Immigrazione / Dalle Filippine all’Italia: analisi sui “migranti buoni” 

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In Italia la comunità delle Filippine è tra le più numerose, rinominata come quella dei “migranti buoni”. L’immigrazione nel Belpaese dalle Filippine rientra fra i fenomeni sempre più crescenti: scambi culturali, aiuti e similitudini religiose, rendono per la comunità filippina l’Italia un luogo prediletto di integrazione reciproca.

Immigrazione / Dalle Filippine all’Italia: “migranti buoni” 

Le Filippine comprendono un arcipelago di 7460 isole. La popolazione è di 110 milioni di persone. A queste si devono aggiungere circa 11 milioni di residenti all’estero. Ciò rende la popolazione filippina la tredicesima più popolosa al mondo. Contribuisce maggiormente all’economia e al PIL del Paese il settore terziario, che ha superato l’agricoltura. Ciononostante, infrastrutture e servizi sono ancora sottosviluppati. Queste non garantiscono grandi possibilità né agli abitanti né ad eventuali investitori stranieri. Il Paese è tristemente colpito da disastri climatici che condizionano non poco la vita degli abitanti. Lo stato non può sempre permettersi le ricostruzioni che dovrebbero seguire a frequenti inondazioni, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Trattandosi di un paese circondato da vasti specchi d’acqua ed affacciandosi sull’Oceano Pacifico, i problemi sono anche maggiori e spesso poco conosciuti.

Proprio nell’Oceano Pacifico si registra il 60% dei tifoni del mondo. Uno dei più devastanti tifoni che ha colpito le Filippine nel 2013 è stato Typhoon Haiyan, o “Yolanda”. Ha ucciso oltre 10.000 persone e distrutto il futuro di molte aziende. Il paese deve poi, come molti altri, fare i conti con l’inquinamento, l’estrazione e il disboscamento illegali, la deforestazione. Conseguentemente si verificano anche estinzione della fauna selvatica, riscaldamento globale e cambiamento climatico.

Immigrazione / Dalle Filippine all’Italia: “migranti buoni” 

Secondo i dati raccolti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la presenza di cittadini stranieri in Italia è ormai un dato consolidato che vede il nostro Paese allineato con i principali Paesi Europei. La quota di stranieri, comunitari e non comunitari, sui residenti risulta pari all’8,7% a fronte del 12,2% della Germania, al 9,3% del Regno Unito, al 10,3% della Spagna e al 7,3% della Francia. Al 1° gennaio 2020, la comunità filippina risulta sesta tra le principali non comunitarie per numero di presenze. Sono infatti 157.664 i cittadini filippini regolarmente soggiornanti: rappresentano il 4,4% dei non comunitari in Italia. Rispetto al 1° gennaio 2019, si registra un calo delle presenze filippine in linea con quello registrato nella complessiva popolazione non comunitaria (-2,6% a fronte di -2,7%), da collegare in buona parte alle acquisizioni di cittadinanza che nel 2019 sono state 2.338.

La maggior parte dei cittadini Filippini si trovano in Italia per motivi di lavoro e famiglia, ma bisogna ricordare che circa il 60% degli stessi risultano ormai a tutti gli effetti cittadini italiani. Chi per nascita da genitori residenti, per matrimonio, per naturalizzazione. La comunità filippina risulta ben integrata nel mercato del lavoro italiano e un’analisi dei principali indicatori evidenzia condizioni occupazionali decisamente migliori di quelle relative al complesso della popolazione non comunitaria, con un maggior tasso di occupazione e minori livelli di inattività e disoccupazione.

Immigrazione / Dalle Filippine all’Italia: “migranti buoni” 

Nell’indagine Caritas/Migrantes si evidenzia come gli emigrati filippini vengano considerati i “superman che vanno a sostegno dell’incerta economia filippina”. Quelli in Italia si collocano al quarto posto per l’impatto delle rimesse dopo gli Stati Uniti, Arabia Saudita e Canada. Spessissimo si tratta di persone con istruzione superiore o laureate anche se la loro presenza è spesso legata al lavoro di colf. Il 9% del milione e mezzo di lavoratori domestici in Italia sono filippini, come emerge dall’Indagine “Dare casa alla sicurezza”, curata dal Censis con il contributo del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Per fattori culturali, sono in molti ad affibbiare ai migranti filippini il curioso soprannome di “migranti buoni”. La ragione di ciò potrebbe essere legata al fatto che spesso i cittadini filippini siano cristiani e abbiano valori che si rispecchiano in quelli che trovano in Italia. Va sottolineato che i filippini, in Asia, sono un’eccezione per caratteristiche culturali, storia coloniale e antica cristianizzazione. Culturalmente sono sostenuti dall’apprezzamento che nei decenni ha creato nei loro confronti un mito di “eroi” miti, tenaci, laboriosi, parsimoniosi e inevitabilmente “migranti”. Non a caso, visto che le rimesse sono un salvagente prezioso per l’economia filippina in difficoltà nel mare tempestoso della crisi mondiale.

Vittoria Grasso 

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