Storia rivisitata / Nel 738° anniversario dei “Vespri” Carmelo Cannavò rimasterizza il videoclip “Sugnu sicilianu e mi ni vantu”

La storia della Sicilia, dai suoi antichi popoli, Elimi, Sicani, Siculi, ad un ampio sguardo sulla situazione attuale, sul valore della sicilianità, riassunto dall’espressione: “Sugnu Sicilianu e mi nni vantu”, canzone decantata a teatro, e, in questo momento di isolamento forzato, dovuto alla battaglia da tutti condotta contro il coronavirus, diffusa sul web tramite un videoclip che reca proprio il titolo dello slogan.

A realizzarlo, anzi a rimasterizzarlo, in occasione della ricorrenza dei Vespri Siciliani, il 30 marzo, il Centro Studi Artistici di Acireale che, nei mesi scorsi, ha messo in scena nelle scuole la rappresentazione, a più ampio raggio, sulle vicende storico-sociali dell’isola, dando possibilità agli studenti di trattare temi importanti, giacché parte della loro individualità, in modo singolare e dinamico.

Attraverso le parole, veicolate da toni di voce espressivi e corrispondenti alle varie azioni, attraverso i gesti, attraverso le ricostruzioni ambientali, riproducenti i luoghi di un passato sempre presente ed ancora per mezzo della musica, il teatro riesce ad attrarre lo spettatore e trasportarlo in un mondo, per l’occasione, magico, vicino, lontano o perfino attuale. Dovendo anch’esso arrestarsi, per il delicato momento contingente attraversato dalla collettività, il centro artistico acese ha voluto continuare a diffondere la voglia di conoscere la storia, quella siciliana in particolare, cogliendo la corrispondenza del 738° anno, dal 30 marzo 1282, quando il lunedì dell’Angelo scoppiò a Palermo, all’ora dei Vespri, sul sagrato della chiesa del Santo Spirito, la rivolta contro gli Angioini, i dominatori francesi.

Il videoclip, https://youtu.be/9Zhdkjc4b7U, in cui figurano gli attori Carmelo Cannavò, Diego Cannavò e Vincenzo Grancagnolo, è una storia che con la musica, realizzata da Michele Romeo, incalzante e coinvolgente, e uno scenario tutto siciliano alle spalle, racconta, a tratti urla, e ripercorre velocemente, quasi come il rap, le gesta di un passato, con il testo dello stesso Carmelo Cannavò, siglato dalla bandiera dell’indipendentismo siciliano e da quella attuale della Regione Sicilia.

Rita Messina