Giornalismo / Proposto un Premio internazionale intitolato a Nino Milazzo

Un Premio internazionale di giornalismo ad Acireale intitolato a Nino Milazzo. Più che una provocazione è invece una proposta ben precisa. L’ha lanciata, nella Biblioteca Zelantea, il giornalista Daniele Lo Porto che del direttore Milazzo fu uno dei più stretti collaboratori ai tempi di Telecolor International. Prima della tumultuosa fine di quell’esperienza che rimane una delle pagine più belle del giornalismo regionale.

A pensarci Nino Milazzo sta ad Acireale come Alfio Russo, direttore del Corriere della Sera dal 1961 al 1968, sta a Giarre, sua città natale che gli ha dedicato un premio di giornalismo. Sebbene fosse nato a Biancavilla, sempre vissuto tra Milano e Catania, Milazzo era molto legato alla “sua” Acireale. E nella città dei cento campanili, dove fu socio corrispondente dell’Accademia Zelantea e presidente del Lions Club nel 1976-77, ha trovato sepoltura dopo la sua morte avvenuta il 12 agosto dello scorso anno.

Alla Zelantea si è tenuto un incontro organizzato per l’appunto dall’Accademia e dal Lions dal titolo “Un Italiano di Sicilia”. Ad aprire l’evento i saluti istituzionali dei presidenti Michelangelo Patanè e Giuseppe Massimino nonché dell’assessore al Comune di Acireale Mario Di Prima.ricordo Nino Milazzo

Nino Milazzo grande maestro di giornalismo

Nino Milazzo è stato un grande giornalista, una penna raffinata dallo stile comunicativo asciutto e chiaro. Un attento osservatore della società italiana e degli eventi della comunità internazionale, un intellettuale senza peli sulla lingua dotato di grandi intuizioni. E, in età più matura, anche un saggista e romanziere di pregio.
E’ stato soprattutto un Maestro del giornalismo. Verso di lui hanno un debito di riconoscenza, sincero e non formale, tanti colleghi giovani e meno giovani che con il “direttore” si sono formati, hanno acquisito un metodo di lavoro, hanno conosciuto il valore della professionalità dove il rigore e l’austerità si possono tranquillamente coniugare con lo spirito di umanità e di amicizia.

Nino Milazzo, già condirettore del quotidiano La Sicilia, vicedirettore del Corriere della Sera, vicario dell’Indipendente e poi direttore di Telecolor International, ha lasciato il segno nel mondo del giornalismo italiano. E soprattutto ha creato uno stile unico ed inconfondibile fondato sulla preparazione, la competenza e la scrupolosità. I tre ingredienti fondamentali della professionalità di un mestiere che si apprende soprattutto sul campo, in base alla esperienza, alla vita vissuta nelle redazioni e guardando all’esempio dei maestri, come appunto lo era Milazzo.

Nino Milazzo nel ricordo dei colleghi

Peppino Vecchio
Il direttore de La Voce dell’jonio Peppino Vecchio ricorda il collega Milazzo

La sua figura è stata ricordata dal preside Giovanni Vecchio, dalla prof. Cettina Laudani (Università di Catania) e dal giornalista del Corriere della Sera Alfio Sciacca. Ciascuno di essi ha richiamato un aspetto della sfaccettata professionalità di Nino Milazzo. Cioè il socio Lions e direttore della rivista distrettuale che ha lasciato una impronta nell’associazionismo di servizio; lo scrittore e saggista, autore di quattro pubblicazioni,  dal 2009 al 2017; il giornalista che dal 1962 ha fatto gavetta nelle redazioni dei principali quotidiani per assumerne poi la responsabilità di direzione in alcuni di essi.

Non sono mancati gli affettuosi ricordi che di Nino Milazzo, amico e collega, hanno fatto i giornalisti Daniele Lo Porto, Nicola Savoca, il direttore de La Sicilia Antonello Piraneo, il direttore de La Voce dell’Jonio Peppino Vecchio, i Lions Manlio Leonardi, Giovanni Continella. E alcuni familiari del compianto direttore che, fra le  attività svolte, servì anche un’importante istituzione culturale di Catania, ovvero il Teatro Stabile (2013-2015).  Pure il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia Roberto Gueli ha rivolto un indirizzo di saluto

Saro Faraci

 

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