Diocesi / Due intense giornate su “Una pastorale giovanile per un nuovo oratorio”

Due intense giornate di studio sul tema ‘Chi ama educa’ (cura e passione per i giovani) hanno riunito, il 28 e 29 gennaio scorsi nei locali della convegno oratori 2014 vescovo e presentichiesa parrocchiale ‘Madonna della Fiducia’ dei Padri Canossiani di Acireale, animatori e giovani di diverse realtà parrocchiali ed oratoriane. Dopo i saluti di mons. Guglielmo Giombanco, Vicario generale della nostra diocesi, a nome proprio e del Vescovo mons. Antonino Raspanti, la prima giornata del Convegno, moderato da don Mario Gullo, responsabile della pastorale giovanile diocesana, alla presenza della assistente diocesana Oratori, sig.ra Anna Maria Belfiore, organizzatrice dell’evento, si apriva con la relazione di don Samuele Marelli, direttore della Fondazione Oratori e responsabile della pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Milano, sul tema ‘Una nuova pastorale giovanile per un nuovo oratorio: la cura educativa dei “piccoli” e dei giovani’.

Il simposio intendeva offrire un contributo al delicato compito assunto dagli educatori alla fede verso i giovani, per i quali don Samuele afferma che è prioritario ripensare insieme la pastorale; costoro oggi vivono parecchie libertà che, impensabili in altri tempi, devono, comunque, costituire il punto di partenza verso il bene, ma anche la ‘Sindrome di Peter Pan’, cioè dalla malattia di chi non vuole diventare grande, di chi rifiuta di assumersi tutte quelle responsabilità che proiettano verso il mondo esterno. Essi faticano a credere a progetti che li coinvolgano pienamente e, dunque, comunicazione e relazione costituiscono la corsia preferenziale su cui muoversi: la comunicazione deve essere relazione, cioè accoglienza dell’altro.

Per giungere agli obiettivi prefissati, dunque, occorrono gradualità, cioè suscitare il desiderio passo dopo passo, e passione, cioè massimo coinvolgimento affettivo, condivisione delle esperienze. Bisogna, comunque, partire dai bisogni per suscitare desideri, abbassarsi per portare in alto, come Cristo si è sottoposto alla morte di croce per attirarci tutti a Sé.

convegno oratori 2014 ballettoNella seconda giornata del convegno, suor Katia Roncalli ed il dott. Salvo Cacciola, riferivano sui temi ‘Le realtà oratoriane e giovanili: fraternità come risposta alla crisi educativa’ e ‘Ragazzi e giovani: analisi del territorio’. Per suor Katia un’esperienza può dirsi veramente ecclesiale se lo è ovunque e, dunque, non si preoccupa di fattori come le distanze tra i vari luoghi e se si ispira ad una giustizia che tenga conto delle esigenze di ognuno. La pastorale giovanile, inoltre, è anche testimonianza  di vita; a tal proposito, il dott. Cacciola riferiva che i giovani debbano partire dall’esempio degli adulti, i quali devono trasmettere ai giovani quegli indispensabili valori che garantiscono la crescita umana. I giovani, non coinvolti dalle passate esperienze degli adulti, né tantomeno preoccupati di un futuro, si basano sul presente, nonostante le possibilità offerte dalle nuove tecnologie che devono, dunque, trovare un utilizzo concreto ed efficace.

Nando Costarelli

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