Intervista / Antonella Piazza: “L’ Arteterapia guida al benessere psico-fisico della persona”

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Tra le nuove professioni educative trova sempre più spazio in Italia quella dell’arteterapia, con una progressione lenta ma costante. Sarà l’argomento della giornata di studi nazionale, che si svolgerà lunedì 17 aprile prossimo a Matera, dal titolo “Trasformazioni sociali e nuove professioni educative: per una nuova dimensione inclusiva”.
Di arteterapia parlerà Antonella Maria Piazza, docente di Sciacca, insegnante nella scuola media “Gaetano Ponte” di Palagonia. L’abbiamo intervistata.

Cos’è esattamente l’arteterapia e come è più corretto scrivere le due parole che la compongono, unite o staccate?

L’Arteterapia è un processo finalizzato al benessere psico-fisico della persona, che si avvale di mediatori artistici per esprimere e comunicare all’esterno i propri oggetti interni e vissuti emotivi. Nata in origine per supportare i reduci di guerra, tornati dall’esperienza fortemente traumatizzati, oggi si applica a svariati settori. E risulta particolarmente efficace soprattutto per promuovere consapevolezza di sé e dell’altro, aumentare il QE (intelligenza emotiva) e creare relazioni empatiche. Risulta utile anche per il raggiungimento di competenze personali e sociali, quali la regolazione emotiva e la risoluzione dei conflitti.

I linguaggi arti terapici sono diversi: è la persona che sceglie il tipo di dialogo (che comunque rimane sempre su un piano analogico) da utilizzare per esprimersi.
I linguaggi più comuni sono: musica, danza-movimento, teatro e arte.arteterapia 2

Quindi, è esatto definirla una tecnica educativa e d’insegnamento?

È certamente un valido aiuto nel processo di apprendimento, sia nell’educazione che nella didattica. Tecniche, metodi e modelli arti terapici vanno però utilizzati, sull’individuo o sul gruppo, sempre da specialisti. Non sono attività che si possono improvvisare, poiché alcuni interventi potrebbero far emergere vissuti emotivi che poi non si è in grado di compensare. Motivo per cui è consigliabile, soprattutto in alcuni contesti, lavorare in équipe.

L’Arteterapia, infatti, utilizzando tecniche, metodi e modelli non convenzionali e alternativi al verbale per costruire relazioni empatiche, agevola i processi di apprendimento e la formazione globale della persona e mira a far emergere le potenzialità insite in ciascuno (talenti). Personalmente ho potuto constatare la validità delle arti terapie in diversi contesti scolastici ed educativi.

Da quando si applica a scuola e fino a quale età?

L’Arteterapia, come ho già detto, innesca processi di trasformazione e crescita, miranti a un cambiamento sia sulla persona che sul gruppo. Anche a scuola, come in altri contesti, può essere svolta solo da esperti, interni o esterni all’istituzione, e rappresenta un valido aiuto a docenti e discenti. Non esiste un limite anagrafico: non è mai troppo presto o troppo tardi per scegliere di star bene.arteterapia 3

È strutturata, cioè prevista nei programmi ministeriali, o è lasciata ai programmi di istituto, tra le materie possibili?

L’Arteterapia non rientra tra le discipline scolastiche o le materie d’insegnamento. È piuttosto un percorso di studi che mira a formare professionisti. Esistono diversi corsi più o meno validi che concorrono a formare futuri arti terapeuti. Personalmente ho svolto un percorso quadriennale di Arteterapia presso Artedo, Scuole di Arti Terapie (accreditata MIUR e qualificata CEPAS), perfezionando e integrando le competenze acquisite, con master e corsi specifici.

Artedo mi ha fornito una solida formazione teorico-pratica, aiutando a sviluppare al meglio le competenze personologiche e professionali soprattutto attraverso le sessioni di supervisione tecnica e clinica. Lo studio però non si interrompe mai, se si vuole progredire e continuare a crescere. E così continuo ancora ad arricchire la mia cassetta degli attrezzi.

C’è un movimento di base o un’associazione che coltiva e applica l’arteterapia e cerca di diffonderla?

Le arti terapie in genere, data la comprovata efficacia del metodo, si stanno affermando nei diversi contesti, anche clinici. In particolare, il presidente nazionale Artedo, dott. Stefano Centonze, si è attivato per diffondere e promuovere l’efficacia delle arti terapie in Italia, con la divulgazione di testi (può vantare al suo attivo numerose pubblicazioni) ed eventi tematici.arteterapia 4

Alla Giornata di studi di Matera porterà dati relativi agli effetti che l’arteterapia ha registrato dalla sua applicazione in Italia?

Il mio contributo alla Giornata sarà duplice. Nella sessione mattutina, avrò l’onore di parlare accanto a personalità di spicco e studiosi che sapranno meglio di me, riportare la scientificità dei dati su scala nazionale.

La mia relazione verterà sull’esperienza personale e porterà come case study le attività e le azioni promosse a scuola e nel territorio come arteterapeuta. Posto al centro del processo di formazione globale l’alunno, attraverso un dialogo lento e graduale, negli anni si è arrivati a promuovere un’educazione permanente che coinvolge l’intera comunità educante.

Nella sessione pomeridiana, invece, condurrò un laboratorio formativo che mostra alcune tecniche inclusive, utilizzate come arteterapeuta per una trasformazione sociale. L’approccio analogico vuole dimostrare che l’Arteterapia è uno dei migliori strumenti da mettere in campo per un’educazione e una didattica innovativa.

In base alla sua esperienza, qual è il bilancio che ne trae?

Indubbiamente positivo. Mai avrei immaginato che il cambiamento che l’Arteterapia ha prodotto in me potesse trasformarsi in un desiderio di cambiamento sociale.

E le prospettive?

Il mio augurio è che i professionisti delle arti terapie possano trovare il loro giusto riconoscimento all’interno dei diversi contesti, soprattutto scolastici ed educativi.

 Giuseppe Lagona

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