Incontri / Ricordato dall’associazione Pan Akis 9 il 375^ della fondazione della storica città di Aci dei santi Antonio e Filippo

A conclusione di un cartellone ricco di iniziative culturali organizzate, con il patrocinio dei Comuni di Aci Catena e Aci Sant’Antonio, dall’Associazione “Pan Akis 9” di Aci San Filippo, a cura di Giovanni Barbagallo, si è svolto nel palazzo Cantarella di Aci Sant’Antonio, il secondo incontro per celebrare il 375° anniversario della fondazione della storica città di Aci SS. Antonio e Filippo.

Il primo incontro si è tenuto ad Aci San Filippo, coordinato dalla dott.ssa Jolanda Scelfo, giornalista e documentarista, con l’ intervento del prof. Enrico Blanco, storico e giornalista, sull’importanza dello sbocco a mare di Acitrezza nel ‘700, ad opera dei Riggio, diventando nella metà dello stesso secolo e nei primi dell’’800, con Luigi Riggio, un ricchissimo polo commerciale.L’altro intervento del prof. Antonino Torrisi, cultore di geografia, verteva sulle potenzialità storiche, archeologiche, artistiche e turistiche di tale territorio, soprattutto di Aci San Filippo con la presenza di numerosi mulini ad acqua, a quel tempo funzionanti, e con la presenza delle terme romane di Santa Venera al Pozzo e delle sorgenti di acque termali-sulfuree che alimentano il territorio sin dal 1873 ad opera dei Floristella e, dal dopoguerra, lo stabilimento termale regionale di Acireale, oggi purtroppo momentaneamente chiuso.

Aci S. Filippo- la Basilica di S. filippo d'Agira
Aci S. Filippo- la Basilica di S. filippo d’Agira

Il prof. Torrisi ha citato anche le attività artigianali della seta, del lino, ecc. dei tempi antichi, e dei “luppini” a Reitana fino ai nostri giorni, e la presenza della stupenda Basilica di Aci San Filippo “ Totius Acis Mater et Caput” (di tutte le Aci Madre e Guida), sin dal 2004 inserita tra i monumenti Messaggeri di Pace dell’Unesco, ad opera della dott.ssa Jolanda Scelfo, e dell’Eremo di Sant’Anna.
Ad allietare la serata la lettura di alcune poesie su Aci San Filippo di Franca Scuderi Calì.

Il secondo incontro si è tenuto ad Aci Sant’Antonio alla presenza di un folto pubblico coordinato dalla prof.ssa Carmelina Urso, ordinario di Storia medievale dell’Università di Catania, che, dopo l’intervento del sindaco Santo Caruso, ha ricordato gli incontri tenutisi nel 1990 in occasione del 350° di tale ricorrenza in forma più solenne, e ha inoltre sottolineato l’impronta dei Riggio di Campofiorito nel territorio di Aci Sant’Antonio sia nel palazzo Carcaci, che merita di essere recuperato come è stato per il palazzo dei Riggio ad Aci Catena, che ai Quattro Canti, con i caratteristici portali con mascheroni in pietra lavica.

Nel corso della serata è stato eseguito un brano musicale di Einaudi al pianoforte, dal maestro Maria Luisa Puglisi, mentre scorrevano le immagini delle riprese di Rai 1 su Aci Sant’Antonio, in occasione della diretta della Santa Messa di domenica 24 gennaio per l’ottava della festa del patrono Sant’Antonio Abate.
E’ stato poi molto seguito l’excursus storico del prof. Matteo Donato, attraverso la disamina dei documenti trascritti in un volume dallo stesso curato e pubblicato dalla Provincia Regionale di Catania nel 2003, “Matteo Donato – Il Volume dei privilegi della città di Aci SS. Antonio e Filippo”, dal 1640 al 1826.

Il prof. Donato ha evidenziato l’importanza della Fiera Franca Santa Venera con decreto di Alfonso il Magnanimo d’Aragona, dal 1422 al 1615 nello spazio adiacente la chiesa di Santa Venera al Pozzo, riproposta, dopo oltre tre secoli e mezzo, nell’ottobre del 1990, dall’ass.re ai BB.CC. e Turismo dell’epoca Giovanni Barbagallo, nell’allora via Reitana, oggi via Delle Terme Romane.

Donato ha evidenziato inoltre che nella seconda metà del settecento il lussureggiante Bosco di Jaci veniva progressivamente distrutto per fare posto alle colture, soprattutto della vite, ed ha auspicato che almeno venga tutelato, valorizzato, e sia consentita la fruizione di quello che rimane di tale bosco a Santa Maria la Stella.

Il professore ha infine ricordato come i 25 anni trascorsi dal 350° siano stati ricchi di interessanti ricerche e pubblicazioni dovute a Saro Bella, Enrico Blanco, Stefano Di Stefano, Cettina Gravagno e Antonio Patanè.
A seguire, il sociologo Salvo Cacciola si è soffermato sullo sviluppo urbanistico privo di regole e di abnormi dimensioni da deturpare il paesaggio originario, privando le generazioni future della possibilità di costruirsi una Civitas a misura delle loro necessità e formando una società quasi priva di aggregazione socio-culturale, con la trasformazione delle cittadine delle Aci in dormitori-periferia della città Metropolitana di Catania.

Nel corso della serata si è potuto inoltre ammirare il testo originario suddetto, in possesso di Silvio Cavallaro e pure i due volumi stampati nel 2003 e nel 2012, il primo già citato, e il secondo: (Città di Acireale – Liber privilegiorum Civitatis Jacis), quest’ultimo a cura di Matteo Donato e Maria Grazia Gravagno. E inoltre un volume di “Enrico Blanco: Trizza le origini”, del 1993. Tali testi possono essere consultati ad Acireale nella biblioteca Zelantea.

G. B.

 

 

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