Decennale / Ricordato a Linguaglossa don Di Mauro, per 58 anni Pastore della comunità

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commemorazione don Di Mauro

Con una solenne funzione nella chiesa Madre di Linguaglossa, presieduta da monsignor Guglielmo Giombanco, Vescovo di Patti, il 23 febbraio è stato celebrato il decennale della scomparsa dell’Arciprete monsignor Vincenzo Di Mauro, rimasto alla guida delle Parrocchie linguaglossesi per ben 58 anni, dal 1952 al 2010.

Un Prete che ha preso per mano un popolo ad appena 7 anni dalla fine del drammatico secondo conflitto mondiale per guidarlo, passo dopo passo, non solo alle soglie ma, addirittura fino al primo decennio del nuovo millennio.

mons.Vincenzo Di Mauro
Don Vincenzo Di Mauro

Stiamo parlando di 58 lunghi anni, che hanno visto il susseguirsi di ben 6 Papi e, in Diocesi, di altrettanti Vescovi. Pensate un po’: c’era ancora sul trono d’Inghilterra Re Giorgio VI e, la neo-Repubblica italiana vedeva ancora in carica il 1° Presidente eletto Luigi Einaudi e il 1° Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi …per arrivare, al nuovo mondo informatizzato del 2010: un mondo radicalmente diverso!

Diversi sacerdoti hanno ricordato don Di Mauro

Sull’ altare, attorno al giovane Vescovo Giombanco che conosceva personalmente don Vincenzo, diversi sacerdoti concelebranti: l’attuale Arciprete suo successore don Orazio Barbarino, don Salvatore Blanco, don Giuseppe Cicala, don Nino Imbiscuso, don Raffaele Stagnitta, don Egidio Vecchio.

Folta la partecipazione dei fedeli appartenenti, in maniera trasversale, a tutte e tre le parrocchie linguaglossesi.
Ad arricchire la celebrazione eucaristica il duo violino-organo coi maestri prof. Danilo Mascali e prof. Egidio Di Mauro.

All’inizio della celebrazione, l’arciprete Don Orazio Barbarino, dopo aver rivolto un cordiale saluto al Vescovo, si è soffermato sull’anno dell’avvicendamento all’Arcipretura col compianto don Vincenzo Di Mauro, mettendo in risalto una grossa verità di fede: mentre, nell’ottobre del 1952 il Signore dava il dono del Sacerdozio a don Vincenzo, in quello stesso anno, con la sua nascita, stava già pensato al successore per 58 anni dopo! Il tutto quasi a sostegno della nostra fede in un Dio, senza tempo, per cui tutto è presente!

L’omelia di monsignor Giombanco

Nella sua omelia, monsignor Giombanco, intrecciando gli argomenti con le letture del giorno, ha impostato il proprio intervento sul concetto del servizio gratuito. E sulla generosità che non aspetta ricompense, così come aveva potuto personalmente sperimentare in don Vincenzo Di Mauro.

mons. Giombanco
Monsignor Guglielmo Giombanco ha presieduto la celebrazione eucaristica

“Quando lo andavo a trovare in chiesa – ricorda – spesso lo trovavo seduto nel primo banco dedito a scrivere, prendere appunti, a leggere e a contemplare il Santo Tabernacolo. A volte ne ho anche approfittato per confessarmi. Lui era lì, in devota curiosità, a chiedermi dei miei studi teologici, delle ultime novità. Ora so che ero io ad imparare dalla sua semplicità ed umiltà.

Dopo la celebrazione eucaristica, diversi interventi

La dottoressa Venera Marano, Preside del locale Istituto Comprensivo, ha parlato di Don Vincenzo, in servizio dal 1955 all’anno scolastico 1988/89, come di un insegnante eclettico e versatile che, nonostante gli impegni parrocchiali, era sempre presente alle lezioni e agli incontri programmati.

venera Marano
Dottoressa Venera Marano

Don Vincenzo aveva un’attenzione particolare per il mondo della scuola, prendendo alla lettera la pedagogia di Maria Montessori “Il bambino è un corpo che cresce e un’anima che si svolge”. E il pensiero sugli ultimi e sui ragazzi difficili nello spirito della scuola di Barbiana. “Se si perde solamente uno di loro la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati”.

Il preside Mimmo Barletta, della “Unitrè” di Linguaglossa, che in tante occasioni ha scritto di lui, ha parlato all’amico/Parroco col cuore in mano esortandolo a gran voce, quasi in preghiera, di intercedere presso nostro Signore contro i venti di guerra che in questi giorni soffiano in Ucraina. Prezioso il suo collegamento con la costruzione del Centro Sociale/Oratorio del 1964.

Il prof. Castorina, Governatore della Confraternita di S. Egidio, ha parlato del particolare rapporto paziente/medico fra lui e don Vincenzo.

prof. Salvatore Castorina
Prof.Salvatore Castorina

Toccante il suo ricordo degli ultimi mesi di vita. Alla domanda “Don Vincenzo, ma lei come pensa che lo ricorderanno i suoi parrocchiani?, Don Vincenzo rispose in modo spiazzante. “Sa Professore, io non sono stato uno stratega o un condottiero o ancora un diplomatico. Senza togliere nulla a tali doti, io mi sento di dire di essere stato un Pastore di anime”.

L’affettuoso ricordo del nipote Egidio Di Mauro

Ha chiuso gli interventi il nipote prof. Egidio Di Mauro che ha esordito sottolineando come ci sia sicuramente un pezzo di don Vincenzo in ognuno dei linguaglossesi. Basta guardarsi indietro e chiunque dei presenti troverà tanti e tanti episodi o momenti pastorali.

Un legame particolare con Linguaglossa e la Diocesi era rappresentato inoltre dalla problematica dell’emigrazione: quasi tutte le nostre famiglie hanno parenti emigrati.
Don Vincenzo, figlio, nipote e fratello lui stesso di emigrati, divenne in vita «Parroco di Linguaglossa e dei linguaglossesi nel mondo». E s’ incontrò, assieme ai Vescovi del tempo, con migliaia di emigrati nel corso dei suoi molteplici viaggi in Svizzera, Germania, Francia, Belgio, Australia, Stati Uniti.

Antesignano e precursore dell’unità tra i popoli, ancor prima della preghiera universale organizzata nell’ottobre del 1986 ad Assisi dal Papa San Giovanni Paolo II, don Vincenzo aveva già rivolto la sua azione di accoglienza alla folta colonia di marocchini presente a Linguaglossa e dintorni: indimenticabile la preghiera ad Allah e a Dio in cerchio, nel piazzale del Centro Sociale (come detto, oggi a lui intitolato), con arabi e cristiani che si tenevano insieme per mano. “Essere cercati è già essere amati, sentirsi importanti …” queste le parole d’ordine per il gruppo giovani di Azione Cattolica parrocchiale per quell’avvenimento.

La vita di un Prete, scriveva Don Vincenzo, è sempre intrecciata a quella della propria Parrocchia, del proprio popolo. È fatta di continua e quotidiana disponibilità all’ascolto, all’aiuto, alla compagnia, al soccorso, alla preghiera, all’annuncio della Parola … sempre ed ogni giorno.

A Linguaglossa tanto parla ancora di don Di Mauro

Don Vincenzo, oggi, riposa nel Santo Cimitero monumentale di Linguaglossa accanto ai propri genitori. Non passa giorno che sulla sua tomba non ci sia un fiore fresco, un fiore in sua memoria sicuramente associato ad una spontanea e silenziosa preghiera.

Lo ricorderemo ogni volta che, rientrando in paese, porgeremo il nostro sguardo all’Altarino della “Mater Amabilis” a lui dedicato posto all’ingresso di Linguaglossa. E ancora passando davanti alla Stele accanto alla Biblioteca Comunale o entrando dal cancello del Centro Sociale a lui intitolato.

Ci restano le pubblicazioni, i vecchi articoli e le poesie che parlano di lui, il carteggio col prof. Luigi Di Bella e il sito internet a lui dedicato: https://donvincenzinodimauro.jimdofree.com/

Resta la sua presenza costante nei quartieri quasi alla ricerca di chi, nel silenzio, era nella necessità del bisogno. Ci resta il ricordo tangibile della sua presenza nei nostri cuori, resta il suo sorriso che traspariva sempre serenità. Resta il suo andare casa per casa a visitare ammalati ed anziani, ci resta la sua santa protezione dal cielo.

L.V.

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