Interviste / Fratel Carlo sulla vicenda dell’ex camilliano Vincenzo Duca: “Il cuore dell’uomo è un grande mistero”

Placato il clamore mediatico, che sa più di curiosità pruriginosa che di interesse per la verità dei fatti, sollevato dal gesto di fratel Vincenzo Duca, ora ex religioso camilliano, che ha lasciato la Congregazione per una ragazza acese e ha sottratto  27.000 euro (già in buona parte restituiti) dalla Cassa della provincia religiosa, della quale era responsabile, cerchiamo di saperne di più intervistando fratel Carlo Mangione, che ha preceduto fratel Vincenzo nella guida della Casa di accoglienza di Acireale e conosce più di ogni altro l’ex confratello.

Fratel Carlo Mangione
Fratel Carlo Mangione
  • Fratel Carlo, si è detto e scritto tanto, si è parlato di scandalo, ad Acireale e a livello nazionale; grandi e piccole testate hanno ampliato la portata della vicenda, magari esagerando non poco. Come vede lei il fatto?

Be, sicuramente la notizia ha fatto gola ai mass media: il frate che lascia per una donna, portando via dei soldi non può non fare notizia. Ciò che mi ha colpito è stata la morbosità con la quale testate televisive nazionali si sono precipitati ad Acireale per questa notizia…fa capire il poco spessore dell’informazione…

  • Come ha reagito la Congregazione camilliana e, in particolare, la comunità acese e quella della Casa di accoglienza?

Le prime reazioni sono state di sincera tristezza. Un fratello che lascia la vocazione e l’Ordine in questo modo non può non dispiacere.  La seconda reazione, nel constatare l’ammanco dei soldi dalla cassa provinciale, è stato quello della delusione. Un gesto molto squallido e vile.  E’ spiegabile il voler cambiare vita, anzi è da incoraggiare quando non ci sono più i requisiti minimali….

  • Qualcuno ha criticato la vostra scelta di denunciare la sottrazione del denaro (chi osservando che “… in fondo, per 27.000 mila euro non vale sollevare uno scandalo”, chi facendo notare che “… nell’Anno del Giubileo della Misericordia forse sarebbe stato più opportuno perdonare …”). Ci spiega perché avete scelto la via giudiziaria.

La scelta giudiziaria è scaturita da un non volersi incontrare personalmente con i superiori da parte di Duca e dare così qualche spiegazione. Nella vita religiosa non esiste la “liquidazione” per il servizio svolto e comunque prendere dei soldi arbitrariamente è appropriazione indebita che legalmente, come abbiamo visto, non è permesso. Riguardo l’anno della misericordia io dico che la misericordia ha altre sorelle: la giustizia, la correttezza ecc… la misericordia non è un manto che copre la sporcizia… la denuncia può essere un atto di misericordia per aiutare il fratello a ravvedersi…

  • Pur mantenendo la responsabilità della tesoreria a Napoli, è stato eletto nuovo economo provinciale della Provincia Sicula-Napoletana, in questa veste si sente affermare di avere fatto bene?

In coscienza, penso di aver fatto bene e rifarei nuovamente la stessa cosa. Quei soldi non erano miei ma il frutto dei proventi dei religiosi destinati per le opere di carità in Africa e in Italia

  • E a Vincenzo stesso, alla comunità camilliana che guidava, religiosi e laici, nonché ai cattolici, soprattutto a quelli facili a gridare allo scandalo, cosa si sente di dire?

Beh, direi che il cuore dell’uomo è un grande mistero, a volte mistero per noi stessi. Quindi direi di proseguire con serenità e speranza. Anche tra i 12 apostoli c’erano fragilità e miserie eppure hanno annunciato la buona novella sino ai confini del mondo.

Giuseppe Vecchio

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