Storia / Fasi e ragioni della grande emigrazione degli italiani in Argentina

Il tema dell’emigrazione è sempre stato ricorrente nella storia del nostro paese. Per diversi secoli l’Italia ha accolto persone provenienti da ogni dove, ma ha anche assistito a numerose emigrazioni di massa verso paesi oltreoceano. E’ il caso della grande emigrazione italiana in Argentina tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. Le ragioni alla base di questa grande emigrazione riguardavano aspetti economici, politici e sociali dell’epoca: gli italiani stavano vivendo un periodo di forte crisi ed il viaggio verso l’Argentina alimentava in loro la speranza di ottenere una qualità di vita migliore.

Storia / Le tre fasi della grande emigrazione degli italiani in Argentina

Così come la gran parte dei processi sociali che influenzano la vita dell’uomo, l’emigrazione degli italiani in Argentina non si è esaurita in pochi anni. Il fenomeno ha cominciato a germogliare in Italia a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, protraendosi nella storia italo-argentina per quasi un secolo. Questo cambiamento, però, non è avvenuto in maniera costante e lineare nel tempo. E soprattutto non è riconducibile ad una sola causa determinante. Pertanto, di seguito riportiamo le tre fasi della grande emigrazione:

  •  La prima fase si colloca nei primi decenni dell’Ottocento. In quel periodo la mobilità italiana verso l’Argentina interessava piccoli gruppi di persone che emigrarono per ragioni principalmente economiche e commerciali, in minor misura anche per ragioni politiche. Inoltre, la storiografia ha definito questo primo periodo di migrazione come “fase ligure” per via della prevalenza di genovesi.
  • La seconda fase si colloca nell’arco di tempo che va dal 1870 al 1890. Essa è stata definita come “fase nord-occidentale” vista la prevalenza di emigrati provenienti dall’Italia del nord.
  • La terza fase si colloca tra il 1890 ed il 1920. Essa riguarda gli emigrati provenienti dall’Italia meridionale.

Com’è facile pensare, il periodo successivo al 1920 riguarda la prima generazione di argentini figli di emigrati italiani.

Gruppo di lavoratori italiani operanti in ArgentinaStoria / Il contesto storico della grande migrazione degli italiani in Argentina

E’ difficile stabilire con esattezza le ragioni che hanno portato ad un cambiamento così radicale. Tuttavia, è possibile affermare che le condizioni che hanno favorito lo sviluppo di tale processo erano ben radicate sia nel panorama socio-culturale italiano, sia in quello argentino. La vera e propria emigrazione di massa degli italiani in Argentina si è verificata tra il 1870 ed il 1920 (seconda e terza fase della grande emigrazione) e la ragione principale riguardava i processi di trasformazione avvenuti nelle campagne. Da un lato c’era il neonato Regno d’Italia, dall’altro c’era l’Argentina. Entrambi i paesi soffrivano di non poche crisi interne.

Emigrazione / Il contesto storico italiano 

“Fatta l’Italia, adesso bisogna fare gli italiani” – affermò Massimo D’Azeglio all’indomani dell’unificazione del Regno D’Italia (1861). Ed era proprio così. L’Italia c’era, ma mancava il senso di identità nazionale proprio di uno Stato-nazione. Esisteva l’ideale dell’Italia unita, ma l’Italia, da nord a sud, non era per niente unita. Mancava una lingua comune e al suo posto c’era tutta una varietà di dialetti. Mancava l’istruzione (solo il 2% della popolazione sapeva leggere e scrivere). Mancavano le infrastrutture e le misure politiche comuni.

Ciononostante, furono attuate delle riforme per sanare il divario esistente tra nord e sud e, tra queste, quelle che più di tutte gravarono sui ceti più umili furono l’obbligo scolastico e la leva obbligatoria per i più giovani. Queste riforme implicarono un disagio comune perché, per le famiglie di quell’epoca, la prole rappresentava la maggiore fonte di sostentamento economico. Dunque, l’Italia stava vivendo un momento di crisi su più fronti, aggravato poi dallo scoppio della Grande Guerra. Alcuni italiani sentirono il bisogno di trovare fortuna altrove.

Gruppo di persone italiane in Argentina

Emigrazione / Il contesto storico argentino

Anche l’Argentina presentava un profilo storico particolare. Nel 1853 divenne una repubblica federale e negli anni a seguire prestò particolare attenzione al progetto statale di colonizzazione agricola, il quale attirò gran parte delle popolazioni europee migranti. Infatti, la produzione agricola del paese era insufficiente al fabbisogno nazionale e per questo furono ideate alcune strategie per attirare migranti, cioè forza-lavoro, soprattutto nell’ambito dell’agricoltura.

Nacque così la “Comision de Inmigracion” al fine di aumentare la produzione agricola e favorire l’immigrazione contadina nel paese. Si svilupparono pratiche come l’anticipazione agli emigranti delle spese di viaggio o addirittura come offrire loro dei lotti di terra in cui lavorare. Per esempio, nella Provincia di Buenos Aires un provvedimento varato nel 1870 assegnava a giovani coppie di agricoltori terreni gratuitamente, a condizione che vi costruissero una casa e che li coltivassero.

la grande Emigrazione italiana in ArgentinaStoria / Le conseguenze dell’emigrazione degli italiani in Argentina 

E’ passato più di un secolo da quando una grande massa di italiani decise di partire verso l’Argentina con la speranza di trovare una qualità di vita migliore. Molte cose sono cambiate, altre sono rimaste uguali. Sicuramente, il filo conduttore che ci porta oggi ad approfondire questa storia risiede nella volontà di ricordare quegli uomini che, con una valigia in spalla, gli occhi gonfi di dolore e tanta nostalgia in petto, presero la decisione di partire verso l’ignoto, lasciando per sempre la loro patria. In particolare, sono tantissimi i siciliani che rientrano in quella grande massa di migranti dell’Ottocento: molti di loro erano acesi. Dunque, l’omaggio più grande che possiamo fare nei confronti dei nostri avi partiti per l’Argentina più di un secolo fa è quanto meno quello di ricordarli, senza dimenticare che il bene più prezioso che è stato esportato dalla Sicilia sono proprio i siciliani.

Grazia Patanè

Print Friendly, PDF & Email