Catania / All’ABA si celebra l’arte e la bellezza

All’ABA  di Catania  si celebra il potere dell’arte e della bellezza. Festa e soddisfazione, il 7 maggio, nella nuova sede dell’Aba di via Franchetti, che ha accolto in presenza solo docenti e alcuni studenti, osservando le norme anti-covid. Ma un pubblico sicuramente più numeroso l’ha seguita in diretta streaming.

E se gli studenti sono il carburante che fa muovere il motore dell’Accademia – come citato nel discorso del suo Direttore – è proprio al loro rappresentante Simone Marano, ch’è stato affidato il compito di aprire l’inaugurazione della nuova sede.

All’ABA sofferenza e riscatto degli studenti

Il ringraziamento più sentito di Marano è andato ovviamente al fondatore, senza il cui sogno nulla di tutto ciò che è stato realizzato esisterebbe oggi, così come non esisterebbero, forse, i sogni di tutti gli studenti.

Portavoce, nel bene e nel male, degli stati d’animo e delle esigenze degli studenti, prima dei numerosi ringraziamenti, Marano si è concesso uno sfogo legittimo. Ha ricordato, infatti, periodi bui, bisogni accantonati per favorire necessità altrui, aule in prestito e corridoi dalla lunghezza inquietante.

ABA inaugurazione
Foto Pietro Tripiciano

Alla citazione di Hegel: “Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione– Marano ha aggiunto, dunque – e senza sacrificio”. Ma è in atto un cambiamento. La realizzazione di questi spazi testimonia la considerazione ottenuta e meritata dagli studenti. Coloro che continuano a sognare un’accademia capace di rispecchiare quella bellezza che la stessa Istituzione insegna loro ad apprezzare.

“Amare il bello ma con misura, coltivare la cultura dello spirito ma senza mollezza”. Citando Pericle, il direttore Vincenzo Tromba, ha illustrato con semplicità e chiarezza, gli obiettivi e gli ideali dell’Accademia. Quell’accademia che si considera famiglia e che sa accogliere chiunque vuol farne parte.

Il potere sanificatore dell’arte

Nel suo discorso, invece, la presidente Lina Scalisi non si è risparmiata. Non lo ha fatto nel vanto di un’istituzione riconosciuta a livello nazionale e della sua offerta formativa tra le più ampie e variegate. E non si è risparmiata neanche quando ha puntualizzato che, nonostante la grande considerazione che hanno sempre rivolto all’Accademia, le istituzioni non hanno mai previsto per essa una sede di proprietà, adeguata al suo ruolo culturale nell’isola e nel panorama nazionale.

Patrizia Sciavarrello -ph Beatrice Libra

Nominata Presidente dell’Accademia di Belle Arti a fine giugno 2020, la Scalisi si è fatta carico di un anno particolarmente difficile. Anno in cui, alle inadeguatezze delle sedi, si è aggiunta l’impossibilità della didattica in presenza. Ciò nonostante, ha mantenuto l’impegno di portare l’Accademia verso il raggiungimento di traguardi sempre più prestigiosi.

Convinta del potere sanificatore dell’arte e della bellezza nel processo di costruzione della cittadinanza, la Scalisi non molla ma promette. “Nel periodo di restrizioni e privazioni, se il pubblico non può ancora entrare nei musei e nelle gallerie, l’Accademia farà diventare le strade luoghi d’arte”.

La lectio magistralis

Prestigioso e lungamente applaudito è stato l’intervento della professoressa Silvana Sciarra, Giudice presso la Corte Costituzionale. Ha trasmesso con chiarezza e incisività il messaggio della Costituzione per i giovani, richiamandone l’art.33. L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento, una libertà dell’esercizio senza limiti, ancora più forti della libera manifestazione del pensiero.

L’intitolazione dell’Aula Magna al fondatore

Il critico d’arte e docente dell’Aba, Giuseppe Frazzetto ha curato l’omaggio a Nunzio Sciavarrello, delineandone la figura artistica e definendolo messaggero dell’arte. La figlia maggiore dell’artista scomparso, Patrizia, ne ha rievocato invece gli esordi, in particolare la scuola presso il maestro Fernando Cappuccio.

Si è fatta, inoltre, portavoce del messaggio, o meglio dell’eredità che il padre avrebbe voluto lasciare agli studenti. Una frase del Cappuccio che ha accompagnato l’artista in ogni momento critico della sua vita e delle sue scelte: ‘La Cultura è alla base di ogni iniziativa intrapresa dall’Artista’.

 Cristiana Zingarino

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