Acireale / Nel cuore del laboratorio “Cuciture di Comunità”

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Acireale Cuciture di Comunità

Ad Acireale, tra stoffe recuperate, macchine da cucire casalinghe e mani che si intrecciano nel gesto antico del cucito, prende vita Cuciture di Comunità, il laboratorio sartoriale promosso dalla Caritas, dal Progetto Policoro e dall’Azione Cattolica della diocesi di Acireale. Un’iniziativa che non insegna solo a confezionare abiti, ma ricuce legami sociali, promuove l’artigianato locale e offre uno spazio concreto di formazione, creatività e riscatto.

A guidare il percorso sono le insegnanti Jessica Bergancini, docente di modellistica e confezione, e Mariella Zingale, insegnante in ricamo, che con passione trasmettono competenze tecniche e valori di condivisione. Ma il cuore pulsante del progetto sono le corsiste: donne di età e background diversi che, tra un punto e l’altro, riscoprono il senso del fare insieme.

Cuciture di Comunità / Le parole di Jessica Bergancini

“Sono la docente di modellistica e confezione del corso. Mi occupo prevalentemente di sartoria e cucito. L’obiettivo del corso è riqualificare abiti in disuso: prendiamo capi magari già utilizzati, li trasformiamo in qualcosa di nuovo, oppure – se non è possibile recuperarli – li smontiamo e li utilizziamo per realizzare altro. Per esempio – spiega mostrando i lavori in corso – da un paio di pantaloncini stiamo ricavando una gonna, oppure da una vecchia gonna nasce una borsa. Questo è lo spirito del laboratorio: recuperare, reinventare, creare insieme. Non a caso, il corso si chiama “Cuciture di Comunità”: vogliamo ricucire anche legami, costruire sinergie, riscoprire tradizioni. Utilizziamo strumenti semplici: macchine da cucire casalinghe, una tagliacuci base, niente di professionale. Proprio perché vogliamo incentivare il lavoro artigianale, alla portata di tutti.

 Arrivo dal mondo della scuola,  quindi il mio approccio è più didattico. Con le ragazze lavoriamo alla costruzione del cartamodello, utilizziamo libri scolastici, impariamo la tecnica ed i passaggi fondamentali. È un’esperienza diversa ma complementare: qui si fa artigianato. Quel che conta, alla fine, è che queste attività permettono di riscoprire un mestiere antico, che si sta un po’ perdendo, ma che può ancora offrire opportunità e soprattutto restituire valore al tempo, al lavoro e alla relazione”.

Acireale / Cuciture di Comunità: le parole di Mariella Zingale 

“Sono un’artista artigiana e lavoro il merletto fin da bambina. Ho iniziato a otto anni, in quella che un tempo era una scuola informale dove si imparavano i lavori femminili. A dieci anni già realizzavo lavori su commissione. La mia specialità è il merletto a tombolo, una tecnica antichissima: i fuselli sono stati ritrovati persino nelle tombe etrusche, segno di un’arte che si perde nei secoli.

Tradizionalmente, il merletto veniva impiegato per il corredo — lenzuola, asciugamani, tovaglie — ma oggi cerco di rinnovarlo, rendendolo attuale e interessante anche per i giovani. Creo oggetti decorativi come presepi o lampade, come quella a forma di uccello del paradiso attualmente in lavorazione. Il merletto può diventare un accessorio moderno: si applica su abiti, bracciali, collane, pochette o borse, come una coffa siciliana interamente decorata. Anche un semplice jeans con un dettaglio in merletto può diventare elegante.

Acireale Cuciture di Comunità

Realizzo articoli liturgici come servizi da messa e camici per sacerdoti, come quello creato per un’ordinazione. Lavoro sia il merletto a tombolo che il chiacchierino, e dalla combinazione di queste tecniche nascono pezzi unici: cappelli, buchette sposa, accessori eleganti e irripetibili. Nel corso degli anni ho partecipato a numerose mostre d’artigianato — tra cui Palazzo Biscari, le Ciminiere, la Venere di Milo e il Centro Commerciale Ciclope — e ho collaborato con stilisti come Marella Ferrera e Cannistrà, per cui ho realizzato uno stemma. Ho avuto anche contatti con Dolce & Gabbana, per i quali ho realizzato un pizzo all’uncinetto. Oltre all’insegnamento, sogno di aprire una scuola di merletto per trasmettere questa arte antica ai giovani. È una tradizione che porto avanti con passione e creatività, e ogni volta che qualcuno si avvicina con curiosità, sento che una parte di questa bellezza trova nuova vita”.

Le parole delle corsiste 

Nel cuore del laboratorio Cuciture di Comunità, accanto alle insegnanti, ci sono loro: le corsiste. Ragazze di età e provenienze diverse, accomunate dalla voglia di imparare, condividere e ritrovare nella manualità un’occasione di riscatto, espressione e bellezza.
Attraverso ago e filo, ritrovano non solo una tradizione antica, ma anche uno spazio per sé, per raccontarsi e per costruire relazioni. Le loro voci raccontano il senso più profondo di questo percorso: un intreccio di storie personali, desiderio di crescita e comunità viva.

Tra le corsiste, c’è anche chi ha fatto esperienza in contesti più professionali. Ad esempio, una delle partecipanti ha lavorato con la sartoria artigianale Eunike. Lì hanno avuto modo di utilizzare macchine professionali, ferri da stiro industriali, e sperimentare il lato più tecnico del mestiere, con lavorazioni di precisione come orli e finiture sartoriali avanzate.

“Ho scelto di frequentare questo scorso per imparare quelle che sono le arti antiche e mantentenerle vive, per poter creare delle cose con le mie mani. Infatti, sono molto appassionata di uncinetto quindi si può dire che questo mondo mi appartenga. Adesso, invece, ho deciso di avvicinarmi al cucito, in quanto è un mondo ancora inesplorato e che avevo voglia di conoscere. Grazie agli insegnamenti di Mariella, fuori da questo contesto, sono in grado anche di utilizzare la tecnica del chiacchierino. Infatti, ho conosciuto questa realtà grazie a lei!”

Acireale / L’obiettivo di Cuciture di Comunità 

Ascoltando le parole di questa realtà tutta al femminile emerge un comune denominatore: riportare i giovani  ad un ritorno al passato, nell’ottica di riciclare ed evitare gli sprechi, riproponendo un mondo ormai quasi del tutto sparito. Nel lavoro di Mariella Zingale e Jessica Bergancini si intrecciano memoria, tradizione e innovazione. Mariella, con il suo merletto, tramanda un’arte antica che diventa ponte tra passato e presente, mentre Jessica, insegnante di modellistica e sartoria, guida le corsiste a riqualificare materiali e abiti in disuso, riscoprendo antichi saperi e trasformandoli in nuovi oggetti contemporanei. Insieme, incarnano lo spirito di Cuciture di Comunità nella città di Acireale.

Un progetto che recupera antiche tecniche artigianali e rafforza il legame con la comunità. Valorizza il lavoro manuale come espressione viva di cultura e creatività. Il loro impegno è un invito a riscoprire il valore della lentezza, dell’unicità, della condivisione. Dimostrano che tradizione e innovazione possono camminare insieme. Per un futuro più sostenibile, più autentico e decisamente più ricco di significato.

Giorgia Fichera