applicativi del nuovo regolamento, rimanendo disponibili ad introdurre correttivi per l’anno prossimo anche nel senso suggerito da chi ha voluto esprimere la sua contestazione.

Dispiace, invece, che a fronte alla nostra disponibilità si sia preferita la ricerca del clamore, l’offesa gratuita e la falsificazione della realtà: a queste categorie, infatti, riconduco le affermazioni di chi parla di “politica paesana”, di “assistenzialismo di massa”, di “pazzia” e afferma – in altre sedi – che la TARI a Santa Venerina è “la più alta del circondario”. Semplicemente non è vero, come ho spiegato, e tutti lo possono constatare con facilità.

Salvatore Greco
Sindaco di Santa Venerina

     
                                                        

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