Santa Venerina / Il recital di poesie dell’associazione Stocusvit rinnova l’atmosfera del Natale

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don Tornabene e prof Vecchio

A Santa Venerina, nella Casa del Vendemmiatore, si è tenuto un Recital di poesie e canti tradizionali natalizi organizzato dalla locale associazione STO.CU.SVI.T (Storia, Cultura e Sviluppo Territoriale). La serata è stata allietata da Franco Pulvirenti con la sua fisarmonica. Hanno curato altri momenti musicali Gesuele Sciacca e Daniela Greco.

Dopo i saluti di rito, prende la parola il prof. Giovanni Vecchio: “Tramite l’associazione, individualmente e collettivamente si cerca di mettere la cultura al centro della vita sociale”.

Delle poesie interpretate, alcune erano composizioni di autori locali, altre di autori famosi. Un momento particolare, infine, ha visto protagoniste le poesie di don Orazio Tornabene, parroco delle parrocchie “Santa Venera” e “Sacro Cuore di Gesù” di Santa Venerina.

Poesie di autori locali e autori notiCasa del vendemmiatore recital di poesie

Una delle prime composizioni presentate è stata “Natale” di don Giovanni Bonaccorso, proposta e letta dal prof. Rodolfo Puglisi. Questi spiega che padre Bonaccorso, per un quarantennio parroco a Santa Tecla, è stato uomo di grandissima spiritualità e ottimo poeta. I suoi versi hanno sempre un significato importante.

Maria Lizio invece legge “Il Mago di Natale” di Gianni Rodari. Un famoso poeta che scrive con un linguaggio adatto a tutti, specialmente ai più piccoli. Spiega la dott.ssa Lizio come il poeta ci ricordi in questo testo del ’60, che la vera magia del Natale sta nella condivisione e nel desiderio di un mondo più giusto.

Nelle rime di “La pace che non c’è” di Angelo Vecchio Russo si chiede dove sia finita la parola pace.
A leggere la poesia di don Tonino Bello “Che il Natale ci faccia trovare Gesù” è la prof. Caterina D’Agata. Spiega che l’ha scelta per soffermarci sul vero significato del Natale: Dio che si fa uomo per condividere la nostra umanità.
Giovanni Grasso ha proposto due sue composizioni. La prima dal titolo “U megghiu sognu”; la seconda “Vulissi n’arbulu”.

Prof Giovanni Vecchio
Prof Giovanni Vecchio

Ultima poesia del primo gruppo è quella del prof. Giovanni Vecchio “Natale oggi”. È stata da lui realizzata in occasione di una sacra rappresentazione natalizia che si svolgeva a Santa Venerina negli gli anni ottanta. Essa per quell’occasione fu cantata da Rosario Todaro. Il testo, dice “ci fa uscire dalle zone ovattate ed entrare nei problemi del mondo sempre attuali”.

“L’uomo e gli affetti” tema della seconda parte del recital di poesie

Il titolo della seconda parte della rassegna è “L’uomo e gli affetti”
Sebastiano Lanza ha letto una poesia di Aldo Palazzeschi “Chi sono?”. Spiega che essa ricalca per certi aspetti i momenti che stiamo vivendo, di distrazione e perdita di identità. Un’altra, sempre attuale, è quella di Ada Negri “Ad un nemico”.
Tocca poi a due composizioni di Pietro Adornetto, “Ho contato tutti i giorni” e “Posso innamorarmi”.

Gesuele Sciacca Franco e Rosario Pulvirenti
Da sx: Gesuele Sciacca Franco e Rosario Pulvirenti

L’ultima parte della rassegna è stata un omaggio alle poesie di don Tornabene.
Anna Maria Patanè legge “Al tramonto” e “Quante volte ho accostato l’orecchio”. Ella sottolinea il messaggio importante. Aggiunge: “La pace, il rispetto e l’ascolto sono elementi essenziali per ogni uomo”.
Teresa Maccarrone legge “Io vado”. In questi versi si capisce come l’autore trovi la pace nella fede in Dio.
Francesco Stefano Russo interpreta infine “Sulle note del vespro” ed una poesia di Enzo Coniglio.

L'attore Stefano Francesco Russo e Gesuele Sciacca
L’attore Stefano Francesco Russo e Gesuele Sciacca

Don Tornabene, ringraziando, chiude l’intervento con la sua poesia dal titolo “Quale Natale”. Essa mette in evidenza la solitudine con cui molti vivono questo giorno e l’indifferenza di altri. Dice: “Non facciamoci travolgere dal consumismo, ma ritorniamo a respirare con il cuore e mostrare attenzione all’altro”.

A seguire nella sala attigua si è inaugurata la Biblioteca “Prof. Riccardo Di Maggio”, voluta dalla figlia la dott.ssa Antonella Di Maggio che ha donato la ricca raccolta libraria del padre.
La biblioteca sarà aperta a partire da metà gennaio il giovedì dalle 16 alle 19.

                                                                                             Adele Maugeri