Acicatena / Nel decennale della scomparsa, ricordato il parroco don Alfio Raciti, uomo di cuore e amico della “Consolazione”

Sul finire del 2019, la Comunità parrocchiale S. Maria della Consolazione di Acicatena ha dato inizio ad una serie di incontri ed eventi per commemorare la figura del caro don Alfio Raciti, nel decimo anniversario della nascita al cielo di colui che ne è stato il padre, la guida, il punto di riferimento per oltre quarant’anni..

La mostra dedicata a don Raciti (foto di Pippo Fichera e Franco Barbagallo)

Il primo di questi eventi porta il titolo “La Croce, la mia scelta”. Domenica 22 dicembre, presso i locali della scuola dell’Infanzia statale in via Arena, è stata celebrata la S. Messa presieduta dal vicario della Diocesi di Acireale, mons. Giovanni Mammino. Al termine, inaugurazione della mostra fotografica “Don Alfio Raciti, sacerdote di Dio”. A concludere la serata il coro “School Parents”, diretto dalla maestra Mariella Chiarenza, che ha allietato i presenti con un concerto di canti natalizi.
Durante la serata presente anche il sindaco di Aci Catena Nello Oliveri, che ha dato l’annuncio di un riconoscimento per il caro padre Raciti, al quale il 3 maggio 2020, in occasione della Festa della Madonna della Consolazione, verrà intitolato lo slargo adiacente alla via Arena.
Domenica 5 gennaio è stata la ricorrenza della nascita terrena di padre Raciti, che avrebbe compiuto novant’anni.
Dopo la S. Messa in suffragio, breve proiezione del cortometraggio realizzato in occasione del suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio (agosto 2008). A seguire tavola rotonda dal titolo: “don Alfio Raciti, parroco e amico della Consolazione”.

Il sindaco Oliveri con due ex alunne di don Raciti

Sono intervenuti il sindaco Nello Oliveri e due ex alunne della scuola Magistrale “Marianna Cosentino” di Aci Bonaccorsi, ove padre Raciti per tanti anni aveva insegnato; le due donne hanno descritto diversi aspetti della sua personalità condividendo con i presenti ricordi ed emozioni.
In tale occasione il sindaco ha annunciato che il Comune di Aci Catena intitolerà una sala della Biblioteca Comunale proprio al caro sacerdote.
Abbiamo incontrato don Andrea Grasso, dal 2018 vicario della Parrocchia S. Maria della Consolazione.
Don Andrea, la comunità S. Maria della Consolazione ha promosso una serie di eventi per commemorare padre Alfio Raciti nel decimo anniversario del suo ritorno alla casa del Padre.
Quali spunti che hanno dato vita a queste iniziative?

Padre Raciti

Premetto che sono stato incaricato di occuparmi di questa Parrocchia soltanto da un anno. Conoscevo poco di essa e della figura di padre Raciti, essendo entrato in Seminario nel 2010, un anno dopo la sua scomparsa. Una delle prime iniziative per conoscere i parrocchiani fu la benedizione delle case e delle famiglie. Andando di casa in casa, ciascuna famiglia che incontravo aveva in mente la benedizione impartita da padre Raciti, in tempi lontani. Tutte le persone da me incontrate manifestavano un sentimento di grande stima nei suoi confronti, perpetuando il ricordo di un grande sacerdote, che ad ognuno sapeva dispensare sempre una parola buona e di conforto, di speranza, di consolazione. Proprio da questo incontro con le famiglie scaturì in me il desiderio di conoscere meglio la figura di questo sacerdote e, di concerto con il parroco don Giorgio Balestriere e la Comunità parrocchiale, di celebrare il ricordo del suo ritorno in cielo con questa serie di iniziative.

Don Andrea Grasso a sin. e mons. Giovanni Mammino

Dunque il ricordo di padre Raciti è molto vivo nella mente e nel cuore di tanti parrocchiani..

Padre Raciti era un sacerdote dalla personalità delicata, profonda, oltre che un grande uomo di preghiera. Nella sua vita un momento delicato fu la perdita prematura della mamma, che rese il suo carattere forte, quasi dovette crearsi una corazza per affrontare la vita che, a quei tempi, era davvero dura. La sua “corazza” nascondeva, però, in profondità, la sua essenza amorevole, misericordiosa, attenta, generosa, il suo carattere era protezione di un cuore sensibile. Tanti ricordano, negli anni, la grande gioia che provava quando si riuniva il Circolo degli anziani in Parrocchia. Tantissimi furono gli uomini, a quei tempi ragazzi, che egli salvò dai pericoli della strada, in particolare quando collaborò all’opera della “Città del Fanciullo” di Acireale. Sovente gli aiuti elargiti non erano meramente spirituali, ma concreti, anche con somme di denaro che destinava ai bisognosi, come si evince da alcune lettere destinate a suoi parenti ed amici: era certo che il buon Dio lo avrebbe aiutato nelle sue opere di misericordia.
La sua figura dall’apparenza fragile era profondamente legata alla regalità sacerdotale di Cristo. Padre Raciti manifestava la sua profondità, la sua nobiltà d’animo, la sua capacità introspettiva nelle anime soprattutto nella Confessione.
Il primo degli eventi in ricordo di padre Raciti è stato “La Croce, la mia scelta”. In una prospettiva cristiana, a cosa rimanda?

La scelta della Croce nasce proprio dalla vocazione sacerdotale, ciascun uomo chiamato al sacerdozio sa che deve abbracciare la Croce. Alla luce di ciò che penso di interpretare, questa croce era il vanto di padre Alfio perché sapeva bene che, su quella Croce, Qualcuno aveva dato la vita anche per lui. La Croce è dolore, ma anche gioia e padre Raciti, sotto questo aspetto, voleva indicare che la sua vita era legata a quella Croce da cui tutti noi siamo stati salvati. Una frase trovata tra i suoi appunti di preghiera recita così: “Nonostante io sono debole, mai mi sono pentito di avere scelto il tuo Amore, la tua misericordia”.

Maria Grazia Romano

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