Depuratori / Il collettore Capomulini – Pantano D’arci

Tra i depuratori della costiera jonica, riveste un ruolo cruciale il collettore di convogliamento che va da Capomulini al vecchio allacciante del comune di Catania, fino al depuratore di Pantano D’Arci. Il 30 gennaio 2004, con la partecipazione del Vice Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore provinciale alle politiche ambientali, aveva visto la luce un protocollo d’intesa fra il commissario straordinario del comune di Aci Castello e il vice sindaco del Comune di Catania.

L’accordo prevedeva la ricerca di soluzioni adeguate per le problematiche ambientali e paesaggistiche dei contigui territori comunali. Secondo il documento, i reflui fognari di Aci Castello dovrebbero conferire al depuratore di Pantano D’Arci. A seguito di un’apposito tavolo tecnico, costituito dai funzionari dei due enti, il comune di Aci Castello ha perciò adottato una variante al PARF (programma di attuazione della rete fognaria), che prevede il convogliamento di parte dei reflui fognari in un “Collettore di salvaguardia”. Quest’ultimo si immetterà nel “Collettore vecchio allacciante” di Catania.

La variante del collettore fognario da Capomulini fino a Pantano D’Arci

La competente Agenzia Regionale dei Rifiuti e Acque, previa deliberazione di presa d’atto del Comune di Catania, ha approvato la variante. Il 21 marzo 2005 risultava stipulato un accordo per la tutela delle Acque e la Gestione Integrata delle Risorse Idriche. Il 31 luglio 2008 certificava quindi come sottoscritto l’Accordo Integrativo per la tutela dell’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi”. A firmarlo, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Siciliana, l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale n. 2-Catania Acque, il Comune di Aci Catena, il Comune di Acireale (che nel frattempo ha appaltato anche i lavori per un suo depuratore), il Comune di Catania e il Comune di Aci Castello. L’accordo prevede il convogliamento dei reflui fognari della sola frazione di Acireale, denominata Capomulini, nel previsto collettore di salvaguardia.

Il progetto, in cosa consiste?Il Collettore di convogliamento da Capomulini a Pantano D'Arci, mare

Il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di uno schema costituito da 7 sistemi fognari interconnessi e da 7 impianti di sollevamento. Ciascun sistema costituisce una rete fognaria indipendente ed idraulicamente connesso con il successivo a valle, tramite un impianto di sollevamento. Il funzionamento dell’intero sistema è asservito all’innovativo sistema di TLC (attività di trasmissione a lunga distanza di segnali, parole e immagini sotto forma di messaggi tra due o più soggetti, detti mittente e destinatari, mediante dispositivi elettronici attraverso un canale fisico di comunicazione) in progetto, costituito da n. 7 stazioni periferiche telecontrollate, da una rete di trasmissione dati cablata in fibra ottica per l’interconnessione dei nodi e da un CED(centro elaborazione dati)

Quanto viene a costare?

Per la sua realizzazione, il piano finanziario prevede lo stanziamento di 16 milioni di euro, di cui 9 a carico della Protezione Civile della Regione e il resto a carico dei tre comuni citati delle Aci. Nel 2017 sono iniziati i lavori per il collettore fognario. Dovevano durare circa due anni, ma ad oggi sono ancora in corso i lavori per il posizionamento definitivo della condotta, seppur ormai alle fasi finali.

Quali sono le cause della mancata realizzazione?Il collettore di convogliamento, tubi

Le difficoltà si devono a scavi tra dure lave a circa tre metri di profondità. Tanti anche gli intoppi burocratici e legati al territorio, come ad esempio bypassare i sottopassi di collegamento a mare dei tanti condomini sul litorale castellese. Mancano ancora inoltre le fondamentali vasche di sollevamento ed occorre superare le ripidità della zona.

Tuttavia anche a condotta fognaria pronta il problema del mare inquinato, per cui la Sicilia paga qualcosa come 1000 euro al giorno di infrazione comunitaria, rischia di restare irrisolto. Catania è infatti ancora senza adeguata rete fognaria ed anche Aci Castello necessita di condotte secondarie per la zona di Cannizzaro. Nel frattempo le analisi di Goletta Verde di Legambiente evidenziano “nel Comune di Aci Castello acque fortemente inquinate”, soprattutto allo sbocco dello scarico fognario all’inizio del Lungomare galatea, in piena Area Marina Protetta.

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