Sri Lanka / “Morte e violenza non avranno l’ultima parola”

Leader delle Chiese cristiane e delle diverse fedi religiose si stringono oggi, nel giorno del lutto nazionale, in solidarietà e profonda vicinanza con i cristiani dello Sri Lanka. Agli appelli e alle preghiere di Papa Francesco, si sono uniti in queste ore anche i Patriarchi di Costantinopoli e Mosca, l’arcivescovo di Canterbury, il Consiglio mondiale delle Chiese. Ma anche leader musulmani ed ebrei. Unanime lo sconcerto per il bilancio delle vittime salito in queste ore a 310 e senza appello la condanna a simili atti di violenza commessi contro essere innocenti in preghiera in uno dei giorni più sacri del cristianesimo.

Il dolore dei leader cristiani. Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeocondanna “fermamente qualsiasi attacco terroristico e atto di odio, violenza e fondamentalismo, indipendentemente dalla sua fonte, e invita tutti a cooperare per costruire la coesistenza pacifica e la collaborazione attraverso il dialogo e il rispetto reciproco”. Il Patriarca di Mosca Kirill ha inviato un messaggio di condoglianze al presidente della Repubblica dello Sri Lanka, Maithripala Sirisene. “Sono profondamente scioccato”, scrive. “I terroristi hanno scelto come bersaglio dei loro attacchi non solo edifici residenziali e pubblici, ma anche chiese cristiane in cui moltitudini di fedeli si sono riunite per le celebrazioni pasquali”. “Spero che l’autorità statale e gli organismi competenti dello Sri Lanka faranno tutto il possibile perché non solo gli esecutori ma anche gli organizzatori di questi sanguinosi crimini non si sottraggano alla responsabilità delle azioni malvagie che hanno commesso”. Sostegno al popolo dello Sri Lanka giunge anche dall’arcivescovo di Canterbury Justin Welby mentre il vescovo anglicano di Colombo, Rev Dhiloraj Canagasabey, membro del Comitato centrale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), chiede un’indagine approfondita su questi incidenti al governo dello Sri Lanka, per “garantire la sicurezza dei luoghi di culto e impedire a individui o gruppi di non rispettare la legge provocando atti di intimidazione o violenza contro qualsiasi comunità o gruppo”. Olav Fykse Tveit, segretario generale del Wcc, scrive in una nota: “Tali atti di violenza minano la sacralità della vita umana e costituiscono un sacrilegio in molti sensi. Anche se gridiamo contro questo sacrilegio, affermiamo risolutamente che la violenza non deve generare violenza. Nello spirito dell’amore di Cristo”, nel giorno di Pasqua,

crediamo fermamente che la violenza, l’odio e la morte non avranno l’ultima parola”.

Condanna del mondo islamico. Immediata la reazione del mondo islamico. A poche ore dai sanguinosi attacchi, il Consiglio dei saggi musulmani, sotto la presidenza di Ahmed El-Tayeb, il Grande Imam di Al-Azhar, ha condannato “fermamente“ gli attacchi terroristici. “Vanno contro gli insegnamenti di tutte le religioni e di tutti i credi, nonché contro tutte le leggi e norme sociali internazionali”, si legge in un nota in cui si sottolinea anche “l’urgente necessità di intensificare gli sforzi internazionali per contrastare tutte le forme di terrorismo”. In un tweet personale, il Grande Imam di al-Azhar scrive: “Non posso immaginare che un essere umano possa prendere di mira persone innocenti nel giorno della loro celebrazione”.

Queste perverse azioni terroristiche vanno contro gli insegnamenti di ogni religione”.

Di “crimini contro l’umanità” parla l’Unione delle Comunità islamiche d’Italia che ribadisce: “Nessuna causa, ideologia o credo religioso possono giustificare tale violenza e barbarie”. “Questi attentati sono l’ennesima conferma che il terrorismo non conosce frontiere né culture e che l’intera umanità è oggi nel mirino. Da qui la necessità di rispondere in modo corale e solidale a questo male universale che mira a destabilizzare intere nazioni e diffondere l’odio tra culture e religioni”.

Solidarietà e vicinanza dal mondo ebraico. Il presidente del World Jewish Congress, Ronald S. Lauder, a nome di tutti gli ebrei del mondo, chiede “tolleranza zero per coloro che usano il terrore per far avanzare i loro obiettivi”. E aggiunge: “Questo barbaro assalto a fedeli che stavano celebrando uno dei giorni più sacri del cristianesimo, serva da doloroso richiamo del fatto che la guerra contro il terrorismo deve essere in cima all’agenda internazionale e perseguita senza sosta”.

Purtroppo, gli ebrei, ripetutamente presi di mira dai terroristi, conoscono questo dolore di prima mano”.

In Italia è la presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni ad esprimere le condoglianze al popolo cingalese. In una nota scrive: “Quanto accaduto in Sri Lanka ci lascia senza parole: un’ennesima strage mossa dall’odio e compiuta volutamente in uno dei giorni più sacri della religione cristiana. Oltre alla nostra doverosa solidarietà al Paese, alle vittime di questa brutale violenza e alla comunità dei cristiani, come ebrei italiani torniamo a ribadire l’importanza per un impegno diffuso nel contrasto ad ogni forma di terrorismo e di intolleranza religiosa”. Di Segni ricorda che in questi giorni anche il mondo ebraico sta celebrando la Pesach, una festa in cui gli ebrei celebrano “la libertà e il diritto a professare liberamente la propria religione”. “Una festa – aggiunge la presidente Ucei – che ci ricorda che questa libertà non è scontata ma deve essere difesa di generazione in generazione”.

M. Chiara Biagioni