Agrigento / Storia della sagra del mandorlo in fiore

Nel marzo del 2020 si è tenuta, dopo mesi di chiusura, la sagra del mandorlo in fiore ad Agrigento coinvolgendo moltissimi turisti. La festa si tiene ogni anno ad Agrigento all’inizio del mese di Marzo e ha una durata di una settimana circa. Durante la sagra gruppi folkloristici arrivano da ogni parte del mondo per festeggiare l’inizio della primavera ed un ritorno alla vita, motivo per il quale la festa è considerata un messaggio di pace per molti paesi del mondo.

Sagra del mandorlo in fiore: la festa

La manifestazione comincia con una visita alla Valle dei Templi per proseguire con l’accensione della cosiddetta “fiaccola dell’amicizia” davanti al Tempio della Concordia. La parte finale è sicuramente la più importante durante la quale i vari gruppi sfilano con i carretti siciliani. Alla fine della festa viene assegnato un premio da una giuria internazionale ai gruppi che hanno danzato e cantato meglio e a chi ha il costume più tradizionale. Inoltre, nel periodo della sagra vengono solitamente organizzate delle mostre e delle degustazioni della mandorla, uno dei prodotti tipici della Sicilia.

Sagra del mandorlo in fiore: il mito

Il mito della fioritura del mandorlo risale al poeta Omero ed è collegato alla storia tra Acamante e Fillide. Acamante andò a combattere la guerra di Troia, durante i dieci anni Fillide non smise mai di aspettare l’amato. Purtroppo, una volta terminata la guerra tra i superstiti che fecero ritorno non ci fu Acamante, allora Fillide disperata e pensando che il marito fosse morto decise di uccidersi. La dea Atena decise di trasformare la principessa in un albero di mandorlo. Tornato Acamante e venuto a sapere della morte dell’amata decise di dirigersi verso l’albero e di abbracciarlo, subito questo iniziò a fiorire come se volesse ricambiare l’abbraccio.

Sagra del mandorlo in fiore: la nascita di una sagra senza tempo

La sagra comparve per la prima volta nel 1937 a Naro, vicino Agrigento, per volere del conte Alfonso Gaetani, il quale voleva far conoscere i prodotti tipici siciliani. Anche tutt’ora infatti si tiene in un periodo in cui il clima è mite e gli alberi in fiore. Nel 1941, a causa della Seconda guerra mondiale, la manifestazione si interruppe per riprendere nel 1948. Un ulteriore interruzione si ebbe nel 1966 a causa della frana di Agrigento. Dopo l’edizione del 2020 la sagra non è ancora ripresa a causa della pandemia di COVID19 scoppiata in Italia a metà Febbraio.

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Sagra del mandorlo in fiore: tra tradizioni e il Guinness World Records

Ci sono molti aneddoti legati alla manifestazione. Nel 2011, durante la sessantaseiesima edizione, un gruppo di pasticceri creò il torrone più lungo mai esistito, con una lunghezza di circa 660 metri. Il dolce è stato poi mostrato davanti al Tempio della Concordia e premiato entrando a far parte del catalogo del “Guinness World Records”. Mentre nel 2016 un gruppo di pasticceri realizzò la torta di frutta più lunga del mondo. Questa è stata poi mostrata al Viale della Vittoria e premiata.

Uno dei brani più cantati e ballati dal gruppo folkloristico di Agrigento è peraltro la “Schiacciata di li mennuli” (“la schiacciata delle mandorle”), del poeta e musicista agrigentino Michele Pisciotto, che rievoca le varie fasi della lavorazione delle mandorle. La festa è da sempre molto sentito poiché riunisce moltissime persone provenienti da tutte le parti del mondo, proprio per questo si sta cercando, con l’aiuto di tutti, di mantenere e mandare avanti questa tradizione, soprattutto dopo il lungo periodo di chiusura dovuto allo scoppio della pandemia.

Finocchiaro Valeria Manciagli Gloria

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