Vangelo della domenica (9 agosto) / L’amore di Gesù aiuta a superare le tempeste della vita

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Canto al Vangelo ( Sal 129,5 )
Alleluia, alleluia. Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola. Alleluia
Vangelo ( Mt14,22 – 33 )
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario.
Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Parola del Signore
Riflessione
La Liturgia di questa domenica presenta il brano del vangelo di Matteo nel racconto di Gesù che si ritira su un monte, in disparte, a pregare.
Il brano si apre con l’immagine di Gesù che si congeda dalla folla per salire da solo su un monte a pregare e si conclude con la scena di Gesù che vedendo i suoi discepoli in balìa della tempesta, va loro incontro camminando sulle acque, placando la tempesta.
Al centro del racconto vi sono i discepoli sulla barca intimoriti dalle onde e vedendo il Signore camminare sulle acque, fanno fatica a riconoscerlo.
Pietro chiede quasi una prova dell’identità di Gesù chiedendogli di far camminare anche lui sul mare in tempesta;  Gesù lo invita ad andare verso di Lui, ma Pietro agitato dal mare, dubita e quasi sprofonda.
Ed è in questo momento che Pietro invoca Gesù dicendogli: “Signore, salvami!”. E Gesù tendendogli la mano lo  afferrò invitandolo a non dubitare di Lui ma ad avere fede. E saliti sulla barca il vento cessò e ci fu quiete.
Questo brano del Vangelo ci insegna a vivere i momenti difficili, le tempeste della vita con lo sguardo verso Gesù, sicuri di non essere da soli a camminare sulle onde sbattute dal vento, ma sentirci afferrati dalla sua mano e salvati dal suo amore.
Gesù c’insegna che possiamo riconoscere il suo volto anche in mezzo alla tempesta, solo se viviamo una vita di preghiera, di ascolto della sua Parola. Il cristiano infatti, deve saper ritagliare dei momenti in cui si ritira dalla folla delle distrazioni, dei turbamenti, dei rumori, per salire sul monte in disparte, il monte del silenzio dove poter ascoltare ed attendere il sussurro leggero della voce di Dio che parla al suo cuore, come ricorda il Canto Alleluiatico di questa domenica: “Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola”.

Letizia Franzone

 

 

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