La sempre crescente aspettativa di vita è sicuramente un bene in quanto testimone di uno stile di vita sano e di farmaci e cure mediche maggiormente mirate ed efficaci, ma può costituire un peso per la comunità quando questa, in tutte le sue componenti, dalla famiglia alle istituzioni pubbliche, soprattutto quelle di prossimità come gli enti locali e le associazioni, specie quelle di volontariato, non se ne prendono cura.
Gli anziani spesso sanno essere una risorsa per la società in cui viviamo. Spesso li si vede impegnati in attività di volontariato o addirittura promotori e protagonisti di iniziative culturali.
Un nuovo centro per socializzare
Con questo spirito, nel corso degli anni, sono fiorite le cosiddette associazioni della terza età. Sabato scorso, ad Acireale, nella storica via Marchese di Sangiuliano, ne è stata inaugurata una dal nome “ViviAmo la terza età”, per iniziativa dell’associazione “Mai più soli”.
“Essere qui ed inaugurare questo centro è un atto dovuto nei confronti della cittadinanza – ha sottolineato il vicesindaco di Acireale Valentina Pulvirenti. Tutto questo è stato possibile grazie a un finanziamento della Regione Siciliana. In questa nuova sede gli anziani saranno membri attivi di momenti ludici e di socializzazione. L’unico auspicio è che in futuro ci siano le risorse per portare avanti questo progetto di inclusione. Perché, se è vero che la comunità ha bisogno di loro, è altrettanto vero che loro hanno bisogno di noi”.
Monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, dopo il simbolico gesto della benedizione dei locali del centro, ha avuto parole di incoraggiamento. “La presenza di varie associazioni quali ‘Mai più soli’ e la Comunità di Sant’Egidio è segno più che buono di un’attenzione e sensibilità per una questione che ci investe e interroga tutti. Un luogo, lo spero vivamente e ci credo, dedicato alla cultura, al voler costruire qualcosa che possa non essere un parcheggio ma dare nuova linfa. Senza dimenticare lo svago, che è necessario”.
Un centro inclusivo
“Il ruolo specifico e di questa nostra associazione è accogliere ed includere, nel senso che nessun uomo debba sentirsi escluso. Gli anziani sono una ricchezza, potrà sembrare una banalità, ed essere nonni e avere nonni è un dono di Dio”. Così si è espresso col suo caratteristico tono irruento ma efficace don Orazio Caputo.
Di centri per la terza età e, spesso, di quelli che si pongono fini culturali ad Acireale ne abbiamo preclarissimi esempi. Questo sembra essere nato con le più candide intenzioni; e questo è il nostro auspicio.
Giosuè Consoli
