Diocesi / Prima produzione nella vigna di Randazzo del seminario: quando il buon vino è “perfetta letizia”

Noè, essendo coltivatore, piantò una vigna (Gen 9,20). Egli fu il primo produttore di vino della storia. Anche nelle vicende di Abramo troviamo la presenza di questa bevanda: Melchisedek, re di Salem e sacerdote di Dio, offrì pane e vino e benedisse il profeta (Gen 14,18). Gli Ebrei consideravano la vite “uno dei beni più preziosi dell’uomo” (I Re) ed esaltavano il vino che “rallegra il cuore del mortale” (Salmi). Nel Nuovo Testamento troviamo il vino nell’episodio delle nozze di Cana e nell’istituzione dell’Eucarestia del giovedì santo. Il vino, dunque, è la bevanda più antica del mondo.

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Il seminarista Arturo Grasso

E sempre il vino è al centro di un’inedita iniziativa del seminario vescovile di Acireale, che ha prodotto e imbottigliato “Perfetta letizia”, il vino per la messa. Don Angelo Milone e don Francesco Mazzoli, rispettivamente rettore e economo del seminario, ne sono stati i promotori. A parlarci di questa esperienza è stato Arturo Grasso, lettore e al quarto anno di studi del seminario di Acireale. “Per me si è trattato di mettere in campo le mie conoscenze essendomi laureato in agraria – ha affermato a La Voce dell’Jonio il giovane seminarista – e di offrirle a beneficio di tutta la diocesi. Ho ereditato la tecnica dalla mia famiglia”. Il vino, che non supera i dieci gradi e ha un gusto decisamente liquoroso, è destinato all’ uso liturgico e non è in vendita. Le varietà presenti nel vino, ci spiega Arturo Grasso, sono “l’anzolia, il catarratto e in piccola parte il nerello mascalese”. La vigna si trova a Randazzo e si estende su circa due ettari e mezzo. Il terreno, ci riferisce, è di proprietà del seminario che l’ha ereditato da mons. Birelli e dalle sorelle Germanà, entrambi personalità storiche legate alla cittadina medievale a nord del territorio diocesano. L’annata del vino è quella del 2014 e l’imbottigliamento è avvenuto durante la settimana santa appena trascorsa. Il vescovo mons. Antonino Raspanti, al termine della messa in Coeli Domini del giovedì santo, ha distribuito le bottiglie di vino ai parroci presenti. Alla domanda come mai avesse scelto il nome “Perfetta letizia”, Arturo ha risposto così: “Perfetta letizia è un nome tipicamente francescano. Io provengo da una parrocchia francescana (S. Maria degli Angeli di Acireale) ed essendo stato inviato nella parrocchia di Santa Venera a Santa Venerina ho pensato di coniugare san Francesco e la campagna, di cui Santa Venerina è ricca”. Il vino, ha aggiunto il giovane seminarista, “ti porta a vivere nella gioia che diventa meta della nostra vita. La gioia si vive solo dopo avere vissuto delle sofferenze. Per la coltivazione della vite ci vuole duro lavoro ma alla fine si ha il prodotto del vino, ci si unisce alle sofferenze di Cristo, si rinuncia al proprio io per conformarsi a Cristo e vivere così la vera gioia, tema tanto caro a Papa Francesco”.

“Perfetta letizia” è il frutto che il seminario ha offerto a tutta la diocesi di Acireale: “Questa iniziativa esprime la condivisione e la fraternità sacerdotale a noi seminaristi e a tutti i sacerdoti attraverso il dono concreto del vino”, ha aggiunto. E infine: “È  in cantiere il progetto di miglioramento fondiario per portare il terreno da trecento a cinque mille piante. E se ci riusciamo pianteremo anche degli ulivi”.

Domenico Strano