Viaggio in Terra Santa / Forti emozioni che corroborano e alimentano la fede del credente

La visita dei luoghi della vita terrena di Gesù in Terra Santa suscita fortissime emozioni nel credente, corrobora ed alimenta la fede. Anche l’agnostico e l’ateo non riescono a sottrarsi all’atmosfera di mistero che aleggia in ogni dove. Iniziamo con questa testimonianza diretta un itinerario in più tappe seguendo l’anno liturgico con l’auspicio che il riferimento ai luoghi visitati possa rendere ancora più viva e concreta la narrazione dei Vangeli.

A Nazareth, piccolo villaggio della Galilea, nell’anno 6 avanti la nostra era nacque Gesù dalla giovanissima Maria, che divenne, grazie al suo assenso, tramite dell’inserimento nel mondo del Salvatore.

Betlemme, Grotta della Natività

La visita in Terra Santa non può non iniziare dalla “grotta” dell’Annunciazione, dove il Figlio di Dio   “è venuto ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14) e dove dei graffiti della comunità giudaico-cristiana del II e III secolo testimoniano il culto della Madonna sin dalle origini. Lo spazio abitato di Nazareth  si trovava tra le attuali chiese “casa di Maria” a sud e “casa di Giuseppe” a nord. La visita degli scavi e in modo particolare ad una grotta appena a nord della basilica dell’Annunciazione ci dà  una chiara testimonianza dell’essenzialità dell’ habitat in cui visse Gesù per trent’anni.

Grotta dell’Annunciazione

La grotta dell’Annunciazione si trova al piano inferiore della Basilica a due piani, fondata nel 1969 sul sito di una precedente chiesa dell’era bizantina e poi dell’era crociata e proprio sul luogo in cui, secondo la  tradizione cattolica, ebbe luogo l’Annunciazione. La grotta si ritiene sia ciò che resta della casa originale d’infanzia di Maria. Il passaggio dei pellegrini davanti all’altare della grotta  è costante; ciascuno si ferma con commozione  per recitare una preghiera e meditare, seppur brevemente. Quella semplice grotta ci parla al cuore e ci emoziona molto più della ricca basilica soprastante. Da lì nasce tutto l’itinerario della salvezza.

Nazareth, chiesa dell’Annunciazione

La visita prosegue con la fontana della Vergine e la chiesa di San Giuseppe o “della nutrizione”. Dai m. 350 s.l.m. di Nazareth ci trasferiamo lungo un tragitto ancor oggi attraversato da greggi e pastori ai m. 777 s.l.m. di Betlemme, a poca distanza da Gerusalemme, dove riviviamo il nostro Natale.  Giuseppe e Maria si recano in questo villaggio per il censimento delle famiglie discendenti da Davide perchè Giuseppe discendeva appunto da Davide. Lì, come preannunciato (Mi 5,1; cfr. Mt 2,6), in una grotta adibita ad abitazione, nasce Gesù. E viene deposto “in una mangiatoia,  perché per loro non c’era posto nell’alloggio” (Lc 2,7). L’alloggio, infatti, era affollato per la presenza di ospiti/parenti venuti anch’essi per il censimento.

Betlemme, il punto della nascita di Gesù

La grotta che visitiamo è quella sulla quale Sant’Elena nel 339 fece costruire la prima chiesa, poi rinnovata e ingrandita da Giustiniano nel 551.  Fu risparmiata da Crosroe II nel 614 perché nella facciata vi trovò disegnati i magi con vestiti persiani. Al  centro di una piccola abside c’è una stella d’argento che indica il punto  della nascita di Gesù. Lì ci si inginocchia per baciare il centro della stella. Ritrovarsi in quel posto in cui il Dio invisibile si fece carne suscita una grande emozione. Betlemme è oggi rinchiusa dal muro costruito da Israele per dividerla dai territori palestinesi, infatti per entrare in città  oltre al check-point vi è una vera porta-confine di stato con mura alte nove metri.

Ingresso grotta dei pastori

Nel vicino quartiere di Beth Sahur  tra gli ulivi visitiamo il “Campo dei pastori”, venerato sin dal IV secolo e messo in luce dagli scavi effettuati negli anni 1951 e 1952. Una delle tante grotte in cui si rifugiavano i pastori è stata trasformata in luogo di culto e vi si può ammirare un presepe popolare. Sopra questa grotta nel 1954 è stata costruita una cappella a forma di tenda, coronata da una cupoletta stellata e volo d’angeli. Il tutto crea un clima ideale per la celebrazione del Mistero del Natale. Più di un accenno meriterebbe la visita a Ein Karem, alla chiesa della Visitazione e casa della gioia, luogo dove avvenne la prima proclamazione del canto del Magnificat, nell’incontro tra Maria e la cugina Elisabetta. Lì il “Magnificat” si trova riprodotto su lastre di marmo in quasi tutte le lingue del mondo.

Magnificat

Non è facile comunicare al lettore le sensazioni, le emozioni che vive chi si trova a contatto diretto con questi luoghi che richiamano la nostra fede e contribuiscono a rafforzarla. Nella semplicità di vita in questi villaggi all’epoca di Gesù  e nell’umiltà consapevole di Maria  che pronuncia il suo sì    si compie  il Grande Mistero del Natale.

Giovanni Vecchio