Festa san Sebastiano / Il vescovo Raspanti: “Seguiamo l’esempio del santo compatrono e non i finti eroi”

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San Sebastiano Acireale

La festa di San Sebastiano compatrono di Acireale è l’appuntamento religioso più atteso e sentito dai suoi devoti. Il culto di San Sebastiano risale al ‘400, quando il morbo della peste colpiva intere popolazioni. Anche Acireale fu gravemente colpita e fu così che il popolo si rivolse a San Sebastiano chiedendogli la guarigione.

Nel giorno della festa, il 20 gennaio, sin dalle prime ore del mattino nella Basilica di San Sebastiano, accorrono moltissimi fedeli per assistere all’apertura della cappella dove è custodito il Santo. Alle ore 11, nell’affollata piazza antistante la Basilica dove si raccolgono anche parecchi devoti provenienti dai centri pedemontani, fa la comparsa il simulacro di San Sebastiano salutato da scampanii e fuochi d’artificio.
Intorno alla mezzanotte, meteo permettendo, è previsto il rientro del simulacro in Basilica.

Il giro penitenziale dell’antico e prezioso simulacro, risalente al’700, per le vie della città è stato preceduto dal solenne pontificale presieduto da mons. Antonino Raspanti, vescovo della diocesi e presidente Cesi.Monsignor Raspanti

Il messaggio del vescovo Raspanti ai giovani

Egli ha rivolto il suo accorato appello ai giovani acesi a al popolo siciliano. “ San Sebastiano – ha detto – ha compiuto un atto straordinario di coraggio ispirando giovani, uomini e donne che con perseveranza hanno preso posizione contro l’ingiustizia. Noi siciliani non siamo dei vinti, non siamo sottomessi e non chiniamo il capo dinanzi all’omertà mafiosa. Il coraggio non è temerarietà ma è sognare e fuggire da un mondo intriso di derive e colonizzazioni ideologiche. La nostra civiltà occidentale ha voluto vivere prescindendo quasi del tutto da Dio, sfidando il messaggio evangelico portatore di etica e valori”.

Il vescovo Raspanti ha continuato il messaggio dicendo:” Siamo invitati a seguire la nostra coscienza prendendo distanza dalla violenza globale, risultato di guerre, ma anche dalle violenze cittadine e domestiche, uomo contro donna, giovani contro giovani. Seguiamo gli esempi del santo compatrono e dei santi martiri siciliani e non quelli di finti eroi corrotti, violentatori e affamati di soldi e gloria”.

La verità e la coerenza – ha concluso mons. Raspanti – ispirano gli eroi della fede di un popolo laborioso che sa edificare il mondo attraverso concordia e fraternità. Sebastiano ha testimoniato Cristo che interpella i cuori e la responsabilità”.

 

                                                                       Giuseppe Russo

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