Valverde / Presentato “La maga e il talismano”, il nuovo romanzo giallo di Adriano Di Gregorio

La Pro Loco di Valverde ha incontrato nell’accogliente sala “Giuseppe Fava” della biblioteca comunale del paese, Nikon 2371Adriano Di Gregorio – docente di italiano e storia al liceo artistico di Acireale − autore del giallo “La maga e il Talismano”, il romanzo che continua la serie del commissario Battaglia e dell’ispettore Spanò.

Ad aprire la serata, l’esibizione musicale del diciassettenne Matteo Strazzulla, studente del conservatorio di Catania; a moderare l’incontro il giornalista Carmelo Di Mauro. Maria Rita Pennisi e Alfio Grasso, della casa editrice Algra hanno presentato il lavoro dell’autore.

«Ai tempi del fascismo i giallisti avevano ordini precisi: dovevano ambientare la vicenda in Italia e l’investigatore doveva essere di nazionalità straniera – ha spiegato Maria Rita Pennisi.
«Il genere va moltissimo anche se disprezzato; i critici non lo vedono come genere letterario ma come sottogenere. Il giallo ci affascina – ha aggiunto – perché siamo portati a chiederci di chi è la colpa di qualcosa. Siamo attratti da tutto ciò che è misterioso.
«Battaglia è un personaggio un po’ cupo, gli viene uccisa la mamma per sbaglio quando aveva 17 anni e mentre si trovava a scuola. Questo è per lui un dolore profondissimo e un evento che condizionerà il suo rapporto con le donne. Di Gregorio si dimostra giallista e ottimo narratore, un romanziere. Riesce a farci vedere i paesaggi con gli occhi di Battaglia», ha concluso l’editrice.

«La caratteristica di Adriano Di Gregorio è l’umiltà, sempre disponibile e propenso a crescere», lo ha descritto così Alfio Grasso.

Nikon 2373Abbiamo posto alcune domande all’autore.

-“La maga e il talismano”: di cosa tratta questo libro?

«È il secondo episodio del commissario Battaglia; ho già pubblicato un altro romanzo con lo stesso personaggio e, spinto dall’editore, visto che è andato bene come diffusione e dato il riscontro positivo da parte dei lettori, abbiamo continuato. È il classico giallo, tutto ambientato in Sicilia nella costa jonica, tra il mare, l’Etna, la timpa; alla fine c’è la risoluzione del problema».

-Ci sarà un seguito del libro?La maga e il talismano_

«Spero di si, in realtà già ci sto lavorando. Quando esce il libro, mi rimetto subito dopo a lavorare sull’altro e indicativamente ci metto un paio d’anni. Sono confortato dai lettori, dai colleghi e dagli amici ai quali è piaciuto più del precedente; questa evoluzione lascia ben sperare».

-Perché la scelta di scrivere un giallo?

“Mi è venuto spontaneo. Secondo me il giallo ha qualcosa di consolatorio, il lettore si identifica col bene; in questo momento le persone hanno bisogno di qualcosa che le consoli e le faccia stare bene, anche per questo secondo me ha successo, perché è un genere che rappresenta la vittoria del bene».

-Quale la vicenda?

«Si parla del commissario Battaglia; tutto nasce da una denuncia di una donna, Anita Lanzarotti, che si autoaccusa dell’omicidio di suo marito. Il problema sorge quando il corpo di questo uomo non viene trovato. Nonostante le ricerche che portano a scandagliare il mare, dalle gole dell’Alcantara fino alla Playa, il corpo non viene trovato. Ci sono altri tre omicidi, legati allo stesso filo conduttore, alla maga; solo l’ultimo omicidio viene completamente slegato».

-Si è ispirato a qualche vicenda in particolare? Ad una storia vera?

«No, metto insieme tante piccole cose vere che, mischiate tra loro, danno un risultato nuovo e originale».

-Perché è ambientato in Sicilia?

«Io sono siciliano e non riuscirei descrivere un luogo senza averlo visto, amato, vissuto. Uno scrittore siciliano, di qualunque categoria, anche dilettantistica, non può scrivere prescindendo dal mare: fa parte del nostro habitat quotidiano».

Graziella De Maria

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