Ecosostenibilità / Focus sull’importanza della pace per la salvaguardia del pianeta

È tempo di rinnovare le narrazioni correnti e di mettere a servizio del Pianeta e dell’Umanità una comunicazione revisionata, codificata come “ecologia dell’informazione”. Un importante focus è stato offerto dalla “History and Politics Summer School” Marsala (22- 27/08/2022), diretta dal prof. Giorgio Scichilone. L’organizzazione, curata dal Polo universitario di Trapani dell’Università di Palermo, è stata intitolata: Planet, People and Peace. L’evento formativo accademico, dalle variegate sfaccettature scientifiche, giunto alla VII edizione, è divenuto epicentro dove far convergere emeriti studiosi e tessere ragionamenti.

È indubbio che il periodo storico che si sta traghettando, alla stregua di un fiume di carontiana memoria, palesa l’approntamento di politiche spesso incoerenti su reiterate e manipolate metodiche emergenziali. Urge, così, adoperarsi con l’attuazione di logiche che abbiano in pectore cognizioni di pace e pacificazione universale. I venti negoziatori di pace siano, dunque, dispensatori di concordia e accordi. La parola chiave più adeguata da usare è Corrispondenza. Correlazione e riscontro da attuarsi a partire dagli intenti politici, da correlare alle economie del mondo a favore dell’ecosostenibilità e delle popolazioni, soprattutto quelle più vulnerabili. È importante partecipare ad un processo di riduzione degli effetti inquinanti che avvelenano repentinamente la terra e deturpano de facto la bellezza dei luoghi e le tradizioni delle popolazioni.Daniele Archibugi

Pace e pianeta

Secondo Scichilone, direttore della “H&P” Marsala, la summer school è un laboratorio culturale dove si preordinano soluzioni da fruire a livello istituzionale. Le sfide da portare alla scrivania della scienza riguardano, nella fattispecie, le relazioni internazionali e la complessità delle tematiche geopolitiche, su conflitti planetari e sfide ambientali. L’apporto del rendez-vous scientifico consiste nell’unire le espresse azioni di studio e sollecitudini, alla stregua di un collage. Il fine consta nell’esaminare l’insieme dei contributi offerti da parte di eminenti relatori da un alto punto d’osservazione, per dare un valore aggiunto all’idea culturale e civile delle cose in generalia e della res publica.

Ormai si assiste diffusamente all’aumento di aspetti catastrofici determinati dall’effetto serra. Si è sempre più vicini al punto di non ritorno. È in pericolo la medesima riduzione degli effetti afferenti al cambiamento climatico che, rovinosamente, lambiscono le terre emerse e non solo, generando reali emergenze e crisi ambientali. Forse se la storia è perentoria tessitrice di aneddoti, essa è per molti versi scrigno di saggezza dove si può ritrovare, tra memorie accantonate, la ricetta per ripristinare le letali ferite inferte alla terra e le trame di dialettica e diplomazia care a nobili stirpi di sapienti taumaturghi.

L’attualità del De rerum natura

Così, rovistando tra i carteggi di volumi antichi si rinvengono dizioni, inusuali modi di dialogizzare il quotidiano. Si può sfogliare, ad esempio, il De rerum natura di Tito Lucrezio Caro. Egli, nel V – VI libro dell’opera, focalizza la proposta poetica sull’avvicendarsi di fenomeni manifesti, con elenco didascalico su terremoti, pestilenze, cataclismi di ogni genere e guerre. Il De rerum natura, dunque, sembra poi non discostarsi molto dalle vicende che affollano le divulgazioni mediatiche attuali.

Andrea Porciello, docente universitario e autore del libro “Filosofia dell’ambiente. Ontologia, etica, diritto”, nel fare il punto sull’era attuale, parla di crisi ambientali ed altri problemi. Egli disserta sull’Antropocene. Ma, a suo avviso, l’era attuale è etichettabile come Arguriocene (dal greco ἀργύριoν – ricchezza), ovvero età dominata dal denaro, in quanto mezzo e fine dell’azione economico – politica. Sovente, è importante fare ricognizione con le tradizioni culturali del passato. Summer school Marsala

Correlazione tra pace e natura per il bene del pianeta

Classici della letteratura latina e greca, come il De rerum natura, consentono di ripercorrere la ciclicità delle evenienze umane, che ripetono le cadenze degli effetti in natura e le modalità comportamentali tipiche dell’umano sentire e fare. Tuttavia, le crisi ecologiche e ambientali in genere, nel tempo corrente, presentano molte peculiarità non assimilabili a un passato di oltre 2000 anni. In particolare, ciò che si manifesta nel XX secolo rappresenta un punto di frattura, specificamente per le tecnologie teorizzate e rese applicative, poiché divenute mezzo per annientare anche la vita sul pianeta.

Le armi nucleari contro la pace nel pianeta

A tal riguardo, basta citare l’esistenza delle armi nucleari e sapere che i Paesi minacciano di usarle, in una prospettiva del “pro-vocare”. Si assiste, dunque, a situazioni contemporanee inedite alla letteratura antica, che rimane comunque all’occorrenza musa evocatrice di buone riflessioni.

Si ricorda ancora la relazione di Gaetano Armao, che fa riecheggiare l’importanza delle tematiche ambientali nell’agone politico odierno. Infatti nel nostro tempo, al banco degli imputati deve trovarsi l’iniquità e l’indifferenza di alcune pratiche delittuose, adottate a discapito della vita degli ecosistemi e del buon vivere delle popolazioni.
Oramai è tempo di salvaguardia planetaria! Si moltiplichino invero i custodes o guardians, sentinelle per la protezione degli ambienti terrestri. Occorre preparare la lectio magistralis sull’ecologia dell’informazione e rivedere il ruolo di mediatore nell’agenda politica. Le azioni di pace sono cumulabili con quelle di giustizia sociale.

La diplomazia garantisce la pace nel pianeta

Afferma Armao: “Mezza pace vale più di cento conflitti! Bene comune e pace sono antinomici rispetto a guerre militari, mediatiche, commerciali. Le discordie derivanti dai conflitti sono sempre generatrici di perdite, di distruzione di politiche nazionali. Oggi l’unica arma da usare e anche la più antica si chiama diplomazia. Solo l’uso “temperato” di essa può consentire di giungere a risultati tangibili e lodevoli di pace. Solo tramite la temperanza diplomatica sarà possibile colloquiare con cura di pace, riguardo agli attuali scenari di guerra e di degrado ambiente.

Così da esperire un linguaggio proiettato all’aggiunta di risorse, valore, innovazione. Nello scacchiere geo-politico, si deve stabilire una completa solidarietà tra gli elementa vocis e gli elementa mundi. Così, l’informazione può dare voce alle cose del mondo, in un quadro di conformità raziocinante, proteso al benessere per gli esseri viventi e il pianeta”.

 

Luisa Trovato

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