Europei 2020 / Il malore di Eriksen e il trionfo della vita

La festa degli Europei di calcio 2020, quelli della riapertura, del tifo e dei colori dopo più di un anno di pandemia, e all’improvviso il malore di Eriksen. Dopo la splendida cerimonia d’apertura dello scorso venerdì, anche il match di ieri pomeriggio tra Danimarca e Finlandia avrebbe dovuto essere una festa. Un tripudio di suoni e sfumature, nonostante le limitazioni ancora oggi poste dalla pandemia, nel vedere lo spettacolo offerto dalle due selezioni nazionali, chiamate ad affrontarsi per la conquista dei tre punti nel match d’esordio del gruppo B. A pochi minuti dalla fine del primo tempo, però, lo svago offerto dalla partita si interrompe bruscamente per tramutarsi subito  in shock collettivo in mondovisione.

Europei 2020 / Il malore di Eriksen e il trionfo della vita

Al minuto 43’ di gioco Christian Eriksen, talentuoso atleta in forza all’Inter, nonchè calciatore più rappresentativo della nazionale danese, si accascia improvvisamente al suolo. Lo stile della caduta, in avanti, goffa e senza alcun contrasto subito, fanno capire immediatamente la gravità della situazione. Eriksen si accascia esanime, con gli occhi sbarrati. Un’immagine terribile che lascia di sasso milioni di spettatori attoniti. Seguono dodici interminabili minuti di intervento medico, con i calciatori in campo e i tifosi sugli spalti in lacrime. I telecronisti, spaesati, a cui difettano le parole. La moglie di Eriksen che scende di corsa dalla tribuna, affranta e impotente, abbracciata da Simon Kjaer, capitano della Danimarca che ha prestato il primo, fondamentale, supporto al marito in campo.

Minuto 43: Eriksen si accascia

Viene portato fuori dal campo e protetto da una schiera di medici e calciatori, con dei teli bianchi laterali a coprire il tutto. Sono momenti di angoscia. Pochi minuti dopo, il primo segnale di speranza viene dato una foto che rimbalza sul web: Eriksen, in barella, ha gli occhi aperti, sembra apparentemente cosciente e ha la sua stessa mano appoggiata sulla fronte. Non si fa in tempo a chiedersi se la foto sia vera, se effettivamente ci sia la speranza che il calciatore abbia ripreso conoscenza, che un comunicato UEFA annuncia che l’atleta si trova in ospedale, in condizioni stabili. Una gioia insperata, seppur prudente, che diviene liberazione poco dopo con un commovente annuncio: Eriksen è fuori pericolo.

La festa può continuare

Inaspettatamente, un’ora e mezza dopo le squadre faranno ritorno in campo, apparentemente per volere dello stesso Eriksen. Lo avrebbe comunicato ai suoi compagni dal letto d’ospedale. La Finlandia vincerà la gara 0-1, ma dello storico trionfo della nazionale scandinava non potrà ricordarsi nessuno. Christian Eriksen, talento cristallino del calcio mondiale e uomo dal carattere mite e riservato, si è salvato. L’orrendo spettacolo della morte in diretta è stato sconfitto. Ha trionfato la vita, la stessa a cui Eriksen si è aggrappato con tutte le sue forze, come ha dichiarato il dottor Bousen, medico della nazionale danese che per primo lo ha soccorso. Quella stessa vita che il compagno di squadra Simon Kjaer, capitano della nazionale, ha probabilmente contribuito a salvare, evitando che il compagno di squadra potesse soffocare.

Europei 2020 / Il malore di Eriksen: una vita strappata alla morte

defibrillatore

Quella stessa vita che, meritevole di tutela nel suo momento più critico, è stata protetta dagli sguardi del mondo dai compagni di squadra disposti in cerchio intorno a Eriksen, e immortalata in uno scatto già divenuto virale in tutto il mondo. Christian Eriksen ha trionfato sulla morte. La sua vita, presumibilmente, cambierà. È del tutto inutile adesso, tranne che per lui probabilmente, chiedersi se potrà tornare a correre in un campo da calcio. Una vita è stata recuperata quando tutto sembrava perduto, un giovane atleta è stato salvato e potrà tornare dalla sua compagna e dai suoi figli, fortunatamente troppo piccoli per comprendere ciò che è accaduto al padre. C’è da chiedersi invece, perché questo disperato recupero sia stato possibile. La risposta, almeno una delle tante tra le varie concause intervenute, è piuttosto evidente. L’intervento medico immediato e l’uso del defibrillatore.

Il ruolo chiave del medico e defibrillatore

Uno strumento importantissimo che dovrebbe essere attivo e funzionante ovunque si pratichi attività sportiva, a qualunque livello. Forse, paradossalmente, è stato proprio il campo a salvare la vita di Christian Eriksen. Se un malore improvviso lo avesse colto in altre circostanze, l’intervento medico non avrebbe potuto essere così immediato. Christian Eriksen è tornato alla vita e questi campionati europei, forse, assumono un doppio significato di rinascita e speranza. La vita che trionfa sulla morte, la gioia sul dolore. Con un’importante ammonizione, però: occorre dotare tutti gli impianti sportivi dei grandi centri, così come quelli delle più piccole periferie, di strumenti come il defibrillatore, e prevedere personale specializzato a soccorrere in caso di episodi simili. Perché una morte in periferia di una persona comune fa meno rumore e notizia, ma provoca lo stesso inaccettabile dolore.

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