Riportiamo qui l’intervista a cura della Redazione della rivista Dialoghi al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, che offre una riflessione sulla situazione geopolitica attuale. Il cardinale mette in luce la crisi della diplomazia, sempre più indebolita dalla “logica del più forte”, che privilegia il ricorso alla forza rispetto al dialogo e al diritto internazionale. E’ in questo scenario che emerge la difficoltà del multilateralismo e delle istituzioni internazionali nel gestire i conflitti. La pace, infatti, è spesso illusoriamente affidata agli armamenti, invece di essere basata su accordi condivisi, in linea con il magistero di Papa Francesco. In questo contesto, un ruolo fondamentale è costituito dall’Europa, dalle Nazioni Unite e dalla comunità internazionale che hanno la responsabilità di promuovere giustizia e stabilità tramite il dialogo e la cooperazione per costruire un futuro più pacifico.
Dalla Rivista Dialoghi / Intervista al segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin
In questa fase storica la diplomazia è messa in discussione dalla logica del più forte. Perché?
”Non dobbiamo nascondere la testa sotto la sabbia, la logica del più forte è sempre esistita. Però è vero che, specie negli ultimi anni, la diplomazia, la creatività diplomatica, l’attitudine al negoziato, sono via via venute meno. È come se a poco a poco ci si arrendesse alla logica del più forte. Mi colpisce con quanta determinazione – stavo per dire facilità – l’opzione bellica viene presentata come risolutiva, quasi inevitabile, piegando il diritto internazionale a proprio piacimento. Mentre al contempo la diplomazia appare muta, incapace di attivare strumenti alternativi. Sembra venuta meno la coscienza del valore della pace, la coscienza della tragicità della guerra, la coscienza dell’importanza di regole condivise e del rispettarle.”
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