L’allarme per il legame tra smartphone e adolescenti sta spingendo molti governi, come quello danese, a proporre limiti di età stringenti per l’accesso ai social media. Infatti, di recente, il Primo ministro della Danimarca, Mette Frederisksen, ha annunciato che proporrà al parlamento una legge che vieterà l’accesso dei social media ai ragazzi al di sotto dei 15 anni. Questo ha lo scopo di proteggere le fasce più giovani da potenziali dipendenze. La scelta è venuta dopo la presa di coscienza che il 60% dei ragazzi danesi fra 11 e i 19 anni si autoisolano dal mondo circostante preferendo rimanere a casa che vedere gli amici durante la settimana.
La Danimarca non è l’unico stato dell’Unione a tentare di prendere provvedimenti verso smartphone e social media per proteggere le fasce a rischio della popolazione. Infatti, la Norvegia ha fissato il limite di 15 anni per l’accesso ai social media. Svezia e Finlandia hanno vietato l’uso degli Smartphone nelle scuole. Addirittura l’Australia ha approvato nel 2024 una legge che vieta TikToK, Instagram e Facebook ai minori di 16 anni.
L’Italia è uno dei paesi più avanti da questo punto di vista. Già con la nota del Ministero della Pubblica Istruzione n 5274 del 11 luglio 2024, si era vietato l’uso dei smartphone nelle scuole dell’infanzia e primarie. Inoltre, da quest’anno scolastico con la nota n° 3392 del 16 giugno 2025 si è esteso il divieto anche alle scuole del secondo ciclo di istruzione.
Smartphone e adolescenti / Le evidenze scientifiche
Numerosi sono gli studi internazionali che evidenziano il rapporto fra uso di smartphone e social media e rendimento scolastico negativo. Così come viene citato anche dall’OCSE nel suo rapporto “From decline to revival: Policies to unlock human capital and productivity”. Lo studio segnala un notevole incremento della dipendenza dei giovani verso i social media e l’uso degli smartphone. Sottolinea la crescita di incapacità di autocontrollo e sintomi di astinenza.
Anche gli studi dell’Istituto superiore della Sanità confermano che più del 25% degli adolescenti fanno un uso massivo dello smartphone. Ciò produce conseguenze negative sui ritmi sonno/veglia, concentrazione e relazioni sociali. Proprio quest’ultime sono al centro dell’attenzione degli esperti, in quanto si vuole evitare l’aumento del fenomeno degli Hikikomori. Si tratta di una condizione di estremo isolamento sociale dove i giovani si ritirano nella loro stanza, nato in Giappone ma in sensibile diffusione nel resto del mondo dove gli adolescenti si rifiutano di andare a scuola rifugiandosi nei social. Così come il calo del rendimento scolastico dovuto all’uso massivo dei social anche nelle ore notturne.
Smartphone e adolescenti / Cosa dicono gli esperti
La società Psicoanalitica Italiana spiega che la dipendenza da smartphone non è elencata nelle dipendenza nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Ma possono riscontrarsi caratteristiche simili a chi soffre di altre dipendenze, come alcol e droghe, presentando sintomi come perdita di controllo ed astinenza. Si inizia a parlare anche di nomofobia, termine atto ad indicare la paura di restare senza il proprio smartphone. La dipendenza non è nell’oggetto telefono ma dai suoi contenuti, ai quali i ragazzi vengono esposti tramite internet, specialmente nei giochi on line. Da notare che questo tipo di dipendenza è riportata nel manuale come Disturbo da Gioco su Internet (Internet Gaming Disorder – IGD) nella Sezione III come “Condizione che necessita di ulteriori studi”.

A questa nuova dipendenza i ragazzi della generazione Z (che fa riferimento ai nati fra il 1997 e il 2012) purtroppo sono molto esposti. Il 25% dei giovani in questa fascia supera le 8 ore al giorno di esposizione ai contenuti. Le applicazione create ad hoc per i giovani agiscono stimolando il circuito della gratificazione/frustrazione. Infatti, aumentano la produzione di dopamina che si sviluppa guardando video gratificanti, con successivo calo dopaminico e conseguente stimolo. Questo spinge sempre a cercare video interessanti per trovare una costante gratificazione. In mancanza della quale si sviluppano aggressività, e turbolenza emotiva fino a sintomi da astinenza.
Si stima che in Italia siano circa 100 mila i giovani che presentano sintomi compatibili con la dipendenza da social media. Questi giovani hanno il terrore di separarsi dallo smartphone, vivendo costantemente iper connessi, rinunciando ad attività di socializzazione o rifiutandosi di consegnarlo a scuola per essere sempre on line.
Smartphone e adolescenti / Cosa fare ?
In caso che l’adolescente presenti sintomi quali distacco sociale, isolamento, insonnia, cambiamenti repentini di umore, rabbia, bisogna subito far riferimento agli specialisti quali psicologi o a medici specializzati nella cura delle dipendenze. Ma l’aspetto più importante è la prevenzione, per cercare di non arrivare alla fase acuta da dipendenza. Per questo gli specialisti consigliano di creare delle regole per limitare l’uso dello smartphone. Si riferiscono soprattutto a determinati contesti dove potrebbe avere effetti negativi sulla socialità, per esempio a tavola, o in contesti familiari quali feste e ricorrenze.
Si ricorda che è buona norma non dare lo smartphone prima dei 15 anni, limitando l’esposizione al massimo a tre ore giornaliere, ed impostare la funzione del parental control. Ricordiamo che è un sistema di filtro e monitoraggio delle attività dei figli in rete, permettendo all’occorrenza di bloccare l’accesso a determinati siti potenzialmente pericolosi tutelando così la loro sicurezza.
Gianfranco Castro
