Etnabook / Incontro ad Aci Sant’Antonio col medico scrittore Cristina Cassar Scalia

L’evento Etnabook ha regalato un assaggio di passione per la narrativa e del richiamo all’esplorazione del mondo universale del libro. Nel Museo del Carretto Siciliano di Aci Sant’Antonio, l’ormai affermata scrittrice siciliana Cristina Cassar Scalia ha presentato i suoi ultimi successi, ambientati nella città etnea “Sabbia Nera” e “La logica della lampara”; ulteriore comune denominatore delle due opere le indagini del Vice Questore Vanina Guarrasi, spesso accostato al personaggio di Montalbano per affinità e differenze.

Nata a Noto, la scrittrice vive ormai da diversi anni a Catania dove lavora come medico oftalmico; professione questa che apparentemente nulla ha a che vedere con la scrittura.

Viene dunque naturale chiedersi da cosa sia scaturita questa voglia di cimentarsi come autrice di libri; se Cristina sia nata prima come medico o come scrittrice e come facciano a convivere queste due professioni tanto differenti. Non ci ha sorpreso scoprire che Cristina è nata prima proprio come scrittrice; già all’età di 12 anni, infatti, leggeva molti libri e scriveva dei racconti spesso condivi in classe alle compagne e, in quel periodo, aveva già ricevuto un premio letterario indetto dalla Mondadori. Ciò nonostante, le sue aspirazioni giovanili vertevano verso la specializzazione medica per cui, durante gli anni di studio, ha accantonato quella voglia di scrivere che, più avanti, è riemersa più prepotente che mai. Oggi, infatti, nonostante le vicende della Guarrasi non siano state le sue uniche pubblicazioni, con questo personaggio la scrittura ha assorbito gran parte del suo impegno divenendo la sua professione primaria.

Cristina Cassar Scalia ha simpaticamente condiviso ed illustrato diversi punti d’incontro che si possono individuare tra le due professioni: fare il medico mette spesso davanti una galleria di soggetti dalle varie personalità e caratteristiche che le torna utile quando deve creare un personaggio per i suoi racconti; ancora, il medico è uno studioso cioè, come lo scrittore, e il giallista forse ancor di più, studia chi gli sta davanti; infine, il medico si destreggia tra una significativa quantità di indagini tecnologiche e sofisticate che deve saper interpretare, così come accade nelle indagini di Polizia al personale della Scientifica che ne ricava poi i pezzi del puzzle che permettono la risoluzione di un caso e, dunque, la conclusione di un giallo.

Per i suoi intrecci, invece, Cristina prende spunto da una approfondita ricerca storica e sociale dalla quale, fatti realmente accaduti, ispirano i temi dei suoi libri ed i background dei suoi personaggi; vedasi la morte del padre del commissario Guarrasi che si rifà al trauma della Sicilia e dei siciliani che molto spesso sono rimasti orfani per mano della mafia. A questo, la scrittrice aggiunge poi molto di suo; il personaggio di Vanina Guarrasi, venuto fuori dall’esigenza di dover scrivere un giallo, ha richiesto sì precise caratteristiche come quello di essere donna e donna capace, ben affermata nel suo lavoro tanto da meritarsi totale stima e fiducia del suo Dirigente che preferirebbe assegnarla ad una sezione più impegnativa. Ma se il temperamento del personaggio è diametralmente opposto a quello del suo creatore certe tipicità, come la passione di Vanina per i film del vecchio cinema e l’insonnia, sono proprie della scrittrice. Cristina, infatti, è convinta che per far amare un personaggio, l’autrice stessa dev’essere la prima ad amarlo e, pertanto, lei si dedica alla sua creazione con l’obiettivo di ottenere un soggetto tale che a lei farebbe piacere incontrare nelle sue letture.

Infine, mentre si è concessa alle domande dell’appassionato pubblico, pur non facendo mistero che un terzo caso per il vice questore Guarrasi è già in elaborazione, ha anticipato che uscirà prima un nuovo lavoro di cui, però, non ha voluto anticipare nulla.

                                                                                                          Cristiana Zingarino