Editoriale / Super green pass: non c’è libertà senza responsabilità

Con gli ultimi provvedimenti del governo vengono intensificate le misure di contrasto alla pandemia e, nel contempo, viene lanciato un duro messaggio a chi si attarda a ricorrere al vaccino.
Tra gli altri provvedimenti, è stato stabilito che solo le persone vaccinate o guarite possono ottenere il “super green pass”. Vale a dire la certificazione per avere libero accesso, anche nelle zone bianche, a eventi sportivi, spettacoli, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche. Sindaci e governatori di ogni estrazione politica non solo hanno apprezzato tali interventi, li hanno resi ancora più severi.

“Con questa ulteriore misura – ha affermato Mattarella – si vuole premiare, da una parte, il 90% degli italiani che si sono vaccinati, dall’altra estendere la platea soggetta all’obbligo del permesso verde per aumentare il livello di sicurezza e protezione della comunità”.
Sulla stessa linea Draghi, il quale mentre prevede “un Natale normale per chi è vaccinato”, si affretta a tendere la mano a contrari e dubbiosi. E auspica “che coloro che da oggi saranno oggetto di restrizioni possano presto tornare a essere parte della società con tutti noi”.

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Foto Ansa/Sir

Col super green pass aumentano le vaccinazioni

Ampiamente positivi i primi effetti di tali misure: se da una parte si nota un aumento delle vaccinazioni, dall’altra si registrano sempre più casi di no-vax pentiti che ricorrono al vaccino e che raccomandano agli scettici di farlo. In più, si fa sempre più strada l’ipotesi di ricorrere all’obbligatorietà del vaccino.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, infatti, ha invitato i 27 Paesi dell’Unione a intraprendere opportune iniziative in questa direzione. Si deve convenire che siamo di fronte a una pandemia dagli esiti incerti e che, perciò, deve preoccupare. Al virus iniziale, si aggiungono i suoi derivati – una trentina secondo le autorità sanitarie – contraddistinti con le lettere dell’alfabeto greco. Dopo alfa, beta, gamma e delta, ora è il turno di Omicron. E altri ne verranno – a parere degli esperti- fin quando non sarà vaccinata tutta la popolazione del mondo.

Da questa pandemia, si è più volte affermato, non ci si salva da soli! Ha colpito molto, in questo senso, l’interrogativo che si è posto lo scrittore Antonio Scurati dopo l’arrivo della variante sudafricana: “e se non dovesse mai finire?”. Non si tratta di essere pessimisti o di fare terrorismo, ma di prendere consapevolezza della gravità della situazione. E di assumere idonei comportamenti sul piano individuale e collettivo.

Green pass: non c’è libertà senza responsabilità

Se allo Stato si chiede di prendere efficaci misure e, in più, di approntare adeguati controlli, se dagli scienziati si pretende chiarezza e univocità nei pareri e negli indirizzi sanitari, è altrettanto doveroso che ciascuno di noi faccia la propria parte, specialmente nei controlli, considerati il punto dolens della questione. Per chiedere ai clienti di esibire il green pass, solo per fare un esempio, i ristoratori non hanno bisogno dell’esercito! Nessuna libertà, neppure quella di manifestare, si può reclamare se prima non si dà prova di responsabilità!

Il Cardinale Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale italiana, colpito anch’egli dal covid, ha affermato che “L’amore per il prossimo si manifesta in tanti modi: uno di questi è la responsabilità verso gli altri, chi ti sta vicino e soprattutto i più fragili e i più deboli.
Quello che ricordo a tutti, non solo agli uomini e alle donne che manifestano contro il green pass è che non c’è libertà senza responsabilità”.

Il fenomeno dell’opposizione ai vaccini o al green pass non va letto, infatti, secondo il criterio della destra e della sinistra. La vera distinzione è tra responsabili e irresponsabili. Un criterio questo che si applica, trasversalmente, a tutte le posizioni. Dai governanti, ai cittadini, dai capi partito a chi svolge compiti educativi, dagli uomini di cultura a chi fa informazione.
Nessuna prerogativa può essere esercitata se vengono meno la competenza, l’onestà d’intenti e il rispetto delle regole.
Quei “cattivi maestri” che nei talk show e nei social si attardano ancora a diffondere, con argomentazioni fumose e inconsistenti, notizie false e tendenziose, sappiano che il primo danno rischiano di arrecarlo proprio alle persone fragili e insicure!

Pino Malandrino
direttore “La Vita cattolica” (Noto)

 

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