Intervista / Il compositore e batterista Francesco Branciamore: “Brutto periodo per la musica, che è tutta uguale”

Nel Casale Borghese a San Gregorio di Catania  il “Francesco Branciamore quartet”, formato da Francesco Branciamore alla batteria, Rino Cirinnà al sax, Sam Mortellaro al piano e Vincenzo Virgillito al contrabasso, ha dato vita ad una magnifica performance.casale in jazz

Francesco Branciamore è un compositore, arrangiatore e batterista siracusano. Insegna attualmente in uno dei Conservatori più attivi per quanto concerne la musica jazz, il “Nicola Sala” di Benevento.

Branciamore, è sempre stato appassionato di musica?
«Si. Mi sarebbe piaciuto fare l’agricoltore ma non avevo altre terre oltre a quella dell’anima».

Cosa è la musica per lei?
«Non si può esprimere a parole, mi piace la musica assoluta ma non la forma cantata. La voce si può esprimere in altri modi. La musica deve porre interrogativi, non trasmettere messaggi. Il jazz permette  di assistere a diversi stili, è improvvisazione. Il jazz contiene il 95% dell’improvvisazione.- interviene Mortellaro –  Ho visto che all’estero la gente assiste a concerti jazz anche se non conosce il genere. Qui la gente è prevenuta, dice di non capirlo. All’estero c’è evoluzione musicale”.
Branciamore, perchè ha scelto di intraprendere gli studi musicali?
«Mi sono accostato al jazz per passione, prima come ascoltatore e da autodidatta, poi ho studiato».
La sua esibizione più emozionante?
«Alcune, e il penultimo progetto in cui ho diretto i musicisti ma non ho suonato. Ho sentito il lavoro speso da un anno».
In quale momento della giornata compone?
«La mattina, quando ho tutte le energie».

pubblico casaleCosa pensa quando compone? Cosa lo ispira?

«Dipende da cosa compongo. Ho scritto di  più quando non stavo bene con me stesso, quando non ero in equilibrio. La musica tira fuori dai momenti più bui, è una grande medicina.

Cirinnà, cosa ne pensa della musica di oggi? 

«Questo è il momento peggiore della storia della musica, non c’è etica e senso della professione. Bisogna insegnare l’estetica della musica. Ora la musica è tutta uguale».

Virgillito conclude “Abbiamo un passato ricchissimo, un disco degli anni ’70 è attuale. Adesso tutto si mette in mezzo, l’avvento dei dj, ad esempio, ha invaso il mercato economico”.

Graziella De Maria

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