Vangelo domenica 23 gennaio / La Parola di Dio illumina l’esistenza del cristiano

Canto al Vangelo domenica 23 gennaio ( Lc 4,18 )

Alleluia, alleluia. Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione. Alleluia

Vangelo  domenica 23 gennaio ( Lc 1,1 – 4; 4,14 – 21 )

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzareth, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto così.Gesù nella sinagoga

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Parola del Signore.

Riflessione sul vangelo domenica 23 gennaio

La Liturgia di questa domenica presenta il brano del vangelo di Luca, nel racconto degli inizi della vita pubblica di Gesù.
Il brano si apre con i primi versetti che danno inizio al vangelo di Luca, per poi passare subito al capitolo in cui si legge l’ingresso di Gesù nella sinagoga di Nazareth.

Luca apre il suo scritto sottolineando il fatto che questo è frutto di accurata ed ordinata ricerca riguardo i diversi avvenimenti in esso descritti, affinchè  il destinatario Teofilo potesse rendersi conto della validità degli insegnamenti ricevuti. E’ importante evidenziare qui, il significato del nome Teofilo.

Teofilo significa amico di Dio, quindi il destinatario dello scritto di Luca è qualsiasi discepolo che si mette alla sequela di Gesù; Luca quindi si rivolge ad ogni lettore che accostandosi al Vangelo, si mette alla sequela di Gesù, divenendone suo amico e discepolo.

Il brano poi passa a raccontare il momento in cui Gesù, ritornato nei luoghi dove era cresciuto, entra di sabato nella sinagoga di Nazareth. Qui gli fu dato da leggere il rotolo del profeta Isaia, nel passo in cui il profeta aveva profetizzato riguardo Gesù.

Nel passo del profeta Isaia infatti, si descrive l’opera messianica che avrebbe portato il lieto annuncio ai poveri; avrebbe donato la libertà ai prigionieri, la vista ai ciechi, proclamando un anno di grazia del Signore.

Il brano termina dicendo che appena Gesù finì di leggere, chiuse il rotolo ed esclamò: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. Gesù qui afferma pubblicamente che lui è il Messia profetizzato da Isaia, lui è il Cristo atteso, il Salvatore che libera dal peccato, che ridona la vista ai ciechi del cuore, che ridona speranza e consolazione agli smarriti e agli oppressi. Lui, Gesù è colui che dona la grazia della gioia e della pace. In Lui la Scrittura si compie.

Questo brano di Luca ci invita a metterci in ascolto della Parola, leggendo e meditando attentamente ogni frase per poi poterla vivere ed annunciarla come autentici discepoli ed amici di Gesù. Per il cristiano, la parola di Dio deve vivificare tutta la sua esistenza, orientandola e illuminandola, come prega il Salmista biblico nel Salmo Responsoriale di questa domenica: “Le tue parole, Signore, sono spirito e vita!”.

Letizia Franzone

 

 

 

 

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