Vangelo della domenica (30 settembre) / Chi ascolta la parola di Dio la testimonia con la propria vita

Canto al Vangelo (Gv 17,17 )

Alleluia, alleluia. La tua parola, Signore, è verità; consacraci nella verità. Alleluia

Vangelo  (Mc 9,38 – 43.45.47 – 48 )

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».
Parola del Signore

Riflessione

La Liturgia di questa domenica presenta il brano del vangelo di Marco nel racconto di Gesù che insegna ai suoi discepoli a non imprigionare l’azione dello Spirito di Dio dentro i loro parametri e rigidi schemi per non  divenentare giudici stolti degli altri. Gesù li avverte anche a non essere motivo di scandalo. All’atteggiamento di Giovanni che riferisce di aver visto uno che scacciava i demoni nel nome di Gesù, ma, non essendo quello dei loro, volevano impedirglielo, Gesù risponde:“Non glielo impedite perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me:chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa”.
Con questa risposta Gesù insegna che l’azione di Dio non si ferma dentro gli schemi dell’uomo che tende spesso a circoscrivere la verità dentro i propri parametri perché lo Spirito Santo soffia dove e come vuole. Gesù infatti ammonisce severamente coloro che diventano motivo di scandalo per i piccoli che credono in Lui. Gesù avverte i suoi discepoli del rischio della superbia, della presunzione e dell’orgoglio che può albergare nel cuore, portandoli a diventare giudici ingiusti degli altri. Il discepolo è consapevole di poter cadere in questo errore e come il Salmista biblico implora Dio dicendo: “Anche dall’orgoglio salva il tuo servo perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, sarò puro da grave peccato”.
Chi si mette alla sequela di Gesù ascolta la sua Parola di Dio e la testimonia con la propria vita, fiducioso e consapevole che la parola di Dio rinfranca il cuore donando la vera saggezza, come si legge nel Salmo Responsoriale di questa Domenica: “La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è stabile, rende saggio il semplice. Il timore del Signore è puro, rimane per sempre; i giudizi del Signore sono fedeli, sono tutti giusti”. Chi segue Cristo è docile alla sua Parola, sapendo che è parola di vita e di verità, come ricorda il Canto Alleluiatico di questa Domenica “La tua Parola, Signore, è verità; consacraci nella verità”.

Letizia Franzone