Razzo cinese / Ecco dove è caduto

Il razzo cinese non è caduto in Italia e nemmeno nell’area mediterranea, che pure ha attraversato in traiettoria come previsto. I tre pezzi del “rifiuto spaziale” in caduta libera avevano allertato negli ultimi giorni molteplici aree geografiche interessabili dall’impatto. Tra queste, anche nove regioni italiane. Ma già poco dopo le 6 del mattino, ora italiana, è stata confermata la notizia della caduta nell’area dell’Oceano Indiano, vicino alle Isole Maldive. Si trattava del secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B, rientrato nell’atmosfera. A confermarlo, lo stesso Ufficio per il volo umano dell’agenzia spaziale cinese Cnsa.

Razzo cinese caduto: escluso interessamento del territorio italiano

Come riportato anche in una nota ANSA alle prime luci dell’alba, il rientro risulta confermato anche dai dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad). Le stime iniziali indicavano il Nord Atlantico come probabile punto di rientro, poi il bacino del Mediterraneo. Ma l’effettivo rientro è avvenuto per l’appunto nell’Oceano Indiano. La Protezione civile ha dunque concluso il tavolo tecnico con il quale aveva aggiornato le regioni potenzialmente coinvolte del centro sud, tra le quali la Sicilia. A ridosso della chiusura della finestra temporale di circa sei ore prevista per il rientro del detrito spaziale, la protezione Civile aveva comunque già escluso la caduta di uno o più frammenti sul territorio italiano.

L’elaborazione in casi di caduta dallo spazio

L’attenzione era tuttavia più che motivata e per questo ne diamo notizia in primo piano, date le circa 20 tonnellate del razzo in caduta. Una mole che lo rendeva uno dei più grandi “detriti spaziali” a cadere in modo incontrollato sulla Terra negli ultimi anni. La stazione spaziale cinese che nel 2018 aveva tenuto tutto il mondo col fiato sospeso ne pesava, per capirci, “solo” otto. In Europa, la sorveglianza per casi simili attiene al consorzio per la sorveglianza spaziale Eusst (EU Space Surveillance and Tracking). Ne fa parte anche l’Agenzia Spaziale Europea (Esa). L’Italia vi partecipa con Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e Centro dell’Aeronautica Militare di Pratica di Mare (Isoc Italian Space Surveillance and Tracking Operation Center). Una volta elaborati, i dati vengono trasmessi alla Protezione Civile, che in base a questa procedura aveva riunito il Comitato operativo.

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