Aci Platani / Riprodotta su tela, l’effige della Madonna di Porto Salvo torna a proteggere gli abitanti

La bellissima effige della Madonna di Porto Salvo, scomparsa circa 30 anni fa, è tornata a proteggere gli abitanti di Aci Platani. Si tratta di una copia dipinta ad olio su tela, conforme all’originale, realizzata nel 1778 da Alessandro Vasta.
Anche se a distanza di tempo, la Comunità platanese non si è voluta rassegnare al furto. Così ha incaricato il pittore Giuseppe Giuffrida, esperto in antiche tecniche di pittura, di realizzare il medesimo dipinto. E finalmente dopo mesi di trepidante attesa, martedì 31 maggio, a conclusione del mese dedicato alla Madonna, l’immagine sacra, svelata e benedetta,  è ora esposta al pubblico culto.

La graziosa effige, presenta singolari dettagli iconografici che fanno di essa un capolavoro di straordinaria bellezza. Da un’attenta lettura dell’opera, si può notare una evidente somiglianza con la Vergine Santissima della Purità. Dipinta, questa, dallo stesso autore , nella seconda metà del 18° secolo, per la chiesa dell’Oratorio dei Padri Filippini di Acireale. Al centro troviamo la Madonna che, sospesa su una soffice nube, guarda l’osservatore, con lo sguardo intenso di madre, mentre presenta il proprio pargoletto che, con la mano sinistra, porta verso di sè quasi a proteggerlo.

chiesa Madonna Porto Salvo
Il quadro della Madonna di Porto Salvo ritorna nell’omonima chiesa

L’effige della Madonna di Porto Salvo voluta dal parroco e dai parrocchiani

Il parroco don Salvatore Coco e i giovani della parrocchia, che da anni si occupano di custodire e curare la secentesca chiesetta della Madonna di Porto Salvo, hanno voluto la realizzazione del nuovo dipinto.
Il piccolo ma grazioso luogo di culto, immerso nel verde della campagna, sorge ai confini del territorio parrocchiale, quasi adagiato sul torrente Lavinaio-Platani.
Questo in passato è stato causa di continue tribolazioni per il quartiere che gravita attorno al luogo sacro.

don Salvatore Coco
Il parroco don Salvatore Coco

La chiesetta è stata edificata nella prima metà del seicento dai signori Mariano e Angela Calì. Dopo il terribile terremoto del 1693, furono gli stessi discendenti della famiglia Calì a ricostruirla nel 1741.  Più volte distrutta da altri eventi calamitosi succedutisi nel tempo, la riedificazione è avvenuta ad opera degli abitanti del quartiere, che hanno invocato dalla Vergine Santissima materna protezione.  Soprattutto quando il torrente, a causa delle intense piogge, ha rischiato di rompere gli argini ed invadere il suddetto quartiere seminando morte e distruzione.

Giovanni Centamore

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