Acireale / Con il progetto “Il mio cosmo”, rigenerare il quartiere di San Cosimo per dare voce alle periferie

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conferenza stampa Il mio cosmo

Presentato alla stampa un progetto di riqualificazione urbana che coinvolge una parte periferica della città di Acireale.
Si tratta di “Il mio Cosmo“, organizzato dall’ associazione Senza fissa dimora, in partnership con il Comune di Acireale. Con il patrocinio dell’Istituto Autonomo Case Popolari (I.A.C.P.) del Comprensorio di Acireale e con l’appoggio della parrocchia Santi Cosma e Damiano di Acireale.

Il progetto risulta vincitore della quinta edizione di Creative Living Lab, ed è promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Un ambito progettuale di interventi innovativi che prevede il coinvolgimento diretto dei residenti del quartiere San Cosmo. Il rione, che in passato ha vissuto in uno stato  di isolamento e sottosviluppo, ha goduto di un relativo ammodernamento dovuto all’ edificazione di edifici della pubblica amministrazione, di complessi residenziali e di attività commerciali.

presentazione progetto il mio cosmo
La presentazione dl progetto in conferenza stampa

Oggi grazie all’ azione congiunta di una rete associativa, composta da Avaja e Analogique,  che vede capofila l’ associazione  Senza Fissa Dimora, il quartiere San Cosmo godrà di un programma mirato che offre opportunità di crescita alternative. Sulla base delle necessità e delle emergenze del quartiere, è stata già attivata la prima fase del progetto che riguarda le pratiche di intervento. Architetti, sociologi, artisti contemporanei, con la cooperazione degli abitanti del quartiere, saranno impegnati in due attività principali che consistono in un laboratorio di auto-costruzione. E, nella seconda fase del progetto, nella realizzazione di un museo diffuso.

All’ incontro hanno partecipato Valentina Pulvirenti, assessore alla Pubblica Istruzione, Anna Maria Grasso, progettista culturale, Alice Acquaviva, architetto, Giuseppe Brancato, residente del quartiere San Cosmo, che ha preso parte  attivamente al progetto. In collegamento video Florinda Saieva, responsabile scientifica del progetto.

“Il mio Cosmo” per connettere la periferia al centro città

Come annunciato dal titolo, con doppio riferimento al nome del quartiere e alla dimensione  inclusiva che lo contraddistinguerà, “Il mio Cosmo” rappresenta uno sforzo necessario per connettere il centro della città al quartiere e dare voce alle periferie.

“Come il cosmo può essere descritto come il delicato equilibrio dello spazio e di ciò che contiene, la materia e l’energia, i pianeti, le stelle, le galassie e lo spazio  intergalattico, allo stesso modo San Cosmo è un sistema complesso e  ricco di elementi, in cui l’energia è la vita dei suoi abitanti, i pianeti sono gli edifici che li ospitano e lo  spazio interstellare è lo spazio urbano pubblico.

Ragionando sul concetto di welfare culturale – ha dichiarato l’architetto Alice Acquaviva – “Il mio cosmo”  intende intraprendere un viaggio all’interno del complesso cosmo di questa porzione di territorio, mettendo in rete volontari, privati cittadini e le realtà che già operano sul territorio. Il progetto mira ad aprire il quartiere verso il resto della città, e viceversa, raccontando San Cosmo come l’universo ricco di opportunità che è”.

Un progetto per migliorare le esigenze sociali e culturali del quartiere

Il progetto, di tipo partecipativo, offrirà servizi e attività dall’ interno e risponderà alle esigenze sociali del quartiere.

“Cosa possiamo fare per un quartiere periferico come San Cosmo? Abbiamo risposto a questa domanda interrogando le persone”- ha detto Anna Maria Grasso.
I problemi economi e sociali investono tutte le periferie. È perciò necessario che gli interventi siano estesi a tutte le zone periferiche.

Il mio Cosmo riguarda in teoria il quartiere di San Cosimo. Speriamo che progetti come questo abbiano un continuum non solo per questa, ma per tutte le zone marginali della città”- auspica Giuseppe Brancato.

La rigenerazione urbana va di pari passo con quella culturale. Il progetto è dunque un’ulteriore possibilità per coinvolgere gli abitanti in attività, oltre che formative, anche culturali.
“Si parla molto di rigenerazione urbana di base culturale, a volte commercializzando il  termine cultura. La parola cultura significa coltivare- ha concluso la responsabile scientifica Florinda Saieva – prendersi cura, nel nostro caso, prendersi cura di questi territori”.

Rita Vinciguerra

 

 

 

 

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