Santa Venerina / Premiate le liriche del primo concorso di poesia dedicato a Santa Venera

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La vincitrice Martina Tarda premiata dal sindaco Raciti

Nella chiesa Madre “Santa Venera” di Santa Venerina, è avvenuta la premiazione del primo concorso di poesia dedicato alla Patrona.
L’evento culturale è stato organizzato dalla commissione per i festeggiamenti di Santa Venera, con il patrocinio del Comune.
Titolo scelto in questo 2026 è stato “A Venera Patrona nel 90° dell’autonomia comunale”. Proprio a giugno infatti, si sono ricordati i novant’anni dalla nascita del Comune di Santa Venerina.

Una giuria composta dalla dott.ssa Anna Maria Patanè, dal preside Salvatore Musumeci e dal direttore del nostro giornale Giuseppe vecchio, ha scelto sei testi tra i sedici in gara. La giuria popolare presente durante la manifestazione ha scelto il brano vincitore.

Il sindaco Santo Raciti premia la vincitrice Martina Tarda
Il sindaco Santo Raciti premia la vincitrice Martina Tarda

Ha vinto “Nove decenni di storie ed emozioni” di Martina Tarda. L’autrice, ricordando i novant’anni trascorsi, chiede alla Patrona una benedizione per la cittadina e per la sua vita futura.

Si è aggiudicato il secondo posto Giuseppe Arcidiacono con “Plurime anime”. Egli descrive nei suoi versi il paese dal territorio ubertoso e ricco di vigneti, sempre vegliato da Venera. Poi con brevi righe riesce a descrivere la storia che porta alla nascita del borgo, derivato dall’unione di territori appartenenti a Giarre, Acireale e Zafferana). La sua è una spinta alla maggiore unità della gente.

Il terzo premio è andato ad uno dei partecipanti più giovani, Josuè Cavallaro, con “Alla Gloriosa Venera”. Egli parte dalla descrizione della bella statua della Santa, sita sul frontespizio della chiesa. Per poi alla fine inneggiarla con tanta devozione e ringraziarla per i novant’anni di vita del Comune.

Le altre liriche selezionate al concorso di poesia Santa Venera

Il parroco don Orazio Tornabene
Il parroco don Orazio Tornabene

Altri partecipati sono stati Alfia Sciuto con la sua “Aria di festa”, unico dei sei testi scritto in dialetto, illustra nei particolari e nei suoi colori la giornata di gioia vissuta nel paese dai più grandi, ai piccoli.

Con “La gente”, Agata Bonanno vuole invece porre l’attenzione sul senso di fraternità che si dovrebbe vivere nella giornata della festa. Sia durante la funzione religiosa, che dopo nella piazza, durante l’uscita della Santa. Ognuno viene con una richiesta che vorrebbe esaudita, con i propri pensieri, ed è immerso tra la gente, ma in realtà non è solo, “basta regalare un sorriso…”.

Infine con “Padre”, Graziella Brischetto, pone l’accento sul martirio di Venera, che si rivolge a Dio, pregando fino alla fine.

Gaetano Previtera suona il clavicembalo costruito personalmentei
Gaetano Previtera suona il clavicembalo costruito personalmentei

Per il sindaco Santo Raciti, è stata una bella serata di cultura. “Nella quotidianità fatta di frenesia e superficialità, – dice -la poesia ci spinge alla riflessione”. Infine aggiunge: “Delle nuove parole entreranno a fare parte del nostro patrimonio culturale”.

Viene data la parola ad Anna Maria Patanè, componente della giuria, la quale commenta: “Le poesie erano tutte graziose, ma qualcuna era davvero profonda ed intensa”.

Ha allietato la serata con il clavicembalo, da lui stesso costruito, il musicista Gaetano Previtera. Ha fatto vivere ai presenti la storia di questo antico strumento in Italia, con le opere di importanti autori, vissuti tra il Cinquecento e il Settecento. Da Antonio Valente, che apre la strada della scuola napoletana, che fiorirà nel primo Seicento, a Girolamo Frescobaldi, che porterà lo strumento ai vertici del potenziale espressivo.

Alla fine don Orazio Tornabene dà appuntamento al concorso 2027, con il desiderio che ci siano sempre più partecipanti “ispirati da Venera, una donna che ha saputo scegliere il meglio”.

                                                                    Adele Maugeri