Pegah Moshir Pour, faro essenziale nella lotta per i diritti umani fondamentali, la dignità e la libertà dall’oppressione teocratica del popolo iraniano, sarà a Catania il 10 dicembre. Attivista italiana di origini iraniane, Pegah funge da ponte vitale tra la diaspora e la realtà occidentale. Infatti, attraverso una padronanza unica dei linguaggi digitali, ha assunto il ruolo cruciale non solo di traduttrice linguistica, ma di mediatrice culturale, portando la complessità della lotta iraniana sui palcoscenici globali.
Da quando, il 16 settembre 2022, Mahsa Jina Amini è stata uccisa dalla polizia morale, l’Iran sta vivendo una vera e propria rivoluzione, forse la più grande che abbia mai visto. La donna iraniana è stata arrestata nel settembre 2022 dalla polizia religiosa nella capitale iraniana, a causa della mancata osservanza della legge sull’obbligo del velo. La morte di Mahsa Amini è diventata un simbolo della condizione femminile e della violenza esercitata contro le donne sotto la Repubblica islamica dell’Iran. Echeggia in Iran e nel mondo il grido “Donna, Vita, Libertà” (“Zan, Zendegi, Azadi”). Non è solo uno slogan, ma “le parole chiave della rivoluzione”. Una rivoluzione che ha rivelato un Paese in cui le nuove generazioni, guidate dalle donne, lottano ogni giorno per i diritti umani fondamentali.
La lotta e i diritti digitali
Le proteste di massa in Iran sono il culmine di una profonda frustrazione contro un sistema teocratico che impone restrizioni soffocanti sulla vita dei cittadini. Le scintille che alimentano quotidianamente questa resistenza includono l’obbligo del velo, un simbolo visibile di sottomissione femminile che lo Stato esige con la forza. Per far rispettare questa e altre rigide norme comportamentali, il regime si affida alla brutale Polizia Morale (Gasht-e Ershad), le cui azioni hanno portato a tragedie. Pegah Moshir Pour ricorda le torture e la censura agli studenti nel settembre 1999, a seguito della chiusura del quotidiano di impronta riformista Salam. Si parla di 70 studenti spariti, 1500 arrestati e un numero imprecisato di morti.
A questo si aggiunge la repressione sistematica di ogni forma di dissenso, con arresti arbitrari e pene severe che negano la più basilare libertà di espressione e di associazione. Quindi, stanche di questo soffocante controllo patriarcale, sono le nuove generazioni, e in prima linea le donne, a guidare questa rivoluzione per la dignità. Cercano di far crollare non solo le leggi, ma l’intera struttura di potere che le tiene in ostaggio.
Per Pegah Moshir Pour, la battaglia non si combatte solo nelle strade, ma anche nel mondo digitale. In un’epoca in cui il regime ricorre al shutdown di internet e alla censura per isolare i cittadini e nascondere le violazioni, la libertà digitale diventa un diritto umano fondamentale. Pertanto, l’attivismo di Pegah denuncia costantemente la sorveglianza e le restrizioni imposte, sottolineando che l’accesso non censurato all’informazione è un atto di resistenza.
Il ruolo di Pegah
Il cuore del messaggio di Pegah è un potente richiamo all’umanità. Attraverso i suoi interventi, utilizza la sua storia e la sua conoscenza per trasformare dati e statistiche in storie umane toccanti. Pegah ha “deciso che la paura non ci fa più paura e di dare voce ad una generazione cresciuta sotto un regime di terrore e di repressione, in uno dei paesi più belli al mondo, uno scrigno dei Patrimoni dell’Umanità”, afferma nel suo discorso a Sanremo 2023.
La sua missione è chiara: la lotta per la libertà delle donne iraniane non può essere ignorata dall’Occidente. È una battaglia per i diritti universali che richiede consapevolezza e azione globale. L’indifferenza è complice. Al contrario, l’empatia è il motore che può spingere i governi e la società civile a supportare in modo concreto il popolo iraniano. Pegah chiede al mondo di non distogliere lo sguardo, di onorare il coraggio di chi rischia tutto per poter vivere una vita piena e libera.
L’eco della libertà arriva a Catania
La prossima tappa di questo viaggio di resistenza e divulgazione sarà a Catania, dove Pegah Moshir Pour terrà un SuperTalk. L’incontro, intitolato “Libertà, identità, diritti: l’Iran e le nuove generazioni globali“, è previsto il 10 dicembre presso il Teatro Sangiorgi, promosso dalla Scuola Superiore di Catania. Sarà un’occasione per la comunità accademica e la cittadinanza di confrontarsi direttamente con i dati e le storie del movimento Donna, Vita, Libertà. Tra l’altro, in quest’occasione si onorerà la Giornata Internazionale per i Diritti Umani, rispondendo all’appello a non restare indifferenti.
Sabrina Levatino
