Solidarietà e lavoro / Nasce a Linera a un laboratorio artigianale di ostie

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ragazzi che lavorano nel laboratorio di ostie

A Santa Venerina, presso l’associazione Comunità Giovanni XXIII, sita nella frazione di Linera, è stato inaugurato un laboratorio artigianale di produzione di ostie. Esso rentra nel più ampio progetto “Il senso del pane”. È legato alla cooperativa sociale Rò la Formichina, promossa e sostenuta dall’associazione Comunità Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi in ascolto dei poveri.

Protagonisti del laboratorio eucaristico di Santa Venerina saranno i ragazzi con disabilità, giovani con problemi con la giustizia, profughi e volontari. La cooperativa, attraverso lo strumento del lavoro, cerca di costruire un futuro nuovo.

don Andrea Sciacca
Don Andrea Sciacca ha presieduto la celebrazione eucaristica

Prima dell’inaugurazione si è svolta la celebrazione eucaristica presso la vecchia chiesa parrocchiale di Linera, intitolata a Maria SS. Immacolata, adiacente ai locali della Comunità. Concelebravano la Santa Messa don Andrea Sciacca, parroco di Linera, Maria Vergine e Cosentini e don Orazio Tornabene, parroco di Santa Venera e Sacro Cuore di Gesù e  direttore della Caritas diocesana.  Erano presenti molti fedeli di queste parrocchie.

L’omelia di don Andrea Sciacca

Nella sua omelia don Andrea ha detto: “da questa sera la Comunità Giovanni XXIII amplifica la sua attività. Significativo tutto questo perché dall’ostia, dopo la consacrazione, noi ci nutriamo di Gesù Eucaristia. Tramite essa Gesù, continua a donarsi a noi. Dio così guarda con amore al suo popolo”. Cita poi San Carlo Acutis che la definisce “l’autostrada per il Cielo”. “L’Eucaristia quindi è una realtà efficace per la nostra salvezza ed essa è alla ricerca di chi è più lontano”. Riferendosi poi alla Comunità “Papa Giovanni”, sottolinea che “tutti fanno qualcosa, tutti si adoperano per qualcosa”. Ringrazia Marco Lovato e la moglie Laura, che insieme la guidano, perché portano nel territorio questo importante progetto di una Chiesa rivolta al sociale.

Don Orazio Tornabene, Laura Lubatti, don Andrea Sciacca, Marco Lovato
Da sx: Don Orazio Tornabene, Laura Lubatti, don Andrea Sciacca, Marco Lovato

Alla fine della celebrazione prende la parola Marco Lovato, e racconta dell’incontro fatto nel carcere di Opera a Milano, dove c’è un laboratorio eucaristico. E dice: “si è scelto che proprio questi carcerati fossero le mani che impastassero le particole, che per noi diventeranno Gesù”.

Il laboratorio di ostie un progetto che dà speranza dove c’è sofferenza

Poi prende la parola Concetta Iabichino che guida la casa famiglia di Monacella (frazione di Santa Venerina) ed è responsabile della zona Calabria-Sicilia della Comunità “Papa Giovanni”. Spiega che da un po’ si lavora a questo progetto affinché l’inaugurazione potesse avvenire nell’anno Giubilare della Speranza. “Questo progetto – riferisce – in questo tempo difficile, da tanta speranza, dove c’è sofferenza e disperazione”.
Un’altra importante motivazione è il ricordo in quest’ anno del centenario dalla nascita di don Oreste loro fondatore e a cui il laboratorio è dedicato.

La parola finale tocca a don Orazio Tornabene, molto legato alla bella realtà. In essa fece esperienza da seminarista, e dice: “questa comunità è portatrice di Cristo”. Poi ringrazia augurando che “il pane spezzato possa essere immagine della vita donata ai fratelli”.Preparazione delle ostie

Il laboratorio, come detto sopra, fa parte del progetto “il senso del pane”, della Fondazione La Casa dello Spirito e delle Arti. Il pane che diventerà il Corpo di Cristo è fatto da persone in difficoltà; sono i poveri a donarci Gesù e tenerci uniti a Lui.

Nel 2015, in preparazione al Giubileo della Misericordia, la Fondazione ha dato vita al primo laboratorio di produzione delle ostie all’interno del carcere di Opera, coinvolgendo alcuni detenuti condannati per omicidio.
Da quella prima esperienza si è diffuso un cammino sorprendente: altri laboratori eucaristici sono nati in Italia e fuori dai confini nazionali, e sempre affidati a chi vive situazioni di fragilità.

Laboratori di ostie nel mondo

A Buenos Aires sono i giovani usciti da percorsi di dipendenza a procurare il pane che diventerà Eucaristia; in Zambia e a Betlemme lo fanno persone con disabilità fisica o psichica; in Brasile la produzione è portata avanti da detenuti di quattro diversi istituti.
A Milano coinvolge le donne del carcere di San Vittore e alcune ragazze madri segnate da storie difficili; a Barcellona lavorano persone che hanno concluso la pena e stanno ricostruendo la propria vita. A Maputo i protagonisti sono detenuti ed ex detenuti; in Sri Lanka giovani vedove e ragazze in condizioni di estrema povertà.preparazione delle ostie

Perfino a Gaza, durante la guerra, la Comunità di padre Grabriel Romanelli, presso la chiesa della Sacra Famiglia, non ha mai interrotto la produzione delle ostie.
Attualmente – si legge in una nota stampa – i laboratori eucaristici nel mondo sono circa una trentina.

Il laboratorio della cooperativa Rò la Formichina si trova a Santa Venerina, in via Don Oreste Benzi 2, nei locali della chiesa vecchia di Linera. Per informazioni ed ordinazioni: info@rolaformichina.it o telefonare al numero 3482488157.

Don Oreste ricordava che siamo complementari: “Mettendo insieme le capacità di ciascuno, non c’è chi ha di più e chi ha di meno, ma ognuno diventa dono senza misura. Non ci sono più il disabile, il carcerato, l’emarginato; ognuno diventa una meraviglia per l’altro”.

                                                                                                   Adele Maugeri