Scuola / Da Acireale a Berlino per educare i giovani alla mondialità

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Da Acireale a Berlino: il liceo “Archimede” di Acireale nella capitale europea per educare i giovani studenti alla libertà attraverso il progetto “Tra Resistenza e Resa: per (Soprav)vivere liberi!“. La proposta didattica, giunta quest’anno alla sua terza edizione, già nelle intenzioni degli organizzatori intende seminare memoria, coltivare giustizia e raccogliere libertà.

«Le dinamiche culturali interne ai gruppi forniscono preziosi spunti per la crescita delle sensibilità individuali e collettive», ha dichiarato il dirigente scolastico del Liceo Archimede, prof. Riccardo Biasco, riflettendo sul valore pedagogico di questa iniziativa, che ha toccato tematiche culturali e religiose differenti.

L’itinerario, di fattura nazionale, è stato proposto a studenti e docenti delle scuole secondarie superiori e ha inteso mettere al centro la memoria come strumento di cittadinanza attiva e consapevole.

A promuovere il progetto la Commissione storica dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (Ucebi) in collaborazione con la Fondazione Cdec – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. A sostegno dell’iniziativa anche i fondi dell’8×1000 Ucebi, la Commissione Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) e numerosi contributi da parte dei privati, tra cui una significativa donazione offerta della poetessa Edith Bruck.

Educare da Acireale a Berlino / Un percorso immersivo e strutturato dedicato agli studenti 

Ampia la partecipazione di diverse istituzioni scolastiche: oltre il liceo acese, anche una rappresentanza delle città di Cagliari, Ferrara e Roma, un gruppo di studenti del Liceo ebraico “Renzo Levi” e studenti battisti delle comunità di Varese, Genova, Torino e Napoli hanno preso parte al progetto.

L’iniziativa, dall’ampio respiro interculturale, ha quindi favorito fin da subito la costruzione di un ideale ponte tra le realtà territoriali della Penisola, unendole con la volontà di affrontare rigorosamente e collegialmente le questioni che hanno segnato la storia moderna, dal novecento europeo ai giorni d’oggi.

Sette le giornate di formazione a cui si sono affiancati workshop tematici, tutto culminante in un viaggio di formazione a Berlino. La città, simbolo della rinascita dell’Europa del secolo scorso, ha ospitato un’esperienza immersiva capace di intrecciare lo studio documentale, il confronto diretto con i luoghi della memoria e il dialogo aperto tra studenti e docenti di diversi contesti.

Dalla Resistenza ai conflitti contemporanei: il percorso ha offerto la possibiltà di ridare centralità alla riflessione sui nodi cruciali della storia europea, senza tralasciare le conseguenze odierne nei fatti e nel pensiero.

Educare da Acireale a Berlino / Le tematiche affrontate 

I temi che i ragazzi hanno potuto affrontare sono stati vari: la Resistenza come scelta morale e politica; la propaganda dei regimi totalitari e i meccanismi di costruzione del consenso; la Shoah e l’antisemitismo, nelle loro radici storiche e nelle derive contemporanee; il ruolo dei Giusti, esempio di responsabilità individuale in tempi di persecuzione; le diverse rappresentazioni della memoria; i conflitti odierni, con particolare attenzione al Medio Oriente e all’Ucraina; l’analisi critica delle distorsioni e delle manipolazioni storiche.

Una chiave interpretativa unica, una rilettura del passato recente fondamentale per comprendere il presente attraverso uno studio diretto dei documenti, sul confronto storiografico e su un approccio metodologico rigoroso.

Educare da Acireale a Berlino / L’obiettivo proposto

Cuore del progetto il desiderio di offrire agli studenti coinvolti strumenti critici per distinguere fatti, interpretazioni e narrazioni distorte senza vincolarsi a risposte precostituite.

Attraverso una sana educazione alla memoria si sviluppa il concetto di cittadinanza responsabile, che chiama all’interrogazione delle fonti per comprendere la complessità dei conflitti caratterizzanti la storia mondiale. E’ opportunità di discernimento tra propaganda e narrazione storica, per formare giovani capaci di orientarsi nel dibattito pubblico con gli strumenti della consapevolezza e del senso critico.

Educare da Acireale a Berlino / I protagonisti di questa esperienza

Cinque i ragazzi selezionati dal Liceo “Archimede”, che tornati da Berlino ci hanno raccontato della loro esperienza di confronto con l’Europa, con la sua storia e con le controverse vicende morali ed etiche annesse.

Con il giovane Santi Vasta abbiamo riflettuto sugli obiettivi proposti e raggiunti attraverso questo progetto, partendo dall’esperienza dello studio per attualizzarlo:

In che modo il viaggio ha reso più concreto e vivo ciò che avevi studiato in classe?

Vedere dal vivo luoghi come il Memoriale della Shoah, la Casa della Conferenza di Wannsee e Sachsenhausen ha dato un volto reale a quello che avevo studiato in classe. Camminare in quegli spazi e ascoltare le spiegazioni rende tutto più concreto e ti fa capire meglio il peso di ciò che è accaduto.

Pensi che questa esperienza influenzerà il tuo modo di guardare l’attualità o le tue scelte future? Perché?

Sì, perché dopo un’esperienza così guardi l’attualità con più attenzione: ti accorgi prima di linguaggi d’odio, discriminazioni e segnali che mettono a rischio la convivenza e la democrazia. Mi ha lasciato anche l’idea che ricordare non basta: bisogna informarsi e prendersi la responsabilità di non restare indifferenti.

Elena Di Mauro ha dato voce al capitolo sulla concretezza della Resistenza civile, analizzando il suo valore.

La resistenza civile è qualcosa di concluso o è ancora un tema attuale?

Personalmente, credo che la resistenza civile sia un fenomeno estremamente attuale.
La visita al Museo della Resistenza mi ha fatto comprendere che opporsi significa assumersi il rischio di una scelta morale, talvolta mettendo a repentaglio la propria esistenza. Non si tratta di un tema confinato nel passato, ma di una responsabilità che va ben oltre il periodo storico e che ci riguarda fortemente. È un tema profondamente attuale, ed ad oggi dovrebbe assumere forme diverse ma soprattutto quotidiane.

Se dovessi riassumere questa esperienza in una sola frase, quale sarebbe?

La storia non è astratta e lontana, ma realtà concreta che continua a presentarsi nel presente.

Con la studentessa Giorgia Guarrera abbiamo approfondito l’aspetto più intimo di questa opportunità formativa. Ripercorrendo la storia con lo sguardo dei “giusti tra le Nazioni” abbiamo riconosciuto l’intensità di storie ed emozioni provate.

Tanti i “giusti” raccontati in questa esperienza. Quale storia ti ha colpita di più?

La storia che mi ha colpito di più è quella di Otto Weidt. A Berlino, durante il nazismo, gestiva un piccolo laboratorio di scope e spazzole dove lavoravano soprattutto ebrei non vedenti e non udenti, che lui cercava di proteggere a tutti i costi evitando che molti venissero deportati.
Weidt falsificava documenti, corrompeva funzionari della Gestapo e trovava rifugi per chi era in pericolo. Pensare che tutto questo lo facesse un piccolo artigiano, senza alcun potere, mi ha davvero colpito. In un’epoca in cui molti restavano indifferenti per paura, lui scelse di rischiare la propria vita per salvare gli altri e dimostrò che anche una persona comune può fare la differenza se agisce con coraggio e cuore.

Qual è stato il momento più intenso dal punto di vista emotivo?

La cosa che mi ha sconvolto di più è stata entrare nella casa della Conferenza di Wannsee e vedere quanto fosse “normale”. La villa è luminosa, tranquilla, affacciata su un lago… e proprio lì, il 20 gennaio 1942, venne organizzata la deportazione e l’uccisione degli ebrei d’Europa.
Pensare che decisioni così terribili siano state prese in un luogo così sereno ed elegante mi ha fatto capire meglio quanto tutto fosse stato pianificato in modo freddo e razionale e quanto il male, in realtà, possa essere banale.

Scuola / Da Acireale a Berlino per educare alla mondialità

Miriam Puliatti ci ha invece accompagnato con le sue parole a rivivere il viaggio a Berlino declinandolo attraverso l’interreligiosità che caratterizza il suo quotidiano.

Da giovane musulmana, come hai vissuto questa esperienza di incontro e dialogo? Ci sono stati momenti in cui ti sei sentita particolarmente coinvolta nel confronto con gli altri?

Questo viaggio è stato per me importante dal punto di vista del dialogo interreligioso. Mi sono trovata a confrontarmi per la prima volta con persone di fedi che non avevo mai approfondito prima e mi sono resa conto delle differenze che caratterizzano le nostre culture ma anche tutti quegli aspetti molto simili che le avvicinano. I momenti di confronto principali sono stati sicuramente i workshop o le attività interattive che hanno richiesto una forma di dialogo tra noi per il raggiungimento di una conclusione comune e la conseguente spiegazione al resto del gruppo.

Che cosa ti ha insegnato questo viaggio sul valore del dialogo tra fedi e culture diverse, e quale messaggio senti di voler condividere ai tuoi coetanei?

⁠Questo viaggio è stato fondamentale per capire l’importanza del dialogo tra fedi e culture diverse e in particolare è stato sfondo di dialoghi non solo su religioni e culture ma su aspetti interessanti di esse e su riflessioni che ne conseguono. Il messaggio che vorrei condividere è quello di non fermarsi mai alle apparenze e di credere nella possibilità, e in particolare di avere volontà, di confrontarsi con culture diverse dalla propria che spesso sembrano lontane e non allineabili.

Scuola / Da Acireale a Berlino per educare alla mondialità

Concludiamo il racconto di quest’esperienza con Marco Mannino. 

Prima di partire avevi sicuramente delle aspettative, ma quale scoperta ti ha sorpreso più di tutte una volta arrivati sul posto?

Data la portata del progetto, la sua storicità e “pesantezza”, mi aspettavo di trovare un clima freddo all’interno del gruppo tra noi ragazzi e quindi di non riuscire a godermi il viaggio; invece mi sono ricreduto subito. Mi ha sorpreso molto l’interesse di ognuno di noi ad ogni visita proposta.

In che modo il confronto con sensibilità culturali e religiose diverse ha cambiato o arricchito il tuo sguardo?

Prima di partire non sapevo molto delle diverse religioni e culture che sarebbero state presenti all’interno del gruppo. Sicuramente ne esco con un bagaglio culturale molto più ampio, diverso da quelli che erano i miei pregiudizi verso le altre religioni.

Scuola / Da Acireale a Berlino per educare alla mondialità

La scuola impegnata nella cittadinanza attiva

L’educazione alla cittadinanza attiva, come quella alla tolleranza e alla mondialità sono i cardini su cui oggi si deve appoggiare la scuola italiana. Il liceo “Archimede” mostra una grande sensibilità a queste tematiche diventando, attraverso questo progetto, fabbrica di cittadini europei formati e consapevoli.

Ne abbiamo parlato con la professoressa Marinella Venera Sciuto, docente accompagnatrice e grande sostenitrice del progetto che, da Acireale a Berlino, promuove iniziative importanti per educare i giovani alla mondialità

Professoressa, con quali obiettivi educativi è nato questo progetto e quanto ritiene siano stati raggiunti?

Come Liceo, abbiamo aderito al progetto di formazione per docenti e studenti “Tra Resistenza e Resa”, grazie all’interlocuzione diretta del dirigente scolastico, prof. Riccardo Biasco e del prof. Gadi Luzzatto Voghera, direttore del CDEC di Milano, promotore del progetto insieme alla prof.ssa Deborah D’Auria della commissione storica dell’UCEBI.

Abbiamo condiviso prontamente gli obiettivi didattici del progetto, sia quelli cognitivi che quelli socio-affettivi-relazionali: essi sono stati pienamente raggiunti attraverso l’adozione di strategie didattiche, come quelle dei workshop quotidiani e delle visite guidate dei luoghi del nazismo e della memoria della Shoah. Senza dimenticare gli obiettivi trasversali di cittadinanza attiva come lo sviluppo dell’esercizio della interculturalità e dell’educazione alla pace.

Preciso altresì che il viaggio berlinese rappresenta una tappa centrale del percorso itinerante del progetto che prevede altre tappe formative a Roma e, infine, a maggio, a Milano, sede in cui gli studenti potranno incontrarsi nuovamente per la restituzione dell’intero progetto.

Che cosa ha osservato nei ragazzi in termini di maturazione, dialogo e consapevolezza grazie all’apprendimento “nei luoghi”?

Nel corso della visita dei siti storici rilevanti per la città di Berlino e, direi, per l’intera Europa, ho potuto notare negli studenti un mutamento nella capacità di attenzione e di riflessione autonoma rispetto a quanto appreso sui libri di storia, specie nell’esperienza, tipica della musealizzazione della memoria della città di Berlino, del “monumento invisibile” o delle “pietre d’inciampo”, un tipo di monumento che stimola nel visitatore sia la sfera cognitiva che quella emotiva.

Scuola / Da Acireale a Berlino per educare alla mondialità

Si può evincere quindi che il progetto sia stato un laboratorio di vera formazione civile in cui alle celebrazioni rituali si affianca un quotidiano esercizio di responsabilità, per raggiungere i valori della libertà e della giustizia.

Chiara Costanzo