Vangelo della domenica (22 luglio) / La parola di Dio insegna agli uomini come ritrovare pace e serenità

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce,
dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia

Vangelo (Mc 6,30-34)
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Parola del Signore

Riflessione
La Liturgia di questa Domenica presenta il brano del vangelo di Marco nel racconto di Gesù che invita i suoi discepoli ad andare in disparte per riposarsi con Lui. I discepoli erano stati inviati da Gesù ad evangelizzare le genti e, tornati, si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Dopo aver portato l’annuncio della parola di Dio, i discepoli sentono il bisogno di riunirsi attorno a Gesù per parlare con Lui. Sentono il bisogno di restare insieme al loro Maestro per ritrovare nuovo vigore dopo la stanchezza e la fatica della missione. Gesù li invita a ritirarsi in un luogo deserto per riposarsi dicendo loro: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto e riposatevi un po’”. Gesù dà loro i criteri di un autentico riposo che sappia donare nuova forza e autentica pace: stare con lui, da soli, in un luogo deserto. Dopo  ogni intenso impegno svolto, infatti, è necessario che l’uomo ritagli uno spazio nel quale poter stare solo con Dio nella preghiera e nel dialogo intimo con Lui, in disparte, cioè lontano da tutto ciò che distrae dal pensare appesantendo lo spirito, per potersi riposare un po’, per poter cioè ritornare a posare il cuore nella tenerezza di Dio che ha compassione per coloro che lo cercano e desiderano ascoltarlo e incontrarlo: Egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. La parola di Dio ascoltata, meditata e pregata insegna all’uomo molte cose  ridonando pace e serenità a coloro che si mettono in ascolto con fiducia, come prega il salmista biblico nel Salmo Responsoriale di questa Domenica: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla”.

Letizia Franzone