Sebastiano Genco: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Tre diocesi siciliane impegnate per una missione in Guinea-Bissau

“C’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Con questo spirito, da quindici anni, i volontari dell’associazione “Amici delle missioni” di Acireale si recano in Guinea-Bissau, dove sono impegnati nella realizzazione di una serie di progetti, in collaborazione con le due diocesi del paese africano. Nata dall’esperienza del diacono Sebastiano Genco come una “sezione” dell’Ufficio missionario diocesano, nei primi tempi si è dedicata alle adozioni a distanza, per dare una mano ai sacerdoti missionari acesi nel mondo (Camerun, Filippine, Albania, Guatemala).

Sebastiano Genco nella sua missione in Guinea-Bissau

Sebastiano Genco con altri volontari nella sua missione in Guinea-Bissau

“Da sempre sostenuta nella preghiera dal vescovo di Acireale, l’associazione quest’anno ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte della diocesi”, ci racconta Genco.

– Qual è il significato del vostro impegno?

“Donare agli altri un po’ del nostro tempo e della nostra professionalità a favore dei fratelli meno fortunati. Quella dei volontari è, infatti, la testimonianza di persone, impegnate nel lavoro, che intendono spendere il loro tempo libero per un ideale. Ognuno dà il suo apporto a – seconda della professione.”

– Ci racconti dell’ultima esperienza.

“In Guinea-Bissau la nostra associazione si occupa principalmente di costruire pozzi, scuole e centri sanitari. Quest’anno, a causa della turbolenta situazione politica locale, siamo partiti solo in dieci: quattro medici, un infermiere, un elettricista, un falegname, un militare e due educatori. I volontari provengono da diverse realtà locali, per cui, qualche anno fa, è nato lo slogan “tre diocesi (Acireale, Catania e Caltagirone) per una missione”.

– Cosa fate durante l’anno, quando non siete in missione?

“Ci rechiamo nelle parrocchie e nelle scuole per far conoscere le attività dell’associazione, per portare un messaggio di solidarietà e di amore, per rendere i ragazzi consapevoli di questa realtà e, quindi, della fortuna che hanno avuto nell’essere nati e cresciuti nella società del benessere, mentre non è così per moltissimi altri loro coetanei. È un’opera di sensibilizzazione: facendo conoscere le attività dei nostri volontari, sproniamo i ragazzi a farsi partecipi dei progetti dell’associazione, facciamo capire loro come possono spendere al meglio la propria vita, agendo in prima persona. Ognuno di loro, quindi, può pensare: ‘se voglio, lo posso fare anch’io!’ Quest’anno, poi, nel periodo autunnale, torneremo in Guinea-Bissau per verificare lo stato di avanzamento dei nostri progetti”.

Guido Leonardi