Alternanza scuola lavoro / Riflessioni e perplessità degli studenti

Si è riflettuto spesso nell’ultimo periodo sull’argomento alternanza scuola lavoro. Tra proteste e perplessità, sono contrastanti le opinioni al riguardo. Gli studenti in particolare, protagonisti in prima persona di questa esperienza, ritengono che bisognerebbe prestare particolare attenzione ad alcuni aspetti organizzativi e non per un percorso formativo più coerente e funzionale.

Nel mese di febbraio si sono svolte delle proteste da parte degli studenti, scatenate dalla morte di un ragazzo friulano durante il suo tirocinio del PCTO. Tali proteste nascono dal pensare che questo percorso sia privo di tutela in quanto, soprattutto per alcune tipologie di scuole come le professionali, gli studenti fanno delle esperienze in aziende.

Alternanza scuola lavoro / Riflessioni e perplessità degli studenti

Da quando questa attività è stata inserita nel percorso scolastico ha ricevuto diversi dissensi per svariati motivi. Motivi che vanno dall’utilità, all’organizzazione, allo sfruttamento della forza lavoro, in quanto non vi è retribuzione, con mansioni e attività in alcuni casi privi di ogni esperienza formativa (come ad esempio fare fotocopie). Inoltre vi è un notevole carico di lavoro e di attività che, anche se conteggiate in ore, non vengono tenuti in giusta considerazione nella normale routine scolastica, andando a creare dei periodi di forte stress per gli studenti. A causa di ciò, anche se si ritrovano a fare delle attività che li interessano, e magari li appassionano, non hanno spesso la serenità per svolgerle. Questo perché non è concesso loro nessuno sgravio dagli impegni propriamente scolastici.

Alternanza scuola lavoro / Cosa ne pensano gli studenti?

Se è vero che questa attività nasce per preparare gli studenti al lavoro, per la maggior parte delle esperienze essi affermano che le attività proposte non comportano acquisizioni di nuove competenze. Non solo, ma si rivelano spesso delle occasioni mancate e tempo sprecato. A tal proposito, si è pensato di porre delle domande inerenti l’argomento prendendo a campione un gruppo di 20 studenti di quarto anno di un liceo. I quesiti posti sono i seguenti.

  • Che ne pensi dell’alternanza scuola lavoro?
  • Cosa c’è di buono e cosa no?
  • Se fossi parte del Ministero che cosa e come la proporresti?

alternanza scuola lavoroAlternanza scuola lavoro / Proposte alternative

Per tutte le persone intervistate l’alternanza così come è strutturata, in particolare nel liceo di riferimento, risulta un’attività inutile. Questo perché o non si ottiene alcuna competenza durante l’attività, o si ottengono competenze che di fatto non hanno utilità per il percorso formativo dello studente. L’esperienza che si fa, solo in alcuni casi è formativa, in quanto raramente ciò che si impara potrà essere utilizzato e speso in futuro. Le proposte di cambiamento suggeriscono lezioni di diritto ed economia. In altri casi le proposte valide potrebbero essere esperienze di interi periodi dell’anno, con sospensione della frequenza scolastica, dedicati all’inserimento in un’azienda. Un po’ come avviene nello stage nei corsi professionalizzanti.

Una buona parte degli intervistati sottolinea il fatto che se l’alternanza fosse fatta negli ambiti in cui si pensa di proseguire gli studi (nel caso del liceo di riferimento è molto frequente), ad esempio in ambito medico, scientifico, storico o umanistico, sicuramente risulterebbe una ben più valida e proficua esperienza.

Alternanza scuola lavoro / Le proposte degli studenti

Se si potesse cambiare qualcosa, una proposta potrebbe essere quella di rendere opzionale e non obbligatoria l’alternanza. Questo in quanto non è utile e interessante per tutti gli studenti. Altro suggerimento è quello di proporre dei sondaggi nelle singole scuole, per verificare l’orientamento universitario ed interessi nel mondo del lavoro. Questo al fine di organizzare un’alternanza ad hoc che risulti interessante ai più.

Nessuno degli studenti incontrati, anche grazie alla tipologia di attività, si è trovato in pericolo. Spesso, infatti, anche per troppa prudenza, si evita di far fare attività pratiche, nonostante si facciano dei corsi sulla sicurezza equiparati ai lavoratori. Anche chi scrive si è veramente divertito nell’attività di alternanza nonostante, non fosse la prima scelta. Per sovrannumero in altri ambiti, mi sono ritrovato infatti a optare per una seconda scelta. Non ritengo personalmente che tale proposta possa tornarmi particolarmente utile per i miei progetti di vita futuri. Crediamo tuttavia che ascoltare i pareri dei ragazzi sia fondamentale. Un buon risultato delle attività, infatti, si ottiene partendo e coinvolgendo dal basso. In particolare, ascoltando le esigenze di chi è coinvolto in prima persona, cosa che spesso il nostro Ministero, troppo spesso, si dimentica di fare.

Matteo Arcidiacono

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