Aci Platani / Si riapre la chiesa Madre. Il parroco don Coco: “Ma la nostra strada è ancora in salita”

Finalmente la Comunità parrocchiale di Aci Platani, con sentimenti di gioia e gratitudine al Signore e alla Vergine SS. del Monte Carmelo, si riappropria della sua chiesa Madre.
Ciò avviene dopo interminabili e tortuose procedure burocratiche, che ne impedivano il rilascio dell’agibilità, nonostante i lavori di ristrutturazione, in seguito all’evento sismico del 26 dicembre 2018, fossero finiti da oltre due mesi.
Oggi, dopo la firma del Protocollo tra il Governo e la CEI, che ha previsto a partire dal 18 maggio la ripresa delle celebrazioni delle messe in presenza dei fedeli, sapere che si può fare ritorno in quel luogo sacro che i nostri Padri con tanto amore ci hanno consegnato, costituisce un segno di speranza per tutti quei platanesi che, da secoli, hanno visto nella propria chiesa non solo lo spazio privilegiato dove esprimere il culto e la devozione alla Vergine Santissima, ma anche il luogo dell’identità storica e religiosa di tutta la comunità.
Il progetto di recupero, ha previsto una somma di circa 130 mila euro, che per il 70% è stata finanziata dalla CEI ed il rimanente importo è stato coperto tramite la raccolta fondi promossa dalla comunità parrocchiale.
Grande soddisfazione nelle parole di don Salvatore Coco, parroco della popolosa frazione acese: “Riavere la chiesa agibile è la bella notizia che aspettavamo da tempo. Sono grato a coloro che hanno permesso questo risultato. Sappiamo che tutto ciò è stato possibile grazie al concreto contributo della CEI, ma in questo momento sento il dovere di ringraziare tutta la comunità platanese, che, con generosità e senza mai risparmiarsi, a costo di enormi sacrifici, ha fatto di tutto affinchè il progetto di risanamento dell’amata chiesa fosse portato a termine con successo. Siamo consapevoli, comunque, che per la nostra parrocchia la strada per un completo ritorno alla normalità è ancora in salita. Restano una quindicina le famiglie che sono ancora costrette a vivere lontane dalle proprie abitazioni dichiarate inagibili. Fino a quando queste persone non avranno una sistemazione definitiva la nostra gioia non potrà essere piena”.
Sicuramente la strada si presenta in salita, ma si può guardare al futuro con fiducia e speranza. Oggi, mentre sembra essere superato il periodo di grande emergenza sanitaria, Aci Platani, ancora una volta, per risanare le tante ferite, prova a ripartire dal proprio luogo di culto; da quel sacro edificio che racconta nelle sue pietre, spesso martoriate dai tanti eventi calamitosi che si sono succeduti nel tempo, la storia di una comunità più volte ferita, ma sempre pronta ad andare avanti con fede e coraggio.

Giovanni Centamore