Vangelo della domenica (14 ottobre) / La vera ricchezza non sta nei beni materiali ma nell’amore di Dio

Canto al Vangelo (Mt 5,3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia

Vangelo (Mc 10,17-30)
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore

Riflessione
La Liturgia di questa domenica presenta il brano del Vangelo di Marco nel racconto dell’incontro di Gesù con un uomo ricco. Quest’uomo ricco corse incontro a Gesù e inginocchiatosi davanti a Lui gli domandò cosa dovesse fare per ricevere la vita eterna. Quest’uomo osservava i comandamenti fin dalla sua giovinezza ed è per questo che Gesù gli disse: “Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo, e vieni! Seguimi!”. Ma a queste parole di Gesù, il ricco si fece scuro in volto rattristato; possedeva infatti molti beni., si legge nel brano del vangelo di Marco. Gesù di fronte a questo atteggiamento rivolgendosi ai suoi discepoli disse: “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio”. Quest’uomo aveva incontrato Gesù, ed il suo sguardo lo aveva fissato e amato: Gesù fissò lo sguardo su di lui e lo amò, ma davanti alla richiesta di Gesù di lasciare tutti i suoi beni per seguirlo totalmente, quest’uomo se ne va triste. E’ l’atteggiamento di chi pur avendo incontrato l’amore di Cristo e riconosciutolo come Maestro, non è disposto a lasciare totalmente le proprie sicurezze per fidarsi pienamente dell’amore di Dio; è l’atteggiamento di chi non si lascia realmente toccare dalla parola di Dio fino a farla entrare nel cuore affinchè cambi la propria vita per modellarla alla vita di Cristo. La parola di Dio, infatti, scruta i cuori e i sentimenti più nascosti, ricorda san Paolo nella Seconda Lettura: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di una spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore”. La parola di Dio rende ricco il povero, cioè colui che sa di ricevere tutto dall’amore paterno di Dio, trovando gioia nel seguire le sue vie, a differenza di chi invece basa la propria sicurezza su di sé, sulla propria autosufficienza e le proprie presunzioni. Per seguire Cristo bisogna saper lasciare se stessi per trovare la gioia del suo amore e  poter vivere quella beatitudine cantata nel Canto Alleluiatico di questa Domenica: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”.

Letizia Franzone