UNICT / Salvatore Vassallo sul futuro della didattica della Scienza politica

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Salvatore vassallo (a sinistra) assieme al professore di Politica comparata dell'Università di Catania, Marcello Carammia (a destra), durante l'incontro per discutere sul futuro dell'insegnamento della Scienza politica agli studenti
Salvatore vassallo (a sinistra) assieme al professore di Politica comparata dell'Università di Catania, Marcello Carammia (a destra), durante l'incontro per discutere sul futuro dell'insegnamento della Scienza politica agli studenti

Salvatore Vassallo, noto politologo, ex deputato alla Camera e professore ordinario di Politica Comparata all’Università di Bologna, ha incontrato i colleghi dell’Università di Catania per discutere sul futuro nella didattica della disciplina di Scienza politica il 20 maggio. Il Seminario si è svolto all’interno del dipartimento di Scienze politiche. Il focus della giornata si è concentrato su temi come: l’efficacia dei metodi d’insegnamento attuali e l’utilità reale della Scienza politica per gli studenti oggi. Si è trattato di un momento di riflessione interno per capire cosa debba trasmettere davvero questa disciplina e come possa aiutare i giovani nel futuro.

La discussione fra Salvatore Vassallo e i colleghi su qual è il “core” della Scienza politica? 

Molti studenti conoscono discipline come il diritto privato, l’economia politica, la fisica o l’informatica. Al contrario, la Scienza politica rimane spesso un campo poco compreso al di fuori delle università. Si tratta di una materia relativamente giovane nel panorama accademico italiano. L’insegnamento ufficiale della materia è iniziato solo nel 1963. La seguente data corrisponde all’anno in cui l’università di Firenze ha affidato la prima cattedra a Giovanni Sartori, considerato il padre della Scienza politica italiana. La nascita di questa nuova disciplina è avvenuta molti anni dopo la fondazione delle prime Scuole di Scienze politiche.

Qual è il vero nucleo (core) di questa disciplina oggi? I professori hanno affrontato questa domanda durante il seminario del 20 maggio. Materie come fisica o l’economia formano i giovani all’applicazione pratica delle nozioni acquisite. La Scienza politica, invece, persegue un obiettivo differente. Solo una minima parte dei laureati sceglie infatti la carriera di politologo professionista. La conversazione si è quindi concentrata su cosa è meglio trasmettere agli studenti durante il loro percorso di studi.

Cosa insegnare agli studenti: il dibattito tra i politologi dell’università di Catania

“Qual è la nostra funzione nell’attività didattica quotidiana?” Con questa domanda, il professor Salvatore Vassallo ha avviato la discussione sulla reale utilità pratica della disciplina dopo la laurea. I dati statistici confermano che la strada della ricerca e l’applicazione pratica delle teorie acquisite attira pochi studenti. Secondo i dati di AlmaLaurea,  nel 2024 solo l’1,5% dei laureati magistrali a Catania, che hanno ottenuto il titolo cinque anni prima, prosegue gli studi con un dottorato di ricerca. Inoltre, sempre secondo gli stessi dati, appena il 15% di questi stessi laureati trova impiego presso istituti di istruzione o centri di ricerca; e molti di questi spesso non permettono di mettere in pratica le nozioni acquisite di Scienza politica: perché non tutte rientrano necessariamente nell’ambito politologico.

Il dibattito con Salvatore Vassallo ha toccato anche l’impostazione dei manuali di Scienza politica. Si è discusso se i contenuti dei testi eccedano nei riferimenti alla raccolta scientifica e alle teorie degli autori. Un professore ha citato l’esempio di uno studente che ricordava perfettamente una definizione teorica di Giovanni Sartori, ma non ricordava il funzionamento pratico del sistema legislativo italiano.

La professoressa Francesca Longo, docente ordinaria di Relazioni internazionali all’Università di Catania, afferma che gli studenti mostrano un forte interesse verso i meccanismi del sistema politico globale. Nella Scienza politica, le Relazioni internazionali costituiscono a tutti gli effetti un sistema politico. Il crescente interesse degli studenti attraverso le loro domande di attualità politica rispecchia la loro voglia di imparare e conoscere il panorama politico globale e le crisi che si perpetuano. La Scienza politica può dare agli studenti un approccio più pragmatico per capire meglio i fenomeni politici attraverso strumenti che, come è doveroso ricordare, sono scientifici.

Giorgio Trombetta