Vangelo della domenica (8 marzo) / La Quaresima ricorda che ogni cristiano è chiamato a “dimorare con Gesù”

 Canto al Vangelo ( Cfr. Mc 9,7 )
Lode e onore a te, Signore Gesù! Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre: “Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!”. Lode e onore a te, Signore Gesù!
Vangelo ( Mt 17,1 – 9 )
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
Parola del Signore
Riflessione
La Liturgia di questa seconda domenica di Quaresima presenta il brano del vangelo di Matteo nel racconto della trasfigurazione di Gesù. Il brano si apre dicendo che Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in disparte, su un alto monte.
Su questo monte Gesù si trasfigura: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candite come la luce. Di fronte a questo splendore i tre discepoli desideravano dimorare lì in quel luogo, facendo tre capanne.
I tre discepoli sono immagine della Chiesa che viene condotta da Gesù a vivere con lui il suo mistero di morte e resurrezione.
Gesù conduce Pietro, Giacomo e Giovanni in disparte su un alto monte, il monte Tabor;  prima del mistero della sua morte che vivrà sul monte Calvario, Gesù ai suoi discepoli mostra la gloria della resurrezione. Li chiama in disparte, nell’intimità dell’ascolto della sua Parola che illumina e dona gioia, e in questo dimorare con Lui, i discepoli sperimentano il desiderio di fissare la loro dimora.
Questo tempo di Quaresima ci ricorda che ogni cristiano è chiamato a dimorare con Gesù, a contemplare la sua gloria che passa prima dal mistero della Croce; ogni cristiano è chiamato ad ascoltare la sua Parola che ci tocca e di invita ad alzarci: Gesù si avvicinò, li toccò e disse: “Alzatevi e non temete”.

Letizia Franzone